domenica 27 febbraio 2011

Bartali e la tipografia di Assisi che salvò gli ebrei

Firenze – Assisi andata e ritorno su due ruote. Diceva di farlo per allenarsi e invece nella canna della biciletta nasconde va foto e documenti falsi da portare agli ebrei nascosti. Così Gino Bartali, il campione di tante vittorie, ebbe un ruolo fondamentale nel salvare i perseguitati del nazismo tra Umbria e Toscana. È per questo che lo Yad Vashem, il museo ufficiale di Gerusalemme delle vittime dell'olocausto, sta valutando, proprio in questi giorni, se nominare Ginetaccio Giusto tra le nazioni. I documenti falsi che arrivavano a Firenze erano stampati nel la città di San Francesco, nella tipografia di Luigi e Trento Brizi, a cui Bartali forniva, con le sue regolari corse, le foto da al legare alle carte di identità.
Nella cittadina umbra, su iniziativa del vescovo Giuseppe Placido Nicolini e con la collaborazione di Don Aldo Brunacci e Padre Rufino Niccacci del monastero di San Damiano, fu messo in piedi un sistema di protezione e smistamento degli ebrei e in generale di tutti gli oppositori politici del nazismo e del fascismo. I monasteri divennero centri di accoglienza: i clandestini non restavano mai troppo tempo nello stesso edificio, si alternavano principalmente tra i monasteri di S an Giuseppe e San Quirico, per sfuggire ai controlli di sicurezza. Per maggior cautela inoltre si procuravano carte d'identità false. Nel febbraio del 1944, con l'arrivo del colonnello tedesco Valentin Müller, un cattolico, Assisi fu dichiarata città ospedaliera, per cui le truppe naziste non poterono più entrarvi. Dopo la liberazione di Roma, gli Alleati giunsero pure ad Assisi e l'incubo per i rifugiati finì, ma la tipografia Brizi, aperta nei primi anni ‘20, andò avanti.
Padre e figlio mantennero il negozio in piazza Santa Chiara dove poi si cominciarono a vendere souvenirs e oggettistica religiosa. La macchina, che in tempo di guerra stampò i documenti falsi, rimase però in bottega e divenne meta di visite di molti turisti.
"Stranieri e soprattutto americani erano i curiosi che entravano nel negozio di fronte alla basilica di Santa Chiara. La vecchia tipografia era infatti indicata come punto di interesse storico nelle guide in lingua inglese. "
Questo è il racconto di Ugo Sciamanna, nipote di Trento Brizi, amareggiato dalla recente chiusura dello storico negozio. Lo scorso ottobre, a seguito di uno sfratto, è cessata l'attività familiare durata oltre ottanta anni. Sciamanna si è sentito abbandonato dalle istituzioni cittadine e accusa la comunità ebraica d'indifferenza nei confronti di chi ha rischiato la vita per salvare le vittime dalla barbarie nazista. Il signor Ugo era disposto tra l'altro a lasciare la macchina tipografica, di ben undici quintali, all'interno dello storico negozio, purché fosse conservato un pezzo di storia del novecento.
"Così le nuove generazioni avrebbero potuto capire, con esempi concreti, almeno in par te, il passato."
Invece, insieme alla merce, anche gli attrezzi storici e la targa, in cui si ricordava il loro gesto eroico, sono stati rimossi. Il signor Ugo, i cui nonni furono riconosciuti nel 1997 Giusti tra le nazioni dallo Yad Vashem, se n'è andato in punta di piedi, ma c'è chi non ha dimenticato. La giornalista Marina Rosati, venuta a conoscenza della toccante storia di Ugo Sciamanna e dei suoi familiari, in collaborazione con l'opera Casa Papa Giovanni, sta organizzando una mostra sugli ebrei salvati durante la seconda guerra mondiale ad Assisi, nei locali del palazzo Vallemani della durata di almeno cinque mesi. In quest'occasione, saranno esposti, a partire dalla primavera, la macchina tipografica, gli strumenti dell'epoca e i documenti storici.
Papa Benedetto XVI, ha in programma una visita nel la città di San Francesco per ottobre. Probabilmente avrà la possibilità di visitare l'esposizione in cui si metteranno in luce la solidarietà e il rispetto del mondo cattolico nei confronti del popolo ebraico. Attraverso questa iniziativa si spera di impedire che questa storia cada nel silenzio.
Annalisi Fantilli
Elisabetta Terigi
da QuattroColonne di Gennaio 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

