mercoledì 30 giugno 2010
La Rocca di Assisi
Nel 1458 il Signore di allora, Jacopo Piccinino, fece costruire il torrione dodecagonale e il lungo muro di collegamento; Papa Sisto IV restaurò il mastio nel 1478 e Paolo III fece erigere nel 1535-38 il torrione circolare vicino all'ingresso.
Dal suo piazzale si scorge il centro sottostante e si gode uno dei panorami migliori di tutta la Valle Umbra. La Rocca in attesa di una definitiva destinazione, ospita frequentemente esposizioni e rassegne d'arte.
La Rocca Maggiore così come oggi appare è frutto di sovrapposizioni e aggiustamenti continui: é costituita da una robusta cinta trapezoidale con torri in ciascun angolo tutte quadrate meno una circolare (cinquecentesca) con resti di merli e controscarpa. Al centro è il quadrilatero castello munito di un'alta torre (o femmina); la cinta (che prosegue fino alla Rocca Minore) è riunita alle mura urbiche da un lungo camminamento che termina con la torre dodecagona.
Nel 1956 il vescovo di Assisi designò la chiesa del Crocifisso, posta all'interno della Rocca Minore, quale sede della Compagnia dei Cavalieri del Colle del Paradiso con la conseguente cessione gratuita, i quali provvidero ad eseguire alcune opere di consolidamento della struttura.
Il Cassero di S. Antonio, meglio conosciuto anche dagli assisani come rocca Minore, deve il suo nome alla confraternita di S. Antonio e S. Giacomo che si trova presso la porta dei Cappuccini sottostante alla rocca. Viene anche chiamata Rocchicciola. Entrambe le rocche sono collocate nei punti più alti di Assisi e sono collegate tra loro da una lunga muraglia nella quale , si crede, ci sia un percorso segreto.
martedì 29 giugno 2010
Effetto Biennale - Dialogo fra le Civiltà: vernissage sabato 3 luglio
Effetto Biennale - Dialogo fra le Civiltà
Dal 3 all'11 luglio Assisi ospita artisti contemporanei favorendo l'incontro tra le diverse culture e il confronto tra le varie espressioni artistiche
L'esposizione, promossa dagli organizzatori della Biennale Internazionale dell'Arte Contemporanea di Firenze, ha luogo presso la sala Pinacoteca e galleria delle Logge, in piazza del Comune.
Trenta artisti selezionati, provenienti da 14 nazioni, presentano dunque le proprie opere al grande pubblico; tra questi, il russo Vladimir Petrov-Gladky, l'australiana Joanna Lefroy Capelle e il giapponese Sumio Inoue (primo premio per la fotografia alla Biennale di Firenze del 2007), hanno già esposto preso la celebre biennale fiorentina. (v.c.)
sabato 3 luglio
ore 10.00, apertura della mostra al pubblico
ore 18.00, vernissage, sala della Conciliazione
ore 18.30, esibizione del Coro di Santo Spirito
ore 19.00, aperitivo inaugurale
www.florencebiennale.org
Per informazioni turistiche:
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica del Comprensorio Assisano
Piazza del Comune - 06081 Assisi
Tel. 075.8138680 / 8138681 - Fax 075.8138686
info@iat.assisi.pg.it
Regione Umbria
domenica 27 giugno 2010
"A cor gentil…" concerto a Bastia Umbra
Bastia Umbra: "a cor gentil…"
Canzoni d'amore
1 Luglio 2010 ore 21.00 Piazza Umberto I
Il Coro "Città di Bastia" chiuderà la stagione concertistica con il concerto "a cor gentil…", all'interno della manifestazione "Bastia Estate Insieme 2010" promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Bastia Umbra.
Il concerto, diretto dal Roberto Tofi e accompagnato al pianoforte da Filippo Farinelli e Cristina Manfroni, sarà completamente incentrato sul tema dell'amore, con musiche di Di Lasso, Monteverdi, Marenzio, Arcadelt, Orff, Lauridsen, Brahms e… The Beatles!
Il Coro viene da una serie di importanti concerti, "L'Europa canta a Maria", che l'hanno visto impegnato con musiche di autori europei contemporanei dedicate alla figura di Maria, oggetto anche del primo cd registrato dall'Associazione. Con tale programma il Coro si è recentemente esibito nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, riscuotendo ottimi apprezzamenti.
Il coro rinnova l'invito a chiunque voglia dedicare tempo e cuore alla musica a partecipare all'attività canora, che riprenderà a pieno ritmo in Settembre, in preparazione ai festeggiamenti del 25° anno di attività.
giovedì 24 giugno 2010
Itinerario francescano fra S.Maria degli Angeli e Cannara
Il grande edificio barocco, ampiamente ricostruito dopo il sisma del 1832, sorge là dove un tempo voci angeliche venivano udite nel silenzio di un piccolo bosco.
