Alle 12,14 l'effetto speciale inatteso e benaugurante. I reattori di un aereo Ryanair si accendono a pieni giri. Battezzano l'inizio della conferenza stampa che sancisce il patto di santa alleanza tra Perugia e Assisi che si fanno avanti come un'unica capitale della cultura da proporre all'Europa per il 2019. E detto con misurata soddisfazione e senza falsa modestia, è stato un bel momento anche per il Corriere dell'Umbria che questo progetto ha lanciato mesi fa dalle sue colonne innescando un dibattito che si è rivelato ampio, sentito e soprattutto, visti i risultati, concreto. Va detto che di strada ce n'è comunque da fare tanta. E sarà tutt'altro che in discesa.
La concorrenza è agguerrita: già si sono fatte avanti Venezia, Ravenna, Siena e Matera. Peraltro, come preannunciato dal sindaco di Assisi Claudio Ricci, da qui al 2013, che è presumibilmente la scadenza entro la quale ci si potrà candidare, le pretendenti sono destinate ad aumentare. E di molto. Inoltre alcune di queste hanno messo in campo agenzie di studi esterne agli enti pubblici che, a suon di bei soldoni, si sono messe a lavorare dalla mattina alla sera sul progetto. Diversa la strada scelta da Assisi, da Perugia e avallata dalla Provincia (era presente in conferenza stampa l'assessore Donatella Porzi) che farà la sua parte, come potete leggere nell'articolo a lato. In sostanza si andrà a costituire un comitato allargato, sperando che anche gli altri comuni del territorio si mettano "in rete". Questo dovrà confrontarsi sui contenuti del bando di ammissione Ue e trovare le idee giuste per far risultare vincente la proposta. Il tutto sarà poi discusso e votato, nello specifico, dai due consigli comunali di Assisi e Perugia congiuntamente. Facile a dirsi ma a farsi? e il diverso colore politico c'entra poco. O meno di quanto si possa pensare. É anche vero che, come ha spiegato il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, si deve competere per vincere, ma resterà, comunque vada, il percorso virtuoso che avrà portato a raffrontarsi su temi non più rinviabili che vanno oltre i confini del singolo municipio e degli interessi localistici. Internazionalizzazione e globalizzazione impongono scelte coraggiose e lungimiranti. Perlomeno nuove.
E l'alleanza tra Perugia e Assisi in atto sugli spazi dedicati alla cultura (vedi teatro Lyrick), ha del resto dimostrato che si può fare. Venendo ai termini della proposta che vede l'aeroporto di Sant'Edgidio anello di congiunzione ideale, oltre che logistico, tra le due città umbre, questa dovrà partire dal presupposto che non basta essere città d'arte, di festival o di tesori monumentali e di quant'altro può risultare di interesse culturale. Infatti il bando premia chi sa investire per la cultura.
In sostanza Genova ha sapientemente riadattato porto e spazi dismessi creando centri di aggregazione e di proposta culturale. Lo stesso hanno fatto Glasgow e chi è stato incoronato negli anni passati dalla commissione giudicante. Insomma: ti danno i soldi per fare; se già hai tutto e non hai idee giuste, i soldi passano di mano. Dunque, si tratta di individuare cosa va valorizzato, come e perché. Ai nostri lettori non sarà sfuggita la posizione del comitato nato a Terni (a proposito, che farà ora?).
Questi sottolineava come i margini progettuali sul territorio ternano fossero molto più coerenti al bando comunitario rispetto a quelli di città come Perugia e Assisi. Tant'è. Il guanto della sfida è lanciato. Lo ha raccolto anche il presidente della Sase: Mario Fagotti ha rassicurato sullo stato dei lavori del cantiere aperto all'aeroporto e, anzi, ha invitato i due sindaci a investire a loro volta e in varie forme sullo scalo. Da subito, intanto, ci sarà da trovare il marchio con il quale sintentizzare la candidatura. Il concorso di idee, come ha spiegato l'assessore alla cultura di Perugia Andrea Cernicchi, è aperto a tutti: studi grafici, professionisti, studenti. In palio ci sono 10mila euro. Il bando di partecipazione potrà essere consultato sui siti web dei due Comuni che poi saranno chiamati a giudicare i lavori. L'asse Perugia-Assisi, un tempo "percorso" da cavalieri fieramente in battaglia gli uni contro gli altri armati, si pacifica sulla base di peculiarità che vedono il capoluogo di regione vantare una tradizione universitaria centenaria, uno spiccato cosmopolitismo grazie alla Stranieri e un enorme patrimonio storico-artistico. Dall'altra la città di Francesco, nota nel mondo ben più di Perugia, è simbolo di spiritualismo, di pace, di dialogo interculturale e religioso. Sull'alchimia di questi elementi e sulla "auspicata", ma a nostro avviso complicata, convergenza nel progetto anche dell'intero territorio regionale, si gioca la partita che vale risorse ingenti e un rilevante indotto economico e turistico. I due sindaci sono fiduciosi. Parlano di contatti a livello nazionale e internazionale già avviati. Il loro progetto finirà prima al ministero dei Beni culturali e poi a quello degli Affari esteri. Infine, una commissione composta da sei membri italiani e sette indicati dalla commissione Ue, individuerà la capitale europea 2019 entro il 2013. Ci sono due anni a disposizione per creare un progetto convincente. La conferenza stampa è quindi terminata con un brindisi a suggellare una candidatura comune senza dubbio originale e coraggiosa. Tra un sorso e l'altro tutti, però, sapevano e sanno che questo di per sé non basterà



1 commenti

  1. Anonimo  

    5 giugno 2010 21:37

    Gent.mo sig. Redi, la prego, prima di sostenere la candidatura congiunta di Perugia e Assisi di leggere accuratamente la Guida Europea per le città che vogliono presentare la propria candidatura. Le anticipo che la candidatura congiunta di due città è formalmente (e ideologicamente) impossibile. Dal 2005 è permesso che UNA città si candidi aggregando un territorio, che abbia una identità culturale. Se Perugia e Assisi presenteranno congiuntamente il dossier di pre-selezione, saranno immediatamente scartate. Potrei continuare all'infinito, ma basta leggere le direttive europee ACCURATAMENTE per comprendere che razza di abbaglio i due sindaci stanno prendendo. Grazie

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