Expo Casa 2011 a Umbriafiere di Bastia Umbra dal 5 al 13 marzo

I mobili polifunzionali e l'orto sul balcone sono solo alcune delle novità di Expo Casa 2011, l'atteso appuntamento con le migliori produzioni in fatto di arredamento, design, complementi, energie rinnovabili, edilizia, componentistica e sistemi di sicurezza in programma all'Umbriafiere di Bastia Umbra dal 5 al 13 marzo.
Expo Casa è infatti la finestra sempre aperta sul mondo dell'home-fashion, contenitore di tutte le tendenze e delle più innovative soluzioni per la casa degli italiani, che quest'anno propone un'edizione all'insegna della funzionalità e dell'estetica.Tra i protagonisti della 29a edizione il mobilio multiuso; realizzato con materiali particolarmente resistenti agli agenti atmosferici eppure delicato ed accattivante nelle forme, l'arredo di ultima generazione può essere sistemato ovunque, in terrazzo, in giardino, in balcone ma anche nel salotto.I mobili polifunzionali non rappresentano
soltanto l'ultimo grido in fatto di moda, ma possono diventare anche una vera e propria necessità.Negli ultimi anni infatti la casa ha subìto una repentina riqualificazione degli spazi e un notevole ridimensionamento;le mura domestiche si sono ridotte sempre di più e si è alla continua ricerca di quegli arredi multifunzionali e poco ingombranti capaci di integrarsi,mimetizzarsi e quasi scomparire tra le pareti. Via libera dunque ai mobili salva-spazio e multiuso per sciogliere la casa da rigide impalcature strutturali, meglio ancora se si coniugano anche con la moda del momento.Utile, rilassante e divertente anche l'orto in terrazzo unisce moda e vantaggi; l'ortaggio genuino non è più un lusso per i pochi fortunati con ampio giardino sul retro, ma anche chi non possiede un orto ha oggi possibilità di godere della bontà e della sana qualità di verdure ed erbette aromatiche,direttamente sul proprio balcone di casa.
L'idea del terrazzo come regno floreale è ormai da tempo superata e la sua trasformazione in uno spazio semi-naturale capace di produrre gustosi frutti ed ortaggi, senza penalizzarne il lato puramente estetico è possibile, attrezzando nella propria abitazione una piccola area verde.Sin dal primo piccolo raccolto casalingo, i prodotti coltivati stupiranno non solo per il loro sapore ricco ma anche per l'enorme soddisfazione che si proverà al momento di raccoglierli.Expo Casa 2011, la vetrina più importante del Centro Italia, si presenta al meglio con i suoi 50 settori merceologici, 28mila metri quadrati, 6 padiglioni espositivi con spazi ridisegnati e ampliati e gli oltre 450 stand con espositori provenienti da tutta Italia.Bar, baby parking e tanti altri servizi per una visita piacevole a caccia di idee, suggerimenti e soluzioni per arredare, costruire, rinnovare e innovare la propria casa.
"Abbiamo voluto un'Expo Casa all'insegna della ricerca, della funzionalità,dell'utilità, del design e della qualità- spiega il Presidente di Epta Confcommercio,Roberto Prosperi – incentrata sui prodotti artigianali e di pregio e alla produzione di materiali eco-sostenibili e alle energie, con particolare attenzione ai materiali di costruzione.Si tratta di una manifestazione che anticipa i nuovi orientamenti espressi dal mercato e si conferma come punto di riferimento per i professionisti del settore e per il grande pubblico."
Expo casa, a Umbriafiere di Bastia Umbra sarà dunque aperta dal 5 al 13 marzo. Da lunedì a venerdì 15:00-21.00; sabato e domenica orario continuato 10:00-21:00. Prezzo biglietto d'ingresso 7,00 euro.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 23 Febbraio 2011

Villa Fidelia senza gestore

Una battaglia legale "dorata". In ballo ci sono migliaia di euro e la gestione di un gioiello: Villa Fidelia a Spello. Una residenza immersa nel verde e che negli ultimi anni è stata il palcoscenico di numerosi grandi eventi. Musicali e non. […] Con una delibera del 24 gennaio, infatti, la Provincia, proprietaria dell'immobile che si trova nel territorio comunale di Spello, ha dato il via libera all'atto che segna la risoluzione consensuale della convenzione con il Consorzio Abn, soggetto che dal 2007 gestisce e ha il compito di valorizzare la struttura. Una convenzione che inizialmente sarebbe dovuta durare dieci anni e che, invece, viene adesso interrotta dopo nemmeno un lustro dalla sua stipula. Il motivo? Nell'atto della Giunta Guasticchi si parla di "gravi inadempimenti e inefficienze" riscontrate dalla Provincia nel corso degli anni nella gestione della Villa e che hanno portato addirittura alla sospensione dei pagamenti delle fatture a carico dell'Ente già dal 2009.

