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martedì 1 aprile 2014

Valorizzare il Cassero di Sant'Antonio

Valorizzare e rendere fruibile la Rocca minore, patrimonio storico - artistico poco conosciuto, ma di grande suggestione.

Al progetto stanno lavorando i Majores Ballistarii Assisii che al Cassero di Sant'Antonio (questa la denominazione storica, popolarmente detta la Rocchicciola) hanno sede e che puntano anche a realizzare degli interventi per rendere accessibile la torre (alta 32 metri) che caratterizza la fortezza (fatta costruire dal cardinale Albornoz nel 1367) e , in generale, gli altri spazi dell'edificio, con la possibilità di realizzarvi anche iniziative culturali.

“Vorremo far sì che la Rocca minore possa essere visitata - spiegano i responsabili dell'associazione –. Per questo abbiamo predisposto un progetto che prevede la realizzazione di una scala esterna, per rendere possibile l'accesso alla parte sommitale della torre. La scala realizzata in occasione del restauro Rocchicciola, infatti, situata all'interno della torre, è molto ripida e di fatto rende non fruibile la struttura; da qui la volontà nostra di realizzare una scala esterna, in legno, che si ricongiunge al percorso superiore già esistente e consentire di raggiungere un luogo da dove si può ammirare un panorama bellissimo”.

In occasione delle manifestazioni Saremo Capitale europea della cultura 2019 è stato presentato il restauro di due stemmi lapidei presenti nella Rocca minore e che rischiavano di andare perduti.

“Si tratta dello stemma di Gian Galeazzo Visconti, legato al dominio visconteo in Assisi all'inizi del 1400, e il leone rampante del Comune di Assisi”, ha spiegato il professor Elvio Lunghi. Maurizio Baglioni

La Nazione Martedì 1° Aprile 2014

giovedì 27 febbraio 2014

Assisi: il fascino del Medioevo della Rocca Maggiore

Domina la città dall'alto del colle del Paradiso, roccaforte esistente fin dal XII è secolo, poi rafforzata e ampliata a più riprese, per l'importanza strategica che ha sempre rivestito.
Nell'intenso e ricchissimo itinerario spirituale e religioso di Assisi, un posto di tutto rispetto e di grande originalità spetta di diritto alla Rocca Maggiore, imponente fortezza medioevale, di fortissimo interesse turistico per la bellezza, la posizione.

Andiamo allora alla sua scoperta. La Rocca fu eretta nei primi anni del XII secolo, fonti accreditate ne parlano dal 1174, quando Cristiano, arcivescovo di Magonza, ne prese possesso per conto di Federico Barbarossa. Da allora la fortezza è rimasta il centro del potere feudale germanico fino al 1198, quando la città passò alla fazione guelfa di Innocenzo III. La popolazione, in rivolta contro Federico II abbattè mura e torri.
Nel 1365, il cardinale Egidio Alvarezde Albornoz, riorganizzando le rocche del territorio umbro, la fece riedificare secondo la pianta originale.
La Rocca Maggiore ha un forma trapezoidale animata da torrioni, al centro c'è il mastio che include un corpo quadrangolare e da qui parte la cinta muraria che circonda la città e un corridoio collegato ad una torre poligonale fatta erigere dal papa Pio II nel XV secolo.
All'interno sono visibili i cortili, i camminamenti e una serie di ambienti adibiti alle diverse funzioni di cucina, magazzini, dormitori. L'appeal turistico è arricchito anche anche all'allestimento di un Parco Medievale: e cioè la Sala delle Armi, la Sala del Banchetto e la Sala della Musica.

Nella Torre del Maschio è esposta una mostra fotografica che illustra la più importante festa di Assisi, il Calendimaggio.

Info. La Rocca si può visitare con i seguenti orari: da novembre a febbraio, dalle io alle 16.30 tutti i giorni; a marzo dalle 10 alle 17.30 tutti i giorni. Aprile e maggio, settembre e ottobre, 10-18.30 (tutti i giorni) e da giugno ad agosto 10-20 per tutta la settimana.
Biglietto d'ingresso a 5 euro, con varie forme di riduzioni

Sofia Coletti
La Nazione Giovedì 27 Febbraio 2014

mercoledì 5 febbraio 2014

Il Museo Fazzini non è valorizzato

Un museo che fa guadagnare al Comune di Assisi 326 euro (e spiccioli) in sei anni, facendo registrare grosso modo un visitatore al giorno: è il bilancio del museo Fazzini, situato all'interno del palazzo del Capitano del Perdono a Santa Maria degli Angeli. A fornire le cifre - sottolineando comunque che nessuno mette in dubbio il valore delle opere di Fazzini, ma solo la valorizzazione dei beni culturali della città - è il capogruppo del Pd Simone Pettirossi, che sul 'caso' ha presentato un'apposita interpellanza.
"Quando ho sollevato la questione, esponenti della maggioranza avevano parlato dell'ennesima polemica inconsistente - scrive Pettirossi - adesso si scopre che dall' 11 marzo 2006 al 31 luglio 2013 ci sarebbero stati 2105 visitatori paganti e 118 gratuiti: il dato certo è che la Ragioneria comunale, in sei anni , ha incassato 326,81 euro.
Presentata nell'ottobre 2013, l'interpellanza è stata discussa nell'ultimo consiglio comunale di fine gennaio, dopo che nel precedente l'amministrazione non aveva saputo fornire dati certi sul tipo di contratto stipulato, sui biglietti venduti e sull'introito per le casse comunali dalla percentuale sugli stessi e sulle ragioni per cui il museo fosse chiuso da tempo e la mostra non visitabile.
La gestione della biglietteria è stata curata da una ditta esterna per il periodo 2006-2009 e tale ditta non è stata in grado di fornire l'esatto numero dei biglietti emessi durante questo arco temporale - scrive Pettirossi - ma come fa il Comune, che in base al contratto deve ricevere il 5% degli incassi dei biglietti emessi, a lasciare tutto in mano al gestore senza accertare regolarmente il numero dei biglietti staccati?
I numeri emersi fanno capire sarebbe opportuno iniziare ad affrontare seriamente la questione invece di tirare a campare - dice ancora Pettirossi -, visto che i dati comunicati sono sintomo chiaro di una situazione problematica. Uno spazio pregiato come il Palazzetto del Capitano del Perdono dovrebbe essere maggiormente valorizzato, non a parole, ma con i fatti. Invece, purtroppo, viene tenuto chiuso da moltissimo tempo; su questo punto, peraltro, non abbiamo ricevuto alcuna risposta da parte del Comune".
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Febbraio 2014

lunedì 30 dicembre 2013

Riaffiorano gli affreschi della Chiesa nuova

Un milione di euro per far riaffiorare un tesoro nascosto dietro lo spesso velo del tempo.
É questa l'ambiziosa sfida lanciata da un facoltoso magnate russo, Sergey Matvienko, che ha stanziato un'ingente somma (un milione e 100.000 euro, per l'esattezza) con cui finanziare il ripristino dell'interno della Chiesa nuova, nel pieno centro storico della città serafica. Il monumento fu edificato nel 1615 sulla casa paterna del Santo di Assisi per volontà dei frati minori francescani e con il contributo economico di Filippo III, re di Spagna, nel 1615.
L'interno della chiesa fu interamente affrescato, nelle paraste e nei pennacchi, con immagini che narravano la vita del Poverello e riproducevano le figure dei primi compagni di Francesco all'inizio del suo percorso spirituale. Fu un'improvvida decisione, nel 1925, a disporre che gli affreschi venissero coperti con un intonaco di pseudo marmo.
Il cantiere, che ha già preso il via sotto la guida dell'impresa Edilgiraldi di Vittorio Giraldi, ha il compito di riportare alla luce il tesoro artistico.
Tesoro che comincia già a riaffiorare, come mostrano le fotografie, con ampia soddisfazione del magnate che , nei giorni scorsi, è espressamente volato da San Pietroburgo fino ad Assisi per assistere ai lavori degli esperti restauratori, sotto la guida del coordinatore della segreteria consolare di Ancona Renato Barchiesi e di padre Francesco De Lazzari, guardiano del convento annesso alla chiesa, al quale si deve il merito dell'impresa che, entro il 2014, restituirà agli occhi di fedeli e visitatori un patrimonio artistico di circa 500 metri quadrati.

