Pablo Picasso sosteneva che i colori, come i lineamenti, seguono i mutamenti delle emozioni. Emilio Vedova, artista di Venezia autodidatta maestro indiscusso dell'arte contemporanea scomparso due anni fa, li usava con dirompente vigore e rapimento.
Come dire che ne faceva lo specchio, o forse il riflesso, di ciò che più intimamente sentiva. Salendo ad Assisi con sua moglie Annabianca, che era di Terni e molto legata alla sua Umbria, ha sempre sentito fortemente l'attrazione verso il sublime che la figura di san Francesco, la Basilica, la città emanano.
E proprio alla vigilia delle celebrazioni del 4 ottobre, il Sacro Convento ha ricevuto un grande regalo.
Si chiama "Triangolo rosso", una sua opera del 1982. Chi si intende di quadri sa che sono importanti le misure (198x132), chi apprezza il gesto in sé, rimarrà piuttosto colpito dalle volontà espresse nel suo testamento dalla moglie del pittore:
"(...) dei miei Vedova - ha lasciato scritto - il quadro ora esposto nella stanza di sopra, ‘Triangolo Rosso ‘82' desidererei venisse donato ad Assisi, al Sacro Convento per la biblioteca o altro ambiente di studio."
E poi, quasi a tradurre le visioni artistiche del marito, aggiunge:
"Ho fatto studi su San Francesco, ho percorso a piedi, ho visitato tutti i luoghi francescani, anche in Sabina, negli Anni 40 e 50 ancora con Emilio (...); Cimabue e Giotto, gli affreschi della Porziuncola e l'eco del Cantico delle creature, visioni/silenzi di eremi: e oggi ancora...il terremoto."
La stesura del testamento, infatti, porta come data il 1998. Da qui, la procedura poi avviata dalla
"Fondazione Emilio e Annabianca Vedova"
che, per voce del suo presidente Fabrizio Gazzarri, ha annunciato l'arrivo dell'opera al Sacro Convento.
Evidentemente contento il padre Custode, Vincenzo Coli:
"L'amico Giuseppe Cascetta che ha fatto da prezioso tramite con la Fondazione, mi aveva parlato di questa volontà dei Vedova tempo fa.
Ricordo che al momento ero rimasto un po' incredulo. Come ho già detto a Fabrizio Gazzarri, presidente della Fondazione che ho sinceramente ringraziato, l'opera verrà collocata in un posto di prestigio del Sacro Convento.
Studieremo con molta attenzione dove. Questa opera resterà costantemente come proprietà della Basilica Papale di San Francesco e si aggiungerà ad altre opere di grande valore.
Conosco Vedova solo attraverso il catalogo curato dal dottor Cascetta concernente la mostra da lui curata nell'ex Pinacoteca comunale di Assisi ‘Capricci'.
Sono certo che il quadro esprimerà, come in moltissimi talenti artistici, l'incessante ricerca dell'uomo, visto che il mondo non gli basta.
Accenno, come è facile intuire, al cuore inquieto di Agostino."
Per dirla con Nikos Nazantzakis:
"Avete i pennelli, avete i colori, dipingete voi il paradiso e poi entrateci."
Al Sacro Convento ci sarà, ora, uno squarcio di quello di Emilio Vedova

Riccardo Regi
dal Corriere dell'Umbria Sabato 27 Settembre 2008




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