Una rustica cappellina, la Porziuncola, fu eretta dai Benedettini nel folto della selva e proprio qui, nel 1209, Frate Francesco scelse di vivere e di morire.
Il vetusto oratorio, dalle pareti in pietra annerite dal fumo delle lampade, divenne rifugio caro al Santo e ai suoi compagni, che, raccolti in preghiera all'ombra delle querce, più limpido sentivano il richiamo degli spiriti celesti.
Fu Papa Pio V a decidere la costruzione della Basilica, che dal 1569 cominciò a prendere forma racchiudendo la Porziuncola e la Cappella del Transito, nella quale S.Francesco chiuse gli occhi per l'ultima volta.
L'imponente complesso si estese aincludere la grotta abitata dal Frate e il Roseto dove, si narra, egli si distese affinché le spine lo distogliessero dalle tentazioni.
Da allora, nel giardino le rose crebbero senza spine.
Il nostro percorso prosegue alla volta di S.Damiano, antico convento di impronta duecentesca, in roseo filaretto, con le basse arcate del portico sotto le tettoie spioventi, il piccolo chiostro fiorito e il giardinetto pensile di S.Chiara, proteso sulla verdeggiante pianura.
Qui S.Chiara iniziò il suo cammino di fede (1212) e, affacciandosi da un'apertura ancora visibile sulla facciata, scacciò i Saraceni mostrando loro l'ostensorio.
Ella accolse più volte S.Francesco e lo assistette quando il dolore delle stimmate lo costrinse all'immobilità.
Fu allora che egli compose, nella quiete di questo convento, il Cantico delle Creature.
Concludiamo la giornata nel paese di Cannara, il cui nome deriva dalle canne che fitte crescevano in passato nei suoli acquitrinosi presso le rive del Topino.
Un torrione cilindrico, unico avanzo delle mura medievali, fa ombra alle chiese del borgo.
Tra queste spiccano la romanica Chiesa di S.Biagio e la Chiesa della Buona Morte, che vide la nascita dell'Ordine Minorita.
Trecce di cipolle rosse abbondano nei negozi di generi alimentari.
La cipolla di Cannara è, infatti, prodotto tipico di queste terre, usato a crudo nelle insalate, ma ottimo anche per zuppe e antipasti caserecci.
Tradizionale è la cipollata, un saporito piatto a base di uova, cipolle e pomodoro, servito all'inizio dei pasti.
Per chi ama l'archeologia, il Municipio espone una raccolta di reperti romani del vicino sito di Urvinum Hortense.
lunedì 14 giugno 2010
Itinerari ad Assisi e dintorni: da Tordibetto a Valfabbrica
Nel corso del Trecento strutture per l'immagazzinamento del grano, poste sulla cima di un poggio presso i confini del contado, vennero gradualmente ampliate e fortificate, fino a costituire una roccaforte vera e propria, con tanto di fossato e ponte levatoio.
Il trascorrere dei secoli non ha intaccato il fascino di questo fortilizio, ancora oggi pervaso da un'atmosfera d'altri tempi. Tipici dell'artigianato locale sono i ricami su tela, realizzati mediante l'uso del tradizionale punto francescano. Nella gastronomia spiccano i frascarelli, una pasta di farina e acqua che le contadine erano solite consumare durante l'allattamento.
Si pensava, infatti, che la pietanza favorisse la montata lattea.
Proseguiamo alla volta del Chiascio.
Superato il bivio per Petrignano, le indicazioni segnalano Rocca Sant'Angelo, cinta da una doppia cortina muraria. Negli immediati dintorni, la Chiesa di S.Maria in Arce è parte di un antico complesso francescano.
All'interno, pregevoli affreschi votivi, tra cui un Crocifisso su tavola di Matteo da Gualdo.
Oltre il piccolo castello di S.Gregorio, teatro in dicembre di un suggestivo Presepe, raggiungiamo Ripa.
Modesto centro agricolo, esso fu nel Medioevo roccaforte perugina con funzioni difensive.
Chi passeggia per le strade del paese la sera di Ferragosto ha l'occasione di scoprire la magia del luogo alla luce delle rocche, lumini colorati di carta velina e canne che rischiarano il cammino alla processione di S.Maria Assunta.
Per i buongustai da non perdere è la Sagra del Tartufo nero estivo, in luglio, mentre a giugno il Palio Arnese rievoca storiche contese e scene del passato contadino.
