L'annuncio è arrivato all'Angelus, il momento in cui il Santo Padre, per così dire, dialoga con la moltitudine di fedeli che si assiepano a piazza San Pietro: la folla saluta, connota con applausi o silenzi impressionanti le riflessioni del Papa. Quella folla, ieri, proprio nella giornata mondiale della pace, aveva il cuore pieno di dolore per la strage provocata da un kamikaze nella chiesa cristiana di Alessandria d'Egitto, smarrita di fronte a tanto sangue. E Joseph Ratzinger ha parlato a quella gente e al mondo con le parole della speranza annunciando, a sorpresa, il Quarto incontro interreligioso ad Assisi. Avverrà a ottobre. La data deve ancora essere ufficializzata e di certo rappresenterà la risposta forte e perentoria all'intollerenza, al radicalismo religioso, alla violenta persecuzione che da mesi, ormai, minaccia i cristiani. Benedetto Xvi, dunque, chiama a raccolta i credenti di tutte le fedi proprio nel venticinquennale del primo, storico incontro per la pace voluto da papa Wojtyla. L'urgenza del dialogo va oltre il mero anniversario ma è un segnale di continuità importante con Giovanni Paolo II e il solco da lui tracciato che, peraltro, l'allora cardinale Ratzinger aveva contribuito per parte sua a individuare. A salutare l'evento, inaspettato anche per gli stessi francescani di Assisi, le campane a festa del Sacro Convento e della città. Su tutto, un sentimento di commozione e gratitudine nei confronti del Papa che si è subito palesato con le parole di padre Giuseppe Piemontese, e del vescovo, Domenico Sorrentino. Per padre Piemontese si tratta del primo incontro che gestirà da Custode. E le sue riflessioni sono cariche di aspettative per un annuncio evidentemente desiderato.
"é così - ammette -. Avevamo sperato in questo ritorno del Santo Padre ad Assisi proprio per ridare slancio, in un momento così drammatico, alla volontà di pace e tolleranza che da questa città si è levato in passato con forza e che ha visto coinvolti, in un'unica preghiera, cristiani e uomini di fede appartenenti a tutte le religioni del mondo. Per questo desidero esprimere a papa Benedetto XVI gratitudine e gioia grande per la sua decisione."
Quanto abbiano pesato su questo annuncio le recenti violenze sui cristiani, padre Piemontese lo suppone soltanto:
"Questo lo può dire solo il Santo Padre. Noi - spiega - pensiamo che la recrudescenza delle persecuzioni, in particolare verso i cristiani, rende sempre più urgente la preghiera comune richiamando ciascuno ad assumereprecise responsabilità."
Dunque, su Assisi, gli occhi di chi crede nel dialogo.
"sì, perché incarna la ‘profezia di pace' e la nostra Basilica è riconosciuta come l‘altare del mondo, appunto. Questo perché Francesco in ogni istante ha vissuto, predicato e promosso la tolleranza e oggi sosterrà gli uomini di buona volontà ancora una volta ispirando pensieri e azioni di pace."
Lo stesso sentimento anima monsignor Domenico Sorrentino.
"La commemorazione dell'evento assisano del 1986 con la presenza stessa ad Assisi del successore di Pietro costituirà - si legge in una nota ufficiale del vescovo - un'altra grande occasione per rilanciare l'impegno di tutti i credenti del mondo per la costruzione della pace. Questa decisione, tanto attesa invocata congiuntamente in una petizione al Santo Padre dal vescovo stesso e dai ministri generali delle diverse famiglie francescane, viene a sottolineare per Assisi il carisma di Città di pace che la vita di Francesco le ha impresso e che ne fa un luogo privilegiato per imparare lo spirito della pace, nella preghiera, nell'umiltà, nella fraternità. Da quando, 25 anni fa, Giovanni Paolo II convocò i leader delle varie religioni, Assisi è diventata una icona della pace. Si parla in questo senso di 'spirito di Assisi'. Nella lettera a suo tempo inviata al vescovo di Assisi in occasione del ventesimo dell'evento, Benedetto XVI - prosegue monsignor Sorrentino - spiegò il senso di tale icona, distinguendolo da ogni concezione di tipo relativistico e sincretistico, e illustrandone il significato profetico. Nel messaggio per la Giornata mondiale della pace ne ha fatto ancora menzione, all'interno della problematica di grande attualità della libertà religiosa come via per la pace. Il contesto odierno, che vede ancora tante limitazioni a questa libertà e, in varie parti del mondo, vede scorrere tanto sangue dei discepoli di Cristo, rende urgente questa riflessione."
Grande fermento anche nella sala stampa del Sacro convento che, dopo l'annuncio di papa Benedetto Xvi, ieri ha richiamato tutti a raccolta per inviare agenzie e comunicati ovunque.
"Un inizio dell'anno davvero speciale e di grande emozione - ammette padre Enzo Fortunato direttore della Sala stampa del Sacro convento - perché si tratta di un annuncio che pone Assisi ancora con più forza come fulcro della preghiera di tutte le genti. E devo dire che questo è il coronamento della coralità con la quale il Custode, padre Giuseppe Piemontese, il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, e i ministri generali delle quattro famiglie francescane hanno voluto in profonda sinergia rilanciare il cosiddetto spirito di Asissi. Per noi che dovremo seguire questo Quarto incontro interreligioso anche sotto l'aspetto mediatico - spiega padre Enzo Fortunato - ci sarà anche l'impegno di garantire fin da subito il massimo dell'informazione con notizie che da qui all'appuntamento di ottobre andremo a inserire nel nostro sito www.sanrancesco.org e nella nostra rivista, San Francesco patrono d'Italia."

Dunque, ancora Asissi. Ancora il suo messaggio di pace per rispondere alla cristianofobia e all'intolleranza. Ancora Assisi per proseguire su quella strada che di fatto, in tempi recenti, aveva anticipato i contenuti del Concilio Vaticano II e che, più lontano nel tempo, aveva percorso frate Francesco in Terra Santa per incontrare il sultano Malik-al-Kamil

Riccardo Regi
Domenica 2 Gennaio 2011





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