É stato padre Francesco, infatti, a curare il contatto con Matvienko, ottenendo dal magnate il cospicuo finanziamento per restituire alla città serafica uno dei suoi celati tesori. Nei giorni scorsi anche il sindaco Claudio Ricci ha fatto visita al cantiere, esprimendo

"viva gratitudine a padre Francesco e alla comunità dei frati minori per il progetto di restauro interno e pittorico del monumento assisano."

Corriere dell'Umbria Lunedì 30 Dicembre 2013

lunedì 17 giugno 2013

Antonio Canova: sculture, dipinti e incisioni in mostra ad Assisi

É stato il faro di un'epoca, Antonio Canova, scultore sommo e celebrato per saper dare al marmo spessore, morbidezza, palpito della carne. Arriva da Treviso, anzi dalla natia Possano, in Umbria, ad Assisi, ed il suo è un ritorno a due secoli di distanza dallo stretto legame che lo unì all'Accademia di Belle Arti perugina, di cui era illustre membro e alla quale consegno il gruppo della Grazie e altre opere.

“Antonio Canova: sculture, dipinti e incisioni in mostra ad Assisi” è adesso il titolo della grandiosa mostra, presentata ieri in Provincia che segna il primo importante evento umbro dedicato al maestro.
Verrà Inaugurata il 10 agosto negli spazi di Palazzo Frumentario dove si concluderà il 6 gennaio del 2014 e proporrà al visitatore 60 opere tra modelli in gesso, modellini in argilla, alcuni marmi, pitture e incisioni dello scultore, pittore e architetto neoclassico provenienti dal Museo e dalla Gipsoteca `Canova’ di Possagno.

Lo ha annunciato il presidente della Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera, Giancarlo Galan, presidente della Fondazione Canova.

“Assisi merita questa mostra e non abbiamo avuto nessun dubbio a portare qui le opere di Canova che compongono la più grande gipsoteca monografica del mondo”. Come ha ricordato il direttore della Gipsoteca Canova, Mario Guderzo, “questa è la terza volta, dopo San Pietroburgo e Cracovia, che la mostra esce allo scoperto, ma questa di Assisi à sicuramente quella la più consistente”.

La mostra di Assisi si articola e si divide in tre grandi tematiche: la prima punta sulla produzione religiosa, ricca di simbologia cristiana, la seconda si rivolge alla storia, in cui le figure di Papa Pio VII e di Napoleone Bonaparte costituiscono i poli d'attrazione di Canova mentre il terzo e ultimo tema è quello della mitologie che riveste di fattezze e simbologie mitologiche le figure storiche dei potenti contemporanei all'artista. Il direttore dell'Accademia Vannucci Paolo Belardi ha ricordato il legame tra Canova e l'antica istituzione che `presta’ alla mostra due opere esposte nel Museo. Ancora oggi gli studenti utilizzano la Gipsoteca come palestra per disegnare”, il sindaco di Assisi Claudio Ricci ha sottolineato la rarità assoluta dell'evento e della collaborazioni messe in atto, Arnaldo Colasanti, direttore artistico di Perugiassisi, ha sottolineato che la mostra segna un punto decisivo nel percorso di candidatura a capitale europea della cultura.

La Nazione Lunedì 17 Giugno 2013

giovedì 25 aprile 2013

Norberto: il Fascino della Materia e il Gioco sottile della Metafisica

In ogni momento della sua lunga storia creativa, Norberto (Spello, 1927-2008) ha goduto, oltre che dell'ammirazione di un pubblico numeroso ed entusiasta, della stima di alcuni autorevoli uomini d'arte: fra gli altri, Michelangelo Antonioni e Vittorio Sgarbi.

Spetta, ora, a Philippe Daverio presentare il secondo volume del Catalogo generale delle opere (Editoriale Giorgio Mondadori), uscito in contemporanea con la grande mostra presso Palazzo Monte Frumentario ad Assisi (visitabile fino al 30/6). Vi ritroviamo tutti i maestri della sua pittura: da Giotto a Piero della Francesca, da Perugino a Pinturicchio, la cui Disputa di Gesù con i dottori, scoperta da fanciullo nella nativa Spello, ebbe a indicare più avanti a Norberto, una volta presa la decisione di fare il pittore, lo spunto decisivo in seno alla sua maggiore ispirazione: le figure in primo piano, il paesaggio e le architetture elementi simbolici inseriti per rendere ancora più emblematico il dipinto ed enigmatico il suo fondale.

Nei lavori che segnano l'esordio sulla scena artistica, al tramonto degli anni Cinquanta, la vocazione primitivistica di Norberto sembra piuttosto esibire, insieme a qualche appariscente retaggio impressionista, una serie di stilemi propri di quel “ritorno all'ordine” che contraddistinse i primissimi anni Venti del Novecento in Italia.
Ma è soprattutto la tecnica, caratterizzata da una materia affascinante e misteriosa a un tempo, a garantirgli subito vaste attenzioni: quando il primo decennio dell'attività di Norberto volge al termine, alcune ingegnose varianti intervengono infatti ad arricchire il consueto procedimento espressivo.

L'icona del frate laborioso accentua di fatto l'etica e l'intonazione di un'allegoria esemplare nella quale Spello, Assisi e, più in generale, l'idea dell'Umbria, così come appartiene all'immaginario collettivo, è contrappunto incisivo a una rappresentazione di sapore popolare, in cui l'eterna lezione di Francesco aleggia alla maniera di certi religiosi sospesi per i cieli sovrastanti tanti suoi paesaggi turriti. Un'ampia stagione di pittura (1970-1997) gravita intorno a uno schema compositivo consolidato.

L'apparente stereotipo del borgo innevato, dei frati incamminati per gli stretti vicoli o operosi fra gli ulivi dissimula, in realtà, un modello evocativo analogo a quello rappresentato dagli estesi porticati in tante piazze metafisiche di De Chirico, dove sostano minuscole presenze più piccole persino delle loro lunghe ombre. Ombre che nei dipinti di Norberto sciamano evanescenti dinanzi al tepore di quella luce spirituale con la quale sole e luna inondano luoghi tanto simili a un ideale paradiso terrestre.

Nel catalogo in uscita per Mondadori si ritrovano tutti i suoi grandi modelli: da Giotto a Piero della Francesca, da Perugino alla notevole "Disputa" del Pinturicchio
Una lunga epoca della sua pittura gravita intorno a uno schema compositivo consolidato, ma il modello evocativo è analogo a quello delle piazze di de Chirico

La Nazione Giovedì 25 Aprile 2013

venerdì 12 aprile 2013

L'eremo delle Carceri nella Solitudine antica del Parco Del Subasio

Tra spiritualità, storia e paesaggio un itinerario in quel di Assisi può portare fuori dalle mura, uscendo da Porta Cappuccini per inoltrarsi fino all'eremo delle Carceri.
Un'ora e mezza, per chi vuole lasciare l'auto in città, e fare la salita a piedi, fino ad arrivare all'antica lecceta, alle querce secolari, all'eremo che fu luogo di meditazione di Francesco e dei suoi confratelli.
Qui nel dodicesimo secolo non vi era altro che una cappella dei benedettini, che, la tradizione vuole, la donarono a Francesco, che aveva trovato in una grotta il luogo in cui rifugiarsi a pregare e meditare.
Nel bosco altre grotte, dove vivevano in solitudine Bernardo da Qulintavalle, Rufino, Masseo, Egidio, Silvestro, Andrea Cacioli e Antonio da Stroncone, alternando alla solitudine in questi luoghi l'andare per il mondo a predicare, arricchiti nell'animo dalla meditazione. Fu, a partire dal 1378, frate Paoluccio Trinci di Foligno a dare il via all'attuale assetto dell'eremo, seguito da Bernardino da Siena, nel XV secolo.

