Gustavo Francalancia, maestro del realismo magico

A Spello una monografica dedicata all'artista, erede della scuola romana, in occasione dei suoi novant'anni
17 settembre 2011 - 13 novembre 2011
a Gustavo Francalancia, uno degli ultimi eredi della scuola romana, o più propriamente del realismo magico, è dedicata la mostra monografica che si terrà dal 17 settembre al 13 novembre nell'ottocentesca Villa Fidelia di Spello (Perugia). L'esposizione, voluta dal figlio Marco, vanta il contributo critico di Valerio Rivosecchi e il patrocinio e l'apporto tecnico e logistico della Provincia di Perugia.
Una vita dedicata alla pittura è la mostra che presenta 120 opere di Gustavo Francalancia, oggi novantenne, in occasione del suo rientro ad Assisi, città dove abitò fino al 1973, esercitando la professione di dentista, prima di trasferirsi a Roma, nel momento in cui iniziò a dedicarsi prevalentemente al lavoro artistico.
Le sezioni di visita descrivono quanto la sua vita e l'attività artistica potessero intrecciarsi con la vita culturale molto vivace, animata da artisti e intellettuali, che la Capitale offriva. Francesco Trombadori, Titina Maselli, Cesare Vivaldi e Paolo Volponi ne furono tra i principali protagonisti, insieme a figure di galleristi del calibro di Plinio de Martiis, che con la "Tartaruga" ispirò la pratica espositiva contemporanea da Leo Castelli in poi, e di Bruno Sargentini, al quale Gustavo era strettamente legato sul piano professionale.
Figlio d'arte: all'ambiente romano si sommano gli stimoli già forti presenti in ambito familiare (suo padre era il noto pittore Riccardo Francalancia, nato ad Assisi nel 1886 e morto Roma nel 1965). Da Riccardo, suo figlio Gustavo eredita la tradizione riprendendone soggetti quali i paesaggi dell'Umbria e del Lazio, gli interni, le nature morte. Uno scenario ben tratteggiato in mostra, grazie anche al racconto di alcuni simpatici aneddoti che restituiscono al lettore l'umore proprio di una certa romanità, vista nell'ironia scanzonata, irriverente e a volte amara, rappresentata da Francalancia in Natura non ancora morta.
Fra i 120 dipinti in mostra si segnalano Autoritratto del 1983 su cui il critico Ezio Genovesi ha scritto:
"Il volto non ci guarda e non si guarda. La natura degli uomini, che Francalancia conosce bene per esperienza, lo ha disilluso: non vi sono scoperte che possano cambiare lo stato delle cose. L'asprezza della rappresentazione riflette, in quel momento, il suo sguardo sul mondo."
Segue Conchiglia, realizzata nel 1976, donata a Gustavo da Edita Mühlen, affermata pittrice e moglie di Mario Broglio.

Lunedì 29 Agosto 2011




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