Note contabili per un valore di circa 269mila euro e che, in base alla convenzione, la Provincia doveva versare al Consorzio Abn. La vicenda è spinosa e già da tempo è in mano agli avvocati delle due parti. Decreti ingiuntivi, richieste di risoluzione del contratto, mancati guadagni e una gestione contestata: questi gli elementi che negli ultimi due anni si sono susseguiti fino ad arrivare all'atto di fine gennaio. Ma cosa si dice nella delibera? Partiamo dalla premessa: la Provincia e il Consorzio Abn hanno stipulato nel 2007 una convenzione per la durata di dieci anni.

In virtù delle "gravi inadempienze" nella gestione, così come riscontrato dall'Ente di piazza Italia e della richiesta di risoluzione del contratto avanzata dal Consorzio Abn per via dei mancati pagamenti della Provincia, le due parti si avviano a chiudere anticipatamente la convenzione con un esborso non indifferente per le casse provinciali.
La Provincia, infatti, pagherà al Consorzio Abn 269mila euro per il periodo in cui lo stesso Consorzio ha operato presso Villa Fidelia senza ricevere corrispettivi dall'Ente. Non solo. A titolo di lucro cessante la Provincia verserà 72mila e 500euro al Consorzio Abn. Soldi a cui si aggiungono interessi legali e spese varie per un totale di 341.265 euro che l'Ente dovrà pagare in due tranche al Consorzio. Da parte sua, invece, il Consorzio lascerà libera Villa Fidelia già dai prossimi giorni, appena verrà sottoscritto l'accordo di risoluzione consensuale.
Un futuro prossimo senza gestore quindi per Villa Fidelia, in attesa che vengano avviate le pratiche per arrivare ad una nuova convenzione.

Andrea Luccioli
Il Giornale dell'Umbria Martedì 22 Febbraio 2011

domenica 6 febbraio 2011

Scontro sul termovalorizzatore anche se micro

Le forze politiche assisane trovano modo di dividersi anche su raccolta differenziata e rifiuti. Sel tuona contro il micro termovalorizzatore,
"per smaltire rifiuti e rendere conveniente la raccolta differenziata, per non aumentare né tasse né tariffe"
che Claudio Ricci ha annunciato come ipotesi allo studio nel suo programma elettorale.
"Cosa vuol dire un termovalorizzatore micro - si chiede Sel - e perché bruciare rifiuti dovrebbe rendere anche conveniente la raccolta differenziata? Ma soprattutto, dove sarà costruito? Meglio seguire l'esempio di Capannori, in provincia di Lucca: la raccolta differenziata è al 65%, all'82% dove si fa il porta a porta e le tasse sono scese del 20%. Peraltro - spiega Sel - la gran parte di esperti e di ricercatori concordano sul fatto che un impianto di trattamento termico dei rifiuti provoca un forte aumento di malattie gravi, come il cancro, malformazioni fetali, malattie infiammatorie, allergiche e perfino neurologiche senza contare che una direttiva europea pone il trattamento termico dei rifiuti all'ultimo posto nella gerarchia degli interventi da compiere per risolvere il problema."
I microvalorizzatori, secondo il sindaco, saranno invece il futuro dello smaltimento rifiuti: si tratta di piccoli container, che non producono residui e non sono pericolosi per la salute, collocati nelle zone industriali o marginali dei territori. Dopo l'installazione dell'impianto umbro più grande di cogenerazione (teleriscaldamento e produzione di energia elettrica), sempre in tema di energia rinnovabile, Ricci annuncia che sono in fase di studio avanzato impianti di energia fotovoltaica (solare) ad alto rendimento, di nuova generazione, che saranno sperimentati a livello internazionale. Sempre in tema di rifiuti, la città serafica è stata premiata con il Green Award, riconoscimento che il Consorzio recupero vetro ha assegnato al sindaco Claudio Ricci per i risultati raggiunti nella qualità della raccolta differenziata del vetro.
"Si tratta - afferma il primo cittadino - di un riconoscimento che premia il lavoro svolto in termini di riciclo e un momento di orgoglio per i nostri cittadini, chiamati da anni ormai, e primi tra i comuni in Umbria, a differenziare anche con il servizio porta a porta."
L'assegnazione del premio viene però accolta con scetticismo dalla Mongolfiera, che segnala come, sul fronte della raccolta differenzia, Assisi (20%) faccia praticamente lo stesso risultato di Napoli (il 18%) e chiede all'amministrazione di fare di più.
"Il buon risultato nel recupero del vetro - fa però notare la lista civica della Mongolfiera - è dovuto al fatto che ogni ristorante ha un cassonetto in cui gettare le bottiglie, ma questo significa che non si recuperano altri materiali. Ormai in Umbria si fa raccolta differenziata porta a porta ovunque, solo ad Assisi siamo a livelli minimi"
Corriere dell'Umbria Domenica 6 Febbraio 2011