Il convento, quasi incastonato in una rupe, tra pietra e natura, ebbe subito un'impronta di grande misticità, che il luogo ha mantenuto negli inevitabili ampliamenti dei secoli successivi. In successione vi sono alcuni dei luoghi legati alle leggende di Francesco: entrando nel cortile il pozzo la cui acqua scaturì per le sue preghiere, la chiesina ricca di memorie, il primitivo oratorio, luogo di preghiera del Santo e dei suoi confratelli, stretti passaggi di pietra per arrivare alle cellette.
Uscendo nel bosco, la lecceta dell'eremo protetta dai frati, con esemplari secolari, che verrebbe fatto di chiamare foresta, una foresta misteriosa e fitta, si incontrano l'elce dove bendi gli uccelli, il ponticello che permette di attraversare il fosso che, secondo la leggenda, Francesco fece diventare arido con le sue preghiere. I visitatori che oggi si inoltrano verso l'eremo troveranno i frati, silenziosi, discreti, attenti a non interrompere il legame spirituale che si crea, quasi sempre con il luogo ma se interpellati a rispondere e a introdurre, con il racconto, nell'anima e nella storia dell'eremo e del bosco.

Attualmente all'eremo delle Carceri sono presenti due comunità che qui dimorano tutto l'anno: una composta da quattro fratelli dell'ordine dei frati minori francescani, l'altra da tre sorelle delle clarisse missionarie del Santissimo Sacramento, anch'esse francescane. A piccoli gruppi o persone singole è possibile chiedere ospitalità nella foresteria adiacente al convento. Dicono i fratelli e le sorelle:

"Si offre la partecipazione alla vita di preghiera guidata dalla comunità dei frati. Chi viene all'eremo delle Carceri viene per vivere la dimensione francescana."

La permanenza è stabile e per non più di 5 giorni. A Porziano, luogo dallo straordinario cielo notturno, ha sede l'osservatorio privato del Gruppo astrofili monte Subasio, uno dei più grandi in Umbria, di importanza nazionale. In alcune particolari serate, segnalate sul sito del gruppo, è possibile partecipare all'osservazione degli astri anche a chi non fa parte del gruppo.
Il parco del Subasio è anche luogo di prodotti tipici di grande pregio, vini Doc e Igt, olio extra vergine Dop "Umbria - Colli Assisi-Spoleto", miele, farro, tartufo, ma anche formaggi che portano il retrogusto delle erbe dei pascoli locali.

Una ricetta della tradizione contadina umbra, che qui ha una pregevole impronta locale, è il tortino d'erbe selvatiche e patate: erbe selvatiche del Subasio scottate in acqua leggermente salata, patate lessate e schiacciate, poco sale e olio extravergine Colli Assisi Spoleto.
Una squisitezza fatta di semplicità, come si addice a questi luoghi.

Corriere dell'Umbria Venerdì 12 Aprile 2013

giovedì 11 aprile 2013

Sensational Norberto

Sensational Norberto ... che ritrasse l’Umbria in chiave antimoderna, senza mai assoggettarsi alle mode e alle sperimentazioni. In questo ha ragione da vendere Philippe Daverio, che ne ha presentato la retrospettiva antologica in Assisi. Norberto fu un artista che amava ritrarre la sua terra in modo ripetitivo e pertanto efficace, come si addice ad un sarto di paese con i suoi modelli. Fu in tal modo che ne divenne un suo credibile messaggero. Non fu solo un pittore primitivo, un artista naif. Lo dimostra il fatto che egli ebbe frequentazioni negli ambienti intellettuali e persino una commovente amicizia con Michelangelo Antonioni, suo ospite fisso nei fine settimana.

L'Umbria deve essere grata al formidabile moltiplicatore della sua immagine più convenzionale, quindi efficace in termini di comunicazione visiva. In occasione del vernissage, quel suscitatore di Daverio pontificava che fu proprio Giotto dalla Basilica Superiore a concepire per primo la televisione come mezzo di comunicazione delle immagini, emulato da quel Benozzo Gozzoli che operò a Montefalco.
Vuoi vedere che dopo aver perso una provincia ci trasferiscono in Umbria la direzione generale della Rai?

Dal nostro confinato punto di vista, senza scomodare i baluardi della pittura medievale e rinascimentale, osserviamo che l'Umbria intera e Spello, in particolare, devono molto a questo sarto, come egli deve molto a Vittorio Merendoni, il dinamico cameriere del ristorante "Il Cacciatore" che, tra un servizio e un altro, fu il suo primo mentore.

Vedi certe volte come nascono le cose? Tutti gli importanti galleristi che lo fecero conoscere al grande pubblico arrivarono secondi e forse non sarebbero neppure arrivati senza il determinante tam tam di Vittorio.
Magia incommensurabile della provincia. Ecco perché non ci interessa - e del resto non saremmo neppure in grado di stabilirlo - se quella di Norberto fu vera arte degna di essere ammessa alla Biennale di Venezia. Biennale o no, Norberto, mai profeta in patria, dove gli fu rimproverato un migliore stile di vita rispetto a quello dei compaesani, a Venezia ci andò con le proprie forze.
Egli fu, e resta, un formidabile comunicatore dell'Umbria e in particolar modo di quell'Umbria francescana (un po' dannunziana, se si pensa alle Città del Silenzio e un po' da Mulino Bianco, se non si vogliono scomodare i poeti) che oggi non c'è più e se c'è bisogna andarsela a cercare nelle pieghe del tempo, facendosi largo tra il cemento sparso a iosa e le poco stabili villette geometrili, a giudicare dai movimenti franosi.
In questo, più o meno consapevolmente, la pittura di Norberto fu una pittura di denuncia contro le oscenità che si incontrano in giro.

Siparietto. Oggi sarebbe fuori luogo dipingere quelle pietre del Subasio scolpite ad arte e sistemate una sopra l'altra, come le sapevano collocare bene i muratori che non provenivano da Tirana, ma al massimo da Collepino o dalla Chiona. Adesso che gli i uffici urbanistici si palleggiano le responsabilità per gli imponderabili, benché naturali, movimenti franosi, ci accorgiamo che non vi è ambientazione migliore per le opere che piacquero a Cesare Zavattini, di quella all'interno del gagliardo Monte Frumentario; in attesa che vengano ospitate presso le scuderie del Quirinale, dove continueranno a diffondere l'immagine di una regione che ancora non scendeva a valle con la piena.

Vattela a pesca dove si è rifugiata oggi la "Sensational Umbria", se nei pixel di McCurry o nelle tele del sarto spellano. Beata umbritudine, umbra beatitudine

Giovanni Picuti giovanni.picuti@aiice.it
Corriere dell'Umbria Giovedì 11 Aprile 2013

lunedì 8 aprile 2013

Ecco dove abitavano gli antichi Umbri

“Nel sottosuolo, in Valle Umbra Nord, da Ponte San Giovanni a Foligno, sono presenti almeno una quarantina di tombe del popolo Umbro. Le individuammo una trentina di anni fa, lo segnalammo al Comune di Assisi e alla Soprintendenza archeologica, ma non si fece nulla. Ora la nostra associazione è intenzionata a mettere a disposizione il materiale di allora a chi voglia studiarlo e conoscere più da vicino gli Umbri”.

Così l'avvocato Mario Tedesco, presidente dell'associazione culturale Arnaldo Fortini, in occasione dell'iniziativa "Sacro Subasio" che ha visto quali relatori il dottor Prospero Calzolari e il professor Giuseppe Bambini. Tedesco, in chiusura dell'incontro, ha fatto riaffiorare una storia caduta nel dimenticatoio.

