martedì 27 aprile 2010

Villa Fidelia a Spello


Lungo la strada romana consolare Flaminia, all'altezza di Spello, si trova Villa Fidelia, una delle ville più prestigiose dell'Umbria per l'importanza degli edifici e per la bellezza del bosco e dei giardini che la circondano.
L'attuale complesso sorge su un insediamento sacrale di epoca classica.
Nel XVI secolo l'area dell'antico santuario venne occupata dai Conti Urbani di Spello che vi costruirono una Villa suburbana funzionale anche all'attività agricola svolta dalla famiglia, ma quasi nulla è rimasto di questo edificio cinquecentesco.
Nel Settecento la villa passò alla principessa romana Donna Pamphili Grillo che commissionò ampliamenti e ristrutturazioni come il giardino all'italiana e la ristrutturazione della villa secondo uno schema che ricorda quello di Villa Madama.
Gli ultimi proprietari, i Costanzi, decisero di vendere la parte più antica della villa alla Suore Missionarie d'Egitto, mentre il Casino di villeggiatura, i giardini, il galoppatoio e la serra furono venduti alla Provincia di Perugia.

Il Casino, oggi noto come Villa Fidelia, ha una struttura regolare e presenta un ricco apparato decorativo esterno.
L'aspetto più rilevante della villa è però costituito dalle straordinarie sistemazioni esterne: il giardino barocco, progettato su un declivio, è fiancheggiato da file di cipressi e animato da terrazzamenti, fontane e da un prospetto con l'orologio e le siepi sono a forma di note musicali e conigli.


La villa conserva la Collezione di Maria Teresa Straka-Coppa e Francesco Coppa.
La ricca collezione, che si articola su tre piani, testimonia il panorama storico-artistico del periodo compreso tra fine '800 e i nostri giorni.
Vi sono opere di artisti come Franzi, i Sei pittori di Torino, Sassu, Migneco, Fattori, Maccari, Schifano, Dottori e molti altri.
All'ultimo piano dell'edificio è conservata la sezione di opere del '600-'700 di Carracci, Baschenis, Ruoppolo, mobili antichi e due tavolette a fondo oro del Trecento.

sabato 24 aprile 2010

I Cranberries antipasto di Umbria Jazz

La notizia era nell'aria già da qualche giorno, ma ora è ufficiale: arrivano i Cranberries. Il concerto della band irlandese, riunitasi l'autunno scorso dopo quasi un decennio di separazione, sarà l'appuntamento clou della Stagione d'Autore 2010, il grande nome internazionale a cui ci ha ormai abituato da tempo, più o meno ogni anno, la Musical Box di Sergio Piazzoli. Dolores O'Riordan e compagni si esibiranno il prossimo 6 luglio sul palco di Villa Fidelia, a Spello. Una cornice eccezionale per quello che si annuncia come l'antipasto rock a Umbria Jazz, che comincerà solo tre giorni più tardi.
Se i Cranberries fossero quelli di quindici anni fa staremmo a parlare di uno dei gruppi più popolari del pianeta. Di un evento in piena regola. Oggi il discorso è un po' diverso, ma l'appeal del concerto rimane comunque notevole. Innanzitutto perché il repertorio del quartetto è formidabile. I quattro dischi sfornati negli anni Novanta fruttarono quasi cinquanta milioni di copie vendute in tutto il mondo. Una ventina solo quelle di No Need to Argue, l'album che nel 1994 li consacrò come una delle band simbolo del decennio. Il grande traino fu quello del singolo Zombie, che si guadagnò la top ten in 25 Paesi diversi e la palma di migliore canzone dell'anno ai Mtv Europe Music Awards. L'inconfondibile voce singhiozzante della O'Riordan raccontava una strisciante guerra che sembrava essere destinata a non conoscere mai fine, il conflitto tra cattolici e protestanti nelle cui fiamme il Nord Irlanda, così come per certi versi le isole britanniche nella loro interezza, ha bruciato per tutto il secolo scorso o quasi. Fiondate rock e ballate, energia e dolcezza, il mix dei Cranberries funzionò benissimo ancora per una manciata d'anni e un altro paio di dischi.
Col primo lp del nuovo millennio, Wake up and Smell the Coffee del 2001, il loro smalto cominciò a sgretolarsi, e nel 2002 la band annunciò l'inizio di un periodo di riflessione che si sarebbe rivelato molto lungo. Com'era prevedibile l'unico componente del gruppo a cui riuscì proseguire sulla strada di una certa popolarità fu la carismatica Dolores, che tuttavia prima di dare alla luce il suo primo album da solista avrebbe aspettato un lustro. Ad Are You Listening? del 2007 sarebbe poi seguito No Baggage, due anni più tardi. E questa è storia recente, perché stiamo parlando dell'agosto scorso. Solo un mese dopo è arrivato l'inatteso annuncio della reunion dei Cranberries e di un tour che li avrebbe portati in giro un po' per tutto il mondo. Prima Stati Uniti e America Latina, poi, da marzo, lo sbarco in Europa. La data di Villa Fidelia è una delle tre previste in Italia per l'estate: ci sono anche l'Heineken Jammin Festival di Venezia e il Festival Rock di Roma. [...]

