Il paziente non sarebbe morto per un colpa professionale dei medici ma per uno choc alle varici esofagee che non poteva essere preventivato e non era preventivabile.
Lo hanno affermato i medici legali nominati dal gip Claudia Matteini, nel quadro di un incidente probatorio, finalizzato a conoscere i risultati dell'autopsia dopo la riesumazione del cadavere della vittima, un anziano di 77 anni, che era stato ricoverato nel reparto di medicina dell'ospedale di Assisi.
Il paziente era deceduto nel settembre dello scorso anno e la famiglia aveva sostenuto che il loro familiare non sarebbe stato adeguatamente curato.
Da qui era partita l'inchiesta affidata al sostituto procuratore Tullio Cicoria.
Il gip Matteini aveva affidato la perizia al professor Mariano Cingolani e al professor Aroldo Fianchini, entrambi marchigiani.
La parte offesa aveva affidato il caso al dotto Luca Lalli, mentre i quattro indagati (il primario, F.r.
e i medici G.f., M.a.
e M.r., difesi il primo dall'avvocato Giovanni Bellini, gli altri tre dall'avvocato Franco Marìtarangolo) avevano nominato quali consulenti di parte i professori Bacci e Biasini di Perugia, il primario, e il professor Giuseppe Fortuni e il professor Neri, entrambi di Bologna, gli altri tre medici.
Ora la risposta dei consulenti del giudice che parlano di medici diligenti e di cure appropriate ed efficaci.
La causa della morte è stata identificata in una insorgenza non preventivabile (appunto lo choc delle varici esofagee).
Gli atti sono stati inviati al pubblico ministero



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