“Allora ero presidente del Lions club - ha spiegato - e un architetto svizzero mi spiegò che in primavera, quando il grano e le altre specie di erbe sono alte 20-23 centimetri, guardando dall'alto e fotografando è possibile capire cosa può esserci nel sottosuolo. La cosa mi incuriosì e provammo. Prendemmo un aereo e sorvolammo la Valle Umbra Nord, scattando foto; nel guardale, poi, rimanemmo stupiti e contammo almeno una quarantina di forme circolari sul terreno che erano riconducibili a tombe degli Umbri che riportano almeno al VI secolo avanti Cristo”.

Ma come mai se ne riparla dopo trent'anni?

“Al tempo consegnammo il materiale al Comune di Assisi, considerato che alcune tombe sono presenti nella pianura antistante la città serafica, e alla Soprintendenza archeologica, ma non si fece nulla: mancanza di soldi - spiega ancora Tedesco -. L'incontro sul Subasio, il ricordo della statuetta in bronzo del Marte guerriero ritrovato sul Subasio, mi ha riportato alla mente la vicenda che, finalmente, potrebbe essere studiata grazie alla nostra associazione di concerto con la Soprintendenza. Dall'alto fu possibile anche capire che alcune tombe erano state visitate, ma sono convinto che, da allora, gran parte siano rimaste inviolate e che potrebbero fornire significative informazioni sul popolo degli Umbri”.

La Nazione Lunedì 8 Aprile 2013

giovedì 31 gennaio 2013

Dalla Cava alla Scuola: il progetto di due giovani scultori

A sentirli ricordano Don Chisciotte dei nostri giorni, pronti alla guerra contro i mulini a vento dell'indifferenza nel mondo dell'arte. Dove arte significa un mestiere dalle radici antichissime riletto in chiave attuale, a volte piegato alle logiche della committenza, ma sempre puro. Trentenni, Matteo Peducci e Mattia Savini, perugino il primo e senese il secondo, si conoscono durante gli studi all'accademia di Belle arti di Massa Carrara e dopo anni di formazione, finiscono con il lavorare insieme sotto il marchio Affiliati Peducci/Savini. La loro arte cambia i connotati al marmo per trasformarlo in corpi, tessuti, animali, piante nel rispetto di un equilibrio che deriva loro da una formazione classica. Insomma, la Affiliati Peducci Savini fa quello che una volta facevano Fidia, Michelangelo, Canova, Brunelleschi e a quel mestiere Matteo e Mattia aggiungono una mission: andare a riscoprire tecniche di lavorazione ormai dimenticate per farle diventare tecnologia del domani. Per riuscirci meglio, si spingono nei siti archeologici della Cambogia in cerca di remoti segreti. Ma il loro futuro è qui. Perché ora, dopo anni passati a lavorare in bilico tra la Toscana e il resto del mondo, occorre decidere: fuggire all'estero, come molti buoni cervello, o restare nel Belpaese e rischiare? E loro hanno deciso: accettiamo la sfida, restiamo. "Però in uno spazio nostro" precisa Peducci e prosegue:
"Ossia, una bottega nel senso rinascimentale del termine."
Cosa non semplice. Intanto serve una sede ideale: una fucina dove il mestiere si respira insieme alla polvere di marmo e la regola si tramanda di generazione in generazione a suon di scalpello. La trovano ad Assisi dove acquistano una cava di oltre 6 mila metri quadrati, con un rudere di 300 metri quadri, al confine con la Rocca, proprio sopra la valle del Tescio. Un luogo fuori dal tempo in cui fino agli anni Ottanta si estraeva la pietra rosa, materia prima della città di san Francesco, ma ormai solo una ferita nella roccia.
"Un posto sufficientemente distante dal mondo contemporaneo per recuperare il concetto di arte nel senso più classico del termine"
dicono Savini e Peducci che con sguardo già sul domani si trovano a pensare all'oggi. Un presente fatto anche di pratiche burocratiche da espletare, progetti da presentare all'amministrazione comunale, alla soprintendenza per trasformare quella vecchia cava abbandonata in una scuola-laboratorio di scultura in cui far convergere saperi e allacciare rapporti con le Università, i centri di ricerca, le accademie.
"Saremo pronti la prossima estate, quando verrà aperto il laboratorio - precisa Peducci -; ci vorranno invece due anni per inaugurare la scuola."
Quell'area così valorizzata può entrare a pieno diritto nella progettualità di Perugiassisi 2019 proprio peri presupposti con cui nasce, le forze che coniuga e soprattutto per il volo internazionale con cui decolla.
"All'estero presentarsi con il nome di Assisi è importante - precisa Peducci - perché è immediatamente riconoscibile; in Umbria à invece più difficile farci conoscere, per ora abbiamo esposto delle nostre opere a palazzo Collicola a Spoleto durante la mostra 50+, ma non è tanto questo che ci interessa, quanto far confluire nella nostra scuola-laboratorio tutte le energie propositive che qui ci sono."
A vedere le opere create dall'Affiliati Peducci/Savini si resta a bocca aperta per la maestria e la sapienza di chi costruisce e forgia a regola d'arte. Ma queste opere auree hanno mercato?
"In Italia risponde Savini - ci sono i collezionisti a far girare il mercato, per il resto si fatica molto. All'estero il discorso è diverso: il nostro miglior committente è la casa reale della Thailandia, per loro abbiamo realizzato monumenti importanti. Lavorare là significa avere ponti d'oro a disposizione e non è escluso che un giorno lo faremo, ma intanto proviamo a rimanere in Italia, ad Assisi."
Corriere dell'Umbria Giovedì 31 Gennaio 2013