Costeggiando le rive del fiume, ben presto incontriamo Valfabbrica, il cui toponimo deriva da Vado Fabricae.
Questo tratto di sponda accoglieva, infatti, il Monastero Benedettino di S.Maria In Vado Fabricae, in corrispondenza di un guado sul Chiascio.
La cortina duecentesca della rocca è in parte conservata, mentre la Chiesa dell'Abbazia custodisce l'unica opera di Cimabue presente su suolo umbro.
Esclusiva di questo borgo è inoltre la Sagra del Pesce di Mare, la sola in Umbria dedicata al pesce fresco dell'Adriatico.
Prima di fare ritorno a casa, riserviamoci qualche ora per una passeggiata nei dintorni.
Sulle chiome degli alberi svettano le torri guelfe del Castello di Giomici, pressoché intatto con le sue mura e gli antichi selciati.
Infine, presso l'Ospedale della frazione Barcaccia è esposto il vecchio battello che un tempo consentiva l'attraversamento del fiume.
domenica 13 giugno 2010
Collepino e l'abbazia di San Silvestro
La sua storia è particolarmente legata alle vicende delle Signorie perugine e dello Stato Pontificio.
Interessante testimonianza di questo legame sono i resti di un presidio militare con sede in una casa ancora esistente ed abitata, che si trova sulla destra presso la porta del Castello.
Salendo verso la cima del Monte Subasio, a soli 2 km dal paese, si trovano i resti dell'abbazia di San Silvestro che fu costruita nel 523 da San Benedetto e divenne abbazia Camaldolese nel 1150.
In questo luogo risiede dal 1972 la comunità delle Piccole Sorelle di Maria fondate da madre Maria Teresa dell'Eucarestia.
Il loro eremo, detto della Trasfigurazione, è aperto a chiunque voglia condividere un'esperienza di vita comunitaria e contemplativa. Sulla via d'accesso si trova la fonte di San Silvestro.
Le donne vi si recavano con devozione per ottenere l'intercessione del santo e bere la cosiddetta acqua di San Silvestro.
Questa era ritenuta particolarmente efficace per le puerpere prive di latte.
In segno di ringraziamento le madri lasciavano annodate cuffiette e camiciole di neonati alla cancellata della chiesa.
La protezione del santo è invocata anche per gli animali come riportano i documenti dell'epoca.
San Silvestro è oggi il patrono di Collepino: si festeggia il 31 dicembre con la distribuzione di pane benedetto che viene offerto anche agli animali.
sabato 12 giugno 2010
Piazza del Comune ad Assisi
Camminando per via Antonio Cristofani e procedendo per un breve tratto di via Giotto si arriva a via Portica, piena di piccoli e graziosi negozi dove si potrà, volendo, fare un po' di shopping. Alla fine della via ci si ritrova in Piazza del Comune (lato nord-orientale), dove l'occhio viene subito catturato dal bellissimo Tempio di Minerva. Fulcro della struttura di epoca romana il Tempio, che la tradizione ha voluto impropriamente attribuire al culto di Minerva, insieme al piazzale sottostante, costituivano l'antico foro della città.
La cella prolungata, fu nel 1539 trasformata nella chiesa di S.Maria sopra Minerva. Vi è dunque una interessante continuità fra la dedica del Tempio a Minerva "dea della sapienza pagana" e la dedica alla Madonna "regina della sapienza cristiana." Nel 1634 i frati intraprendono grandi opere di ristrutturazione, sotto la guida dell'architetto assisiate Giacomo Giorgetti e nel '700 viene dedicata a S.Filippo Neri. La facciata, perfettamente conservata, è databile al I sec. d. C.; si presenta spartita da sei colonne scanalate e capitelli corinzi e sormontata da un piccolo timpano. L'interno mostra al visitatore tutte le sue fattezze barocche e solo ultimamente sono stati individuati e lasciati scoperti alcuni piccoli tratti dell'antico tempio romano, visibili nella zona dell'altare.
mercoledì 9 giugno 2010
I Fioretti di San Francesco Esposizione delle più belle edizioni illustrate moderne 19 giugno − 31 ottobre 2010 Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco in Assisi
esposizione delle più belle edizioni illustrate moderne
Dal 19 giugno al 31 ottobre 2010, il Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco in Assisi ospita le più belle edizioni illustrate moderne dei "Fioretti di San Francesco"
La mostra, organizzata dalla Biblioteca del Sacro Convento di Assisi, rappresenta un'occasione unica per poter ammirare le edizioni illustrate dei "Fioretti di San Francesco", oltre 90 esemplari con particolare attenzione agli anni 1910-1930.
