E l'alleanza tra Perugia e Assisi in atto sugli spazi dedicati alla cultura (vedi teatro Lyrick), ha del resto dimostrato che si può fare. Venendo ai termini della proposta che vede l'aeroporto di Sant'Edgidio anello di congiunzione ideale, oltre che logistico, tra le due città umbre, questa dovrà partire dal presupposto che non basta essere città d'arte, di festival o di tesori monumentali e di quant'altro può risultare di interesse culturale. Infatti il bando premia chi sa investire per la cultura.
In sostanza Genova ha sapientemente riadattato porto e spazi dismessi creando centri di aggregazione e di proposta culturale. Lo stesso hanno fatto Glasgow e chi è stato incoronato negli anni passati dalla commissione giudicante. Insomma: ti danno i soldi per fare; se già hai tutto e non hai idee giuste, i soldi passano di mano. Dunque, si tratta di individuare cosa va valorizzato, come e perché. Ai nostri lettori non sarà sfuggita la posizione del comitato nato a Terni (a proposito, che farà ora?). Questi sottolineava come i margini progettuali sul territorio ternano fossero molto più coerenti al bando comunitario rispetto a quelli di città come Perugia e Assisi. Tant'è. Il guanto della sfida è lanciato. Lo ha raccolto anche il presidente della Sase: Mario Fagotti ha rassicurato sullo stato dei lavori del cantiere aperto all'aeroporto e, anzi, ha invitato i due sindaci a investire a loro volta e in varie forme sullo scalo. Da subito, intanto, ci sarà da trovare il marchio con il quale sintentizzare la candidatura. Il concorso di idee, come ha spiegato l'assessore alla cultura di Perugia Andrea Cernicchi, è aperto a tutti: studi grafici, professionisti, studenti. In palio ci sono 10mila euro. Il bando di partecipazione potrà essere consultato sui siti web dei due Comuni che poi saranno chiamati a giudicare i lavori. L'asse Perugia-Assisi, un tempo "percorso" da cavalieri fieramente in battaglia gli uni contro gli altri armati, si pacifica sulla base di peculiarità che vedono il capoluogo di regione vantare una tradizione universitaria centenaria, uno spiccato cosmopolitismo grazie alla Stranieri e un enorme patrimonio storico-artistico. Dall'altra la città di Francesco, nota nel mondo ben più di Perugia, è simbolo di spiritualismo, di pace, di dialogo interculturale e religioso. Sull'alchimia di questi elementi e sulla "auspicata", ma a nostro avviso complicata, convergenza nel progetto anche dell'intero territorio regionale, si gioca la partita che vale risorse ingenti e un rilevante indotto economico e turistico. I due sindaci sono fiduciosi. Parlano di contatti a livello nazionale e internazionale già avviati. Il loro progetto finirà prima al ministero dei Beni culturali e poi a quello degli Affari esteri. Infine, una commissione composta da sei membri italiani e sette indicati dalla commissione Ue, individuerà la capitale europea 2019 entro il 2013. Ci sono due anni a disposizione per creare un progetto convincente. La conferenza stampa è quindi terminata con un brindisi a suggellare una candidatura comune senza dubbio originale e coraggiosa. Tra un sorso e l'altro tutti, però, sapevano e sanno che questo di per sé non basterà
Riccardo Regi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 26 Maggio 2010



Anonimo
05 giugno 2010 21:37
Gent.mo sig. Redi, la prego, prima di sostenere la candidatura congiunta di Perugia e Assisi di leggere accuratamente la Guida Europea per le città che vogliono presentare la propria candidatura. Le anticipo che la candidatura congiunta di due città è formalmente (e ideologicamente) impossibile. Dal 2005 è permesso che UNA città si candidi aggregando un territorio, che abbia una identità culturale. Se Perugia e Assisi presenteranno congiuntamente il dossier di pre-selezione, saranno immediatamente scartate. Potrei continuare all'infinito, ma basta leggere le direttive europee ACCURATAMENTE per comprendere che razza di abbaglio i due sindaci stanno prendendo. Grazie