venerdì 7 dicembre 2012

Apertura della cappella di San Nicola nella Basilica inferiore

Sono l'oro e l'azzurrite a colpire l'occhio quando si entra nella Cappella di San Nicola nella Basilica inferiore ad Assisi, un impatto cromatico che lascia il fiato sospeso e cattura lo sguardo mentre la mente si perde tra le pieghe di un impianto pittorico complesso studiato da "mano intelligete". Nel giorno in cui il mondo celebra il venerato vescovo di Mari (Bari), la città di San Francesco mostra la bellezza dei suoi capolavori ritrovati con l'inaugurazione del lungo restauro (4 anni) appena concluso della cappella di San Nicola e coglie l'occasione per far emergere la necessità di tutelare il patrimonio artistico anche in tempi difficile. Da qui l'appello al ministro Lorenzo Ornaghi arrivato ad Assisi:
"Noi francescani abbiamo fiducia nella Provvidenza - dice padre Giuseppe Piemontese -. Proprio per questo rivolgiamo un appello a chi ama l'arte e San Francesco affinchè diventino, secondo la proprie possibilità, strumento della Provvidenza per aiutarci a custodire e trasmettere questo patrimonio inestimabile alle future generazioni."
"Il Ministero continuerà l'impegno costante su questo patrimonio artistico - è la rassicurazione di Ornaghi -, perchè tutto ciò che è possibile migliorare deve essere fatto con un appello a un partneriato tra pubblico e privato e un nuovo mecenatismo come è avvenuto per la cappella di San Nicola."
É stata, infatti, proprio l'efficace e risolutiva attenzione da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Fondazioni Generali e della Tenstars a risolvere l'impasse in cui era piombato il progetto di restauro di quel magnifico monumento voluto alla fine del Duecento dal cardinale Orsini per onorare la memoria del fratello morto. Era un periodo difficile della politica pontificia e l'opera aveva proprio il compito di mediare tra le due fazioni avverse della chiesa: gli Orsini e i Colonna. Una storia complicata che oggi fa arrivare fino a noi oltre trecento metri quadrati di affreschi e più di ottanta di paramenti lapidei e la certezza che un committente così prestigioso, per una funzione tanto delicata, non poteva che chiamare il migliore artista in circolazione. E qui si entra nella dibattuta questione: c'è la "mano" di Giotto negli affreschi della cappella? Il maestro di Bodone sembra proprio esserci, la sua presenza è riconosciuta da studiosi come Miklos Boskovits (1981), Giorgio Bonsanti (1983) e Bruno Zanardi (2002), che hanno attribuito all'artista l’esecuzione del trittico sopra il monumento, alcuni busti di santi negli sguanci dei finestroni, parte degli episodi di Deodato e la figura del Redentore sopra l'ingresso.
E adesso c'è un'altra importante scoperta che capta l'attenzione di tutti: all'altezza del trittico sopra l'altare, è stata ritrovata una "firma" probabilmente riconducibile alle iniziali di Giotto proprio per quell'intreccio di segni in cui sembra di intravedere una g, una f e una b, come dire Giotto Florentinus Bodonis. Una scoperta che getta una luce in più sulla cappella considerata la Cenerentola della Basilica di Assisi proprio perché le sue pitture raccontano episodi della vita di San Nicola, per gli studiosi molto meno interessanti delle vicende sulla vita di San Francesco celebrate nella Basilica Superiore. La giornata inaugurale è andata avanti, alla presenza del ministro Ornaghi, scandita dai discorsi dei protagonisti del complesso progetto di recupero: dagli esperti maestri della Tecnireco che hanno effettuato il restauro, Sergio Fusetti e Paolo Virilli, al sindaco di Assisi Claudio Ricci, al padre Piemontese; per proseguire con il soprintendente Fabio De Chinico e lo storico dell'arte Elvio Lunghi.
"Giotto è ampiamente presente nella cappella di San Nicola - è l'esordio del sindaco Ricci - e il ritrovato splendore della cappella ci fa pensare a quanto possediamo ad Assisi di arte pittorica e di come quest'arte sia stata caratterizzata da mani intelligenti che aggiunsero quell'umanità di relazioni da trasformare questa città in un punto nodale della cultura."
E conclude:
"Un ruolo che, mi auguro, Assisi continui a svolgere oggi nell'Unione Europea."
Durante la visita alla cappella di San Nicola, posta nel transetto settentrionale della Basilica inferiore, monsignor Gualtiero Bassetti ha dato la sua benedizione enunciando l'Apocalisse:
"Quando l'opera dell'uomo si ricongiungerà con l'opera di Dio e anche gli affreschi di Giotto torneranno a risplendere nella gloria."
Corriere dell'Umbria Venerdì 7 Dicembre 2012

martedì 6 novembre 2012

Riapre la Cappella di San Nicola: c’è forse la firma di Giotto?

Torna a splendere la Cappella di San Nicola dopo una cura, da parte dei restauratori, durata due anni e mezzo. Grazie alla sensibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e alle assicurazioni Generali sono stati portati all'antico splendore circa 300 metri quadrati di affresco e 80 metri quadrati di materiale lapideo, per un costo di circa 360mila euro.

La cappella, che conserva gli affreschi che raffigurano i Santi, gli Apostoli, le Storie di San Nicola, le figure della Madonna col Bambino, di San Francesco, San Giovanni Battista e di Santa Maria Maddalena penitente, si trova sulla testata del transetto, sulla destra; verrà inaugurata ufficialmente il 6 dicembre prossimo con la partecipazione di Lorenzo Ornaghi, ministro ai Beni culturali. I lavori regalano anche un intrigante mistero. Infatti, all'interno del trittico raffigurante la Madonna col Bambino, con San Nicola e San Francesco, il restauro ha permesso di individuare, sotto un angelo della decorazione, una specie di sigla: una b appare ben visibile mentre meno netti sono i contorni di un'altra lettera, forse, con tutti i condizionali del caso, potrebbe trattarsi di una G.
Inevitabile la suggestiva ipotesi: la firma di Giotto di Bondone? É un'ipotesi che non posso di certo confermare - dice Sergio Fusetti, capo restauratore del Sacro Convento, frenando suggestioni e facili entusiasmi -. C'è questa sorta di sigla, peraltro non facilmente leggibile, è stata fotografata ed è in fase di studio, ma da qui a dire che si tratta della firma di Giotto ce ne passa.
Di certo il maestro fiorentino è presente nella progettazione e della realizzazione, insieme ai suoi collaboratori, della cappella, ma da qui a parlare di un autografo ce ne passa.

Abbiamo ridato ai pellegrini e ai cultore dell'arte l'ultimo pezzo di Giotto che mancava dal'97 - sottolinea padre Enzo Fortunato, direttore della rivista San Francesco Patrono d'Italia -. Siamo certi che anche quest'ultimo restauro aiuterà a far godere del bello e invogliare i pellegrini ad elevare il cuore e la mente verso Dio. Per Tanti Anni questa cappella è stata chiusa e veniva utilizzata dai frati, raramente, come punto di ascolto. Ora il restauro consentirà di apprezzarne la bellezza e la ricchezza degli affreschi (trovati in cattive condizioni come si può dedurre dalle piccole porzioni lasciate allo stato precedente il restauro), dove si rileva la presenza di oro zecchi no, perchè si trattava della decorazione pittorica della cappella funeraria di Gian Gaetano Orsini, giovane diacono prematuramente scomparso, voluta da suo fratello, il cardinale Napoleone. Un restauro per certi aspetti particolare sul piano organizzati; si è infatti sviluppato di pari passo con l'apertura della mostra `i colori di Giotto', svoltasi, da aprile a settembre 2010 e 30.000 visitatori hanno potuto provare l'emozione di poter ammirare, in diretta, sui ponteggi insieme al restauratori, a pochi centimetri di distanza, gli affreschi durante l'intervento di recupero.

La Nazione Martedì 6 Novembre 2012

sabato 29 settembre 2012

Una Campagna per "adottare" i Capolavori di Giotto e Cimabue

"Lo stiamo facendo per San Francesco, ma anche per i devoti e per le future generazioni"

, hanno confessato padre Giuseppe Piemontese, custode del Sacro convento di Assisi e padre Enzo Fortunato in apertura della presentazione del progetto “Adotta anche tu Giotto e Cimabue”. Si tratta di una campagna di restauro promossa dalla Fondazione per la Basilica di Assisi (nata nel febbraio del 2002 con lo scopo di conservare il patrimonio artistico della Chiesa) e supportata dall'attiva collaborazione di Unicredit Banca-Universo no profit, che mira a una raccolta fondi finalizzata al restauro della celebre Maestà di Cimabue (1278-1280) e de "L'Annunciazione" di Giotto, una delle opere cardine del rinnovamento artistico duecentesco.

Si interverrà anche sulla manutenzione del transetto che comprende "La morte del fanciullo di Suessa" e "La Resurrezione del fanciullo di Suessa " attraverso operazioni specifiche di spolveramento e rafforzamento degli intonaci. Dall' 1 al 21 ottobre, le 83 agenzie umbre di Unicredit insieme a quelle di Toscana, Marche e Friuli saranno attive in questa ambiziosa raccolta fondi per salvaguardare il patrimonio artistico assisiate. Presenti alla conferenza tutti i capi distretto Unieredit dell'Umbria.

"Un patrimonio culturale - ha detto Luciano Bacoccoli, responsabile dell'area commerciale Perugia di Unicredit - che sentiamo nostro e che dobbiamo difendere; questa iniziativa ci aiuterà a diffondere la cultura del no profit tra i colleghi della nostra banca e anche tra i nostri clienti".

Ha partecipato alla presentazione anche Stefano Giorgini, responsabile del network famiglie e piccole imprese per Toscana, Umbria e Marche di Unicredit : "É un onore collaborare col Sacro convento a sostegno della cultura, vogliamo espandere i nostri confini di azione".

La serata si è conclusa con la visita dei partecipanti alle opere interessate dall'iniziativa, guidata dal capo restauratore Sergio Fusetti.