Tra gli artisti autori delle illustrazioni si ricordano Denis, Bernard, Breton, Cambellotti, Vanzetti, De Carolis; dal punto di vista stilistico le illustrazioni - derivanti da varie tecniche artistiche quali xilografia, incisione su rame, litografia, acquerello, olio - variano da tendenze simbolioste ed Art Nouveau a tendenze espressioniste fino ad arrivare al neo-medievalismo e neo-rinascimento.
Il percorso espositivo si snoda lungo il filo narrativo dei Fioretti stessi e comprende anche interessanti edizioni antiche. (v.c.)
Per informazioni:
centrodf@gmail.com
tel. (+39) 075-819.01.41
fax (+39) 075-819.01.47
Visita il Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco e Collezione Perkins
Per informazioni turistiche:
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica del Comprensorio Assisano
Piazza del Comune - 06081 Assisi
Tel. 075.8138680 / 8138681 - Fax 075.8138686
info@iat.assisi.pg.it
i Fioretti di San Francesco, sospesi tra storia e leggenda, coloriti di episodi umanissimi e poetici, sono probabilmente l'opera più nota, forse la più amata, certamente quella che ha avuto il maggior numero di edizioni tra le tante dedicate al santo umbro.
La mostra presenta un'amplissima selezione delle più belle edizioni dei Fioretti in cui le picturae (e/o i fregi o/e tipi grafici) accompagnano il testo, con una particolare attenzione al periodo 1900-1930.
Tra gli artisti autori delle illustrazioni, provenienti da varie aree linguistiche (Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, Stati Uniti, ex-Jugoslavjia, ecc.) si possono ricordare M. Denis, É. Bernard, C. Le Breton, A. Beloff, E. Burnand, P. Woodroffe, D. Cambellotti, F. Gamba, U.Brunelleschi, A. Vanzetti, A. Razzolini, J. Segrelles, F. Kunz, L. Bracaloni, F. Cayley Robinson, A. De Carolis. Dal punto di vista stilistico le illustrazioni − derivanti da originali eseguiti in varie tecniche artistiche: xilografia, litografia, incisione su rame, acquerello, olio − variano da tendenze simboliste e Art-Nouveau (Denis e De Carolis), a quelle espressioniste (Bernard e Cambellotti); da quelle neo-medievali e primo rinascimentali (Vanzetti, Razzolini, Le Breton, Valenti e Molnar) a quelle neorinascimentali(Cayley Robinson e Woodroff). Il percorso espositivo, che si snoda lungo il filo narrativo dei Fioretti stessi, oltre al nucleo centrale dedicato alle edizioni illustrate, comprende anche alcune edizioni antiche, una selezione di studi critici ed edizioni scientifiche, e una raccolta di traduzioni, che vengono a confermare la diffusione mondiale dell'opera.
La mostra è stata curata dal Prof. Ezio Genovesi, Direttore della Rhode Island School of Design di Roma, da P. Luigi Marioli OFMConv, Direttore del Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco, e da Fra Carlo Bottero OFMConv, Direttore della Biblioteca del Sacro Convento.
Immagine grafica della mostra di Catherine Stephens, della Rhode Island School of Design di Roma.
sabato 5 giugno 2010
Piazza del Vescovado ad Assisi
Prendendo Borgo San Pietro e affrontando con un po' di coraggio la salita di via Santa Apollinare si arriva alla Piazza del Vescovado ornata dalla fontana del Leone, e dove sorge la Chiesa di Santa Maria Maggiore. La chiesa è stata cattedrale di Assisi fino ai primi anni del XII, quando poi fu sostituita da San Rufino. Secondo la trazione storica, Santa Maria Maggiore (chiamata dagli abitanti di Assisi semplicemente Chiesa del Vescovado, in quanto a fianco sono sistemati gli appartamenti del vescovo) sarebbe stata edificata sui resti del Tempio di Giano, da cui il nome del territorio su cui sorge la Chiesa: Moiano, che deriverebbe da Mons.Iano. La facciata della chiesa semplice e disadorna, è inquadrata da lesene e presenta una iscrizione con il nome di Giovanni che alcuni studiosi hanno collegato a quel Giovanni da Gubbio, costruttore della chiesa di San Rufino. L'interno basilicale è a tre navate spartite da pilastri e custodisce notevoli affreschi del XIV e XV sec. Accanto a Santa Maria Maggiore c'è l'episcopio di Assisi ove il giovane Francesco dinanzi al vescovo Guido ruppe con il padre in maniera drastica, restituendogli persino le vesti che aveva addosso e scegliendo la strada della libertà e del totale servizio all'unico Signore.