Corriere dell'Umbria Sabato 29 Settembre 2012

"Si tratta di un intervento di restauro e manutenzione della parte destra del transetto della Basilica inferiore - ha sottolineato Sergio Fusetti, capo restauratore della Basilica di San Francesco che ha guidato la visita alla zona interessata dall'intervento -. Opere di grande importanza e che necessitano, dopo molti anni, di cure in modo da metterle in sicurezza. Interventi periodici sono infatti fondamentali per la perfetta conservazione di tali affreschi."
La Maestà di Cimabue, databile intorno al 1278-80, riporta la rappresentazione più antica di San Francesco sino ad oggi conosciuta; una figura conosciutissima e ritenuta molto aderente a quella che poteva essere l'immagine del Santo di Assisi, anche alla luce degli accertamenti compiuti sui resti. L'Annunciazione di Giotto, è una delle opere cardine del rinnovamento artistico avviatosi alla fine del XIII secolo.Il restauro, oltre alla cura degli affreschi, prevede anche la manutenzione dell'intero transetto dove sono collocate le opere, attuando un'operazione di pulizia e consolidamento degli intonaci.
"Aderire a questa campagna sottolineano i promotori - è simbolo di grande sensibilità, non solo per il nostro passato, ma soprattutto per il nostro futuro e la nostra identità."
La Nazione Sabato 29 Settembre 2012

martedì 3 aprile 2012

La Fontana di Giulio III del Monte a Spello: restauri finiti

Restituita alla città la splendida fontana di Giulio III del Monte sovrastata dal dipinto murale raffigurante l'Annunciazione, che si trova sul fronte esterno del Palazzo del Comune. Un restauro importante finanziato interamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno ed eseguito dalla Coobec di Spoleto sotto la sorveglianza della Soprintendenza per il beni storici dell'Umbria.
"Nonostante la crisi economica - ha spiegato il sindaco Sandro Vitali - continueremo a investire sulla cultura. Anzi la cultura dovrà essere un obiettivo che ci aiuterà a superare questi momenti difficili."
Dal 1° giugno al 9 dicembre nel Palazzo comunale si terrà la mostra Aurea Umbra che racconterà la vita in Umbria nel corso di tre secoli (iii-vi dopo Cristo) durante la riorganizzazione istituzionale, economica e sociale promossa da Costantino. Alberto Cianetti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno ha espresso la sua soddisfazione per il restauro "sia come presidente della Fondazione che è intervenuta per finanziarlo, ma anche perché sono molto legato a questa città in quanto ci ho vissuto per sedici anni. Come Fondazione saremo presenti anche nella mostra `Aurea Umbria’ e spero che altre Fondazioni possano dare il loro contributo a questa iniziativa".
Corriere dell'Umbria Lunedì 2 Aprile 2012

martedì 13 settembre 2011

Giornate Europee del Patrimonio 2011 a Spello

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

24-25 settembre 2011

SPELLO
Musica ed arte nell’antica Abbazia di San Silvestro

Visita guidata/Concerto alla chiesa di San Silvestro, l’edificio di culto più antico di Spello (sec.XI) ed ai “resti” dell’antica Abbazia camaldolese di recente ristrutturata. A seguire concerto di musica classica.
24 SET. ◔ 17.00-18.00 pren. obbl.
Fraz.Collepino
Ex Abbazia di San Silvestro
Tel. 0742 300034/39
www.comune.spello.pg.it
www.sistemamuseo.it
gproiettibocchini@comune.spello.pg.it
cultura@comune.spello.pg.it
Promosso da: Comune di Spello in collaborazione con la Comunità delle piccole sorelle di Maria dell’Eremo della Trasfigurazione e con la Società Sistema Museo

Santa Maria di Vallegloria
Visita guidata La chiesa di Santa Maria di Vallegloria torna a splendere dopo un lungo ed accurato restauro seguito al sisma del 1997. La chiesa trecentesca con preziosi dipinti del Fantino, del Grecchi e del Sermei sarà visitabile dopo oltre 10 anni di chiusura per lavori. Nuovi ed inediti studi confluiti in una recente pubblicazione favoriranno la visita guidata alla chiesa e ad alcune porzioni del monastero reso accessibile per
l’occasione da parte delle Clarisse di Spello.
25 SET. ◔ 17.00 pren. obbl.
Chiesa di Santa Maria di Vallegloria
Piazza Vallegloria
Tel. 0742 300034/39 - Fax 0742 300035
www.comune.spello.pg.it; www.sistemamuseo.it
cultura@comune.spello.pg.it
gproiettibocchini@comune.spello.pg.it
Promosso da: Comune di Spello in collaborazione con la Comunità delle Clarisse di S. Maria di Vallegloria di Spello e con la Società Sistema Museo

Giornate Europee del Patrimonio 2011 ad Assisi

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO
24-25 settembre 2011

Cruce et leone. Lo stemma di Assisi nei documenti d'archivio Assisi 
24-30 Settembre dalle ore 10.00 alle 14.00
24 Settembre ore 10.00 Inaugurazione

Mostra documentaria La mostra illustrerà la genesi e lo sviluppo di oltre otto secoli di storia dello stemma civico con l'esposizione di numerose testimonianze, tra gli altri: documenti di pagamento per commissioni a pittori e carpentieri che tra XIV e XVI secolo hanno dipinto o scolpito in pietra gli stemmi della città, decisioni priorali riportate dai registri delle riformanze comunali, nonché le immagini cinque-settecentesche delle insegne araldiche pubbliche che compaiono negli statuti a stampa e nei registri catastali. L'iniziativa si riallaccia al riconoscimento ufficiale del nuovo stemma e gonfalone comunale il cui decreto presidenziale è stato ufficialmente presentato alla cittadinanza il 22 giugno 2011.

Promosso da: Archivio di Stato di Perugia Archivio di Stato di Perugia, Sezione di Archivio di Stato di Assisi Corso Mazzini, 10 - Tel./Fax 75 815214/5731549/5724403 - Fax 75 5730476 costanzamaria.delgiudice@beniculturali.it - mariagrazia.bistoni@beniculturali.it


Martedì 13 Settembre 2011

sabato 10 settembre 2011

Cercansi fondi per il restauro della Porziuncola

La Basilica di Santa Maria degli Angeli si è rifatta il look: i lavori di restauro, ultimati da poche ore, hanno in particolare riguardato la Cappella di San Pietro d'Alcantara (restauro conservativo ed estetico), la Cappella delle reliquie (manutenzione estetica), e l'altare di San Pietro in Vincoli (pronto intervento sugli stucchi). I lavori a quest'ultimo sono stati interrotti per mancanza di fondi, ma dovrebbero riprendere il prima possibile vista
"la presenza - spiega la scheda tecnica inviata dall'Opera della Porziuncola - di vecchie infiltrazioni di acqua meteorica, provenienti dalla finestra sovrastante, che hanno causato gore di umidità ed efflorescenze saline che minacciano l'integrità dei finti marmi e delle leggere cromie di fondo. In alto nel lato destro, in corrispondenza della trabeazione, si nota una profonda lesione dovuta probabilmente al recente terremoto, mentre a sinistra, nel lato dell'altare, è visibile un quadro fessurativo molto diffuso. La situazione più preoccupante si riscontra comunque in corrispondenza dell'estremità delle sculture, dove la coesione tra modellato e i supporti in ferro è molto compromessa."
Nella Cappella di san Pietro in Vincoli l'intervento di restauro ha in particolare riguardato le parti in stucco pericolanti, mentre nella Cappella di san Pietro di Alcantara si è intervenuti sia sulla parte conservatica che estetica, procedendo alla rimozione degli scialbi sovramessi non originali, mettendo in luce la superficie originaria dello stucco che presentava un colore caldo con i fondi leggermente verdi, stuccate le microlesioni e i giunti aperti, oltre ad un adeguamento cromatico della superficie con colori ad acquerello. Nella Cappella delle Reliquie, infine, l'intervento è stato eseguito su tutta la superficie pittorica, con una spolveratura dei dipinti a tempera per rimuovere la polvere incoerente. Dopo un'accuralata pulitura con spugne microabrasive e il risanamento delle lesioni, i lavori si sono conclusi con la reintegrazione completa (ad acquerello con colori reversibili) delle parti figurative.
"Ci preme ringraziare - conclude la nota dell'Opera della Porziuncola - coloro che si sono adoperati per realizzare l'opera: la Fondazione Carisp, la dottoressa Maria Brugato della Soprintendenza dell'Umbria, la ditta Coo.Be.C. di Spoleto, con il capo cantiere Gianni Frascarelli, i restauratori Andrea Crisafulli e Daniele Capaldini e il direttore tecnico, dottore Bernardino Sperandio"
Corriere dell'Umbria Sabato 10 Settembre 2011

venerdì 26 agosto 2011

A Brufa la grande scultura celebra le nozze d’argento

Un anello spezzato, ma elegantemente eretto e solidamente ancorato alla terra nella sua imponenza di oltre cinque metri, è il dono di Beverly Pepper, la più celebrata scultrice vivente, tuderte di New York, per celebrare le nozze d’argento di Brufa con la scultura. La "grande mela" torna come incipit e luogo di riferimento di "Scultori a Brufa, la strada del vino e dell'arte" perché nel 1987 fu Massimo Pierucci uno scultore che era cresciuto a Brufa, ma si era affermato a New York, ad avviare questa avventura delle sculture da innalzare sulle colline nelle piazze dell'antico Castel Grifone. Lo ricordano opportunamente il sindaco di Torgiano Nasini e l’assessore alla cultura Béal nell’introduzione in catalogo. Ma c'è voluta la testardaggine dei brufani per portare avanti un discorso sempre più difficile per coinvolgere i migliori artisti andando in pellegrinaggio agli studi degli scultori avendo in mano solo un paesaggio eccezionale e una ruvida simpatia e soprattutto una grande capacità di coinvolgere istituzioni, aziende e la gente che contribuisce con grandi quantità di olio di gomito. La Pepper, corteggiata in verità da anni, ha detto all'inaugurazione - come non mai affollata di gente, di artisti e rappresentanti di istituzioni (oltre a quello di Torgiano, anche il sindaco di Perugia, Boccali, e poi l'assessore provinciale Porzi, quello regionale Rometti e il rappresentante dell'associazione Italia-Usa) - che quelli della Pro loco "osano troppo", tanto da confessare che è la prima volta che ha deciso di non essere pagata; in realtà ha detto di peggio: che "hanno la faccia tosta". E senza quella faccia, plasticamente rappresentata dall'attuale presidente della Pro loco Ciuchicchi, infaticabile promotore, organizzatore e lavoratore, non si sarebbe arrivati a 25. In effetti, seppure rimanga avvolto dal segreto, i casi di pagamento agli artisti sono stati rarissimi e poco più che simbolici. Ma torniamo a Beverly, che alle soglie dei novanta rivela tutta intatta l'energia fisica e mentale di sempre. Ricordiamo che fu la prima, all'inizio degli anni Settanta, a scoprire l'Umbria e Todi e a consigliare Dorazio di trasferirsi dal caos romano. E fra una scultura e l'altra piazzate da Barcellona a New York, da Parigi a Majorca, da Firenze a Sapporo, ma l'elenco sarebbe lungo, ha trovato il tempo di lasciare sculture a Spoleto (1962), Todi (1979), Terni (2000/11), Assisi (2009), Todi (2010), Torgiano (2010/11). "Brufa Broken Circle", didascalia originale dell'anello, è un'imponente scultura di acciaio corten che dialoga con lo spazio ambientale, prossimo e lontano (c'è anche lo skyline di Perugia da un certo punto di osservazione) ma lo fa con il suo contorno costituito da pietre, terra, prato, e ghiaia che, come scrive Enrico Crispolti (uno storico dell'arte contemporanea di primo piano per un'artista d'eccezione ) nella presentazione: "usa l'erba non solo come complemento, ma come parte essenziale di un racconto plastico". L'originalità rispetto alle sue stesse impostazioni strutturali-formali in questa realizzazione sta nella ritrovata libertà espressiva che manifesta nei valori simbolici di questo anello spezzato. E infatti lo stesso Crispolti scrive di "espressività materica" e di un'inventiva "non sempre rispondente a canoni formali". L'anello è spezzato alla sommità e alla base, me le fratture si rivelano strappi vigorosi per la materia ferrosa come sbocconcellata che occupa le superfici di distacco. Girandogli intorno l'anello ha mille volti: segno calligrafico orientale, complesso plastico trompe l'oeil, perché presenta superfici variabili e difformi che non ci sono, segno di separazione, ma anche di fermezza e attrazione per l'indissolubile legame alla terra, tutte condizioni che le prevalenti strutture formali della Pepper ammirate in tutto il mondo non hanno e che invece troviamo nel lavoro di Brufa. Dunque, non si può non correre a vedere questa eccezionale opera di scultura ambientale

Massimo Duranti
Corriere dell’Umbria del 26 agosto 2011

sabato 23 aprile 2011

Assisi Antiquariato 2011

Si è aperta ieri mattina alla presenza della presidente della Regione Catiuscia Marini, del presidente della Camera di commercio Giorgio Mencaroni, del presidente di Umbriafiere Lazzaro Bogliari e del sindaco di Bastia Umbra Stefano Ansideri, l'edizione 2011 della Mostra mercato nazionale d'Antiquariato di Assisi. La rassegna, che si tiene presso i padiglioni del Centro fieristico regionale "Maschiella", ospita ottanta espositori, fra italiani e stranieri, che propongono ai visitatori preziose rarità di mobili, dipinti, sculture, gioielli, maioliche, tappeti, libri antichi e grandi arredi e rimarrà aperta, fino a domenica primo maggio.

É aperta, quindi, la caccia all'affare nel contesto di "Assisi Antiquariato", che s'impone, oramai a livello nazionale, come una manifestazione dalla qualità indiscussa. La mostra-mercato, infatti, viene visitata ogni anno da migliaia di visitatori, che spaziano dall'essere studiosi, appassionati, collezionisti o semplici amanti delle cose belle e di valore. Proprio per garantire un livello alto delle proposte nei padiglioni, i responsabili dell'organizzazione effettuano una selezione molto rigida, sia per quanto riguarda gli antiquari che si propongono per esporre, sia per quanto concerne gli oggetto che vengono esposti.

A giudicare c'è un'apposita commissione di esperti del settore, che si dedica a esaminare e valutare con grande competenza e attenzione il valore reale di ogni singola proposta. Per questo motivo si può dire con certezza che gli ottanta espositori, italiani e stranieri, che partecipano all'edizione di "Assisi Antiquariato" rappresentano il meglio di quanto offre oggi il panorama dell'antiquariato; quello che si trova in esposizione presso il centro fieristico regionale è realmente quanto di meglio si possa desiderare in materia di preziose rarità. Da visitare ci sono ottomila metri quadri e chi viene a visitare la mostra-mercato si ritrova immerso nel compiere un vero e proprio affascinante viaggio fra stili diversi fra loro, ognuno ricco, a sua volta, di proposte differenti. Il percorso, infatti, racconta oggetti testimoni di una storia lontana, ma ancora in grado di comunicare la loro significatività. In esposizione, da ammirare, ma anche da acquistare, si trovano mobili di tutte le epoche e provenienze, con prevalenza di pezzi che provengono dal centro-nord: cassettoni, tavoli, ribalte, librerie e sedie. Interessante anche lo spazio dedicato ai dipinti, che annoverano dai lavori di alcuni grandi maestri del ‘400, alle nature morte del ‘600. Per ricevere maggiori informazioni è possibile contattare il numero di telefonia fissa 075 8001311. Gli orari della mostra che resterà aperta fino al 1° maggio sono: 10 - 20 (continuato); 26, 27, 28 e 29 aprile: dalle 15 alle 20.

(al.ga.)

Corriere dell'Umbria Sabato 23 Aprile 2011

martedì 19 aprile 2011

Costantino prima e dopo Costantino: Convegni fra Perugia e Spello

Costantino prima e dopo Costantino

Convegno Internazionale
(Perugia - Spello, 27-30 aprile 2011)


Mercoledì 27 aprile 2011
Perugia - Piazza Ermini - Facoltà di Scienze della Formazione - Sala delle Lauree
- 9.00 Saluti delle Autorità Presiede: Giuseppe Zecchini (Università Sacro Cuore di Milano)
- 9.30 Lellia Cracco Ruggini (Università di Torino, Accademia dei Lincei): Presentazione del Convegno
- 10.00 Andrea Giardina (sum, Accademia dei Lincei): L'età costantiniana e la periodizzazione del Tardoantico
- 10.30 Jean-Michel Carrié (ehess, Paris): Les réformes fiscales et monétaires de Constantin dans la logique d'une continuité tétrarchique
- 11.00 discussione e pausa
- 11.45 Simon Corcoran (University College London): Grappling with the hydra: co-ordination and conflict in the management of tetrarchic succession
- 12.15 Arnaldo Marcone (Università Roma Iii): Editto di Galerio e fine delle persecuzioni
- 12.45 discussione e pranzo Presiede: Joachim Szidat (Université de Fribourg)
- 15.30 Klaus M. Girardet (Universität Saarbrücken): Das Jahr 311: Galerius, Konstantin und das Christentum
- 16.00 Hartwin Brandt (Universität Bamberg): Galerio legislatore
- 16.30 Filippo Carlà (Johannes Gutenberg-Universität, Mainz): Le iconografie monetali e l'abbandono del linguaggio tetrarchico
- 17.00 discussione e pausa
- 17.45 François Paschoud (Université de Genève): La testimonianza di Lattanzio sulla pretesa visione del 312
- 18.15 Johannes Wienand (Universität Heidelberg): Framing the Christian Ruler. Optatianus' Panegyrical carmina and the Court of Constantine the Great
- 18.45 Raiko Bratoz (Univerza Ljubljana): Forma e contenuto della tolleranza religiosa dall'editto di Gallieno all'editto di Galerio
- 19.15 Valerio Neri (Università di Bologna), Theophileis contro tiranni: l'opposizione delle coppie Costantino-Licinio e Massenzio-Massimino attraverso le edizioni della Historia Ecclesiastica di Eusebio di Cesarea
- 19.45 discussione e cena

Giovedì 28 aprile 2011
Perugia - Piazza Morlacchi - Facoltà di Lettere e Filosofia – Sala delle Adunanze
Presiede: J. - M. Carrié (ehess, Paris)
- 9.30 Giorgio Bonamente (Università di Perugia): Per una cronologia della conversione di Costantino
- 10.00 Noel Lenski (University of Colorado): Early Retrospectives on the Christian Constantine: Eusebius, Athanasius and Firmicus Maternus
- 10.30 Martin Wallraff (Université de Basel): Constantino e il sole. Considerazioni sulla visione e sull'ascesa al potere
- 11.00 discussione e pausa
- 11.45 Christophe Goddard (cnrs, New York): La politica religiosa costantiniana tra innovazione e conservatorismo
- 12.15 Davide Dainese (Istituto per le Scienze Religiose, Bologna), Costantino a Nicea, tra realtà e rappresentazione letteraria
- 12.45 discussione e pranzo Presiede: Bruno Bleckmann (Universität Düsseldorf)
- 15.30 Guido Clemente (Università di Firenze): Il senato e il governo dell'impero tra III e VI secolo: la religione e la politica
- 16.00 Domenico Vera (Università di Parma): Costantino, l'Africa e l'approvvigionamento di Roma
- 16.30 Stefano Giglio (Università di Perugia): Alcuni aspetti della legislazione di Costantino
- 17.00 discussione e pausa
- 17.45 Pablo Diaz (Universidad de Salamanca): La politica di Costantino e la costruzione delle economie provinciali
- 18.15 Mark Humphries (Swansea University, Wales): Experimenting with ideology (re)constructing legitimacy (late-third century to early-fourth century)
- 18.45 discussione e cena

Venerdì 29 aprile 2011
Perugia - Piazza Morlacchi - Facoltà di Lettere e Filosofia – Sala delle Adunanze
Presiede: Maria Campolunghi (Università di Perugia - Accademia Romanistica Costantiniana)
- 9.30 Lucio De Giovanni (Università di Napoli): Il diritto prima e dopo Costantino
- 10.00 Rita Lizzi Testa (Università di Perugia): Costantino come modello, nelle fonti legislative e patristiche
- 10.30 Ramon Teja (Universidad de Cantabria): Quid episcopis cum palatio?: quando i vescovi si sedettero alla mensa di Costantino
- 11.00 discussione e pausa
- 11.45 Maria Victoria Escribano (Universidad de Zaragoza): Constantino y los escritos heréticos: antes y después en las fuentes legislativas
- 12.15 Giulia Marconi (Università di Perugia): Costantino, Costanzo II e Teoderico. La tradizione ambrosiana anti-ariana nella Milano ostrogota
- 12.45 discussione e pranzo Presiede: Paolo Liverani (Università di Firenze)
- 15.30 Vincenzo Aiello (Università di Messina): Costantino, il vescovo di Roma e lo spazio del sacro
- 16.00 Béatrice Caseau (Université de Paris IVSorbonne): Constantin et le mobilier liturgique: un innovateur?
- 16.30 Dominic Moreau (Université de Paris IVSorbonne), Huius temporibus fecit Constantinus Augustus basilicas istas, quas et ornavit. La figure de Constantin et la construction du pouvoir pontifical jusqu'en 604
- 17.00 discussione e pausa
- 17.45 Johannes Hahn (Universität Münster): Constantine, the destroyer of temples
- 18.15 Silvia Margutti (Università di Perugia): Costantino e Rea-Tyche: per una reinterpretazione di Zos. Ii, 31, 2-3
- 18.45 discussione e cena

Sabato 30 aprile 2011
Spello - Sala del Consiglio Comunale e del "Rescritto di
Costantino"
- 9.30 Saluti delle autorità Presiede: Noel Lenski (University of Colorado)
- 10.00 Giovanni Alberto Cecconi (Università di Firenze): Il rescritto di Spello: prospettive recenti
- 10.30 Pierfrancesco Porena (Università di Chieti): i dignitari di Costantino: nuove carriere e fortunate ascese in un'età di cambiamento
- 11.00 discussione e pausa
- 11.45 Bruno Bleckmann (Universität Düsseldorf): Konstantin und die Kritik des blutigen Opfers
- 12.15 James Rives (University of North Carolina at Chapel Hill): Animal Sacrifice in the Early Fourth Century: Between Orthopraxy and Orthodoxy
- 12.45 Jean-Marie Salamito (Université de Paris IVSorbonne): Costantino e la pace della Chiesa nella prospettiva di S. Agostino
- 13.15 discussione e pranzo Presidenza: Giuliano Volpe (Università di Foggia)
- 16.00 Nebojsa Ozimic (Univerzitet Niš): Naissus in the Age of Constantine: Recent Discoveries
- 16.30 Gian Luca Grassigli (Università di Perugia): Farsi statua: continuità e discontinuità nel linguaggio formale dell'arte costantiniana
- 17.00 Alessandra Bravi (Università di Perugia): Svolte visuali e scelte politiche: Costantino e l´arte tardoantica
- 17.30 discussione e pausa
- 18.00 Anteprima della mostra: Aurea Umbria: monumenti e cultura materiale della Regio VI in epoca tardoantica (iii-vi sec. d.C.).
- 20.00 Cena ufficiale offerta dal Sindaco di Spello

(L'articolo completo può essere scaricato e consultato
in formato .pdf da questo link)
Comune di Perugia Martedì 19 Aprile 2011