sabato 17 aprile 2010

Il Convento di San Damiano ad Assisi

Il Convento di San Damiano si trova a 310 metri di altitudine e conserva le strutture duecentesche.
Era un priorato benedettino già nel 1030.
Il primo restauro della struttura avvenne per opera di San Francesco che nel 1212 vi accolse Santa Chiara con le prime compagne chiamate dapprima Povere Dame recluse di San Damiano e, dopo la morte della Santa, Clarisse.
San Francesco vi soggiornò più volte, fu, infatti, presso l'originario oratorio campestre, che il santo sentì parlare il crocefisso e, in seguito a questo episodio, egli prese la decisione di vendere tutti i suoi beni e far riparare l'antico oratorio.
Sempre nei pressi del convento vi compose il Cantico delle Creature.
Dopo la morte di Santa Chiara le compagne si trasferirono in città e il complesso passò ai Minori Osservanti.
La facciata della Chiesa è semplice ed è preceduta da un portico.
Nella parete superiore c'è una porta.
Sotto il portico, a destra, si apre la Cappella di San Girolamo decorata con affreschi raffiguranti la Madonna col Bambino e i Ss.
Francesco, Chiara, Bernardino e Girolamo, opera di Tiberio d'Assisi.
L'interno è costituito da una sola navata con un coro molto profondo.
Lungo le pareti sono presenti resti di intonaci predisposti per affreschi, mai stati eseguiti.
A destra si apre una cappella che fu aggiunta nel 1535 presso il cui altare si trova un Crocifisso ligneo.
Nel catino dell'abside trova posto la Madonna col Bambino, San Damiano e San Rufino, opera di un maestro umbro del XIV secolo.
Nella parte sottostante si trova un coro ligneo del 1504 che copre in parte una finestra attraverso la quale le clarisse si parlavano.
Sulla parete sinistra e sulla volta della navata ci sono dipinti murali che raffigurano i Funerali della Santa.

venerdì 16 aprile 2010

Al Lyrick di Assisi Lorella Cuccarini show

É il giorno tanto atteso è arrivato. Stasera alle 21,15 al Lyrick va in scena "Il Pianeta Proibito" e il viaggio fantastico nel misterioso pianeta di Shakespiria. Accanto a Lorella Cuccarini, davvero all'ennesima riprova della sua indubbia bravura e completezza da vera showgirl, ci saranno Capitan Tempesta Attilio Fontana; Francesca Ciampa; Ilaria Porceddu; Antonio Marino; Chiara Ranieri. Un viaggio nel futuro, dicevamo, e ne lla fantasia che inizia dal foyer del teatro coinvolgendo ilpubblico. Questa è la nuova e originale versione de
"Il Pianeta Proibito Rock musical"
di Bob Carlton, riadattato e diretto dall'eclettico Luca Tommassini, che ha unito un grande team creativo e un cast artistico d'eccezione. Lo spettacolo sarà arricchito dalla partecipazione virtuale di Morgan, Mara Maionchi e Francesco Facchinetti e dalla partecipazione amichevole di Rosanna Vaudetti. Partendo dal musical dell'88, la versione diretta da Tommassini riprende i classici del rock e attinge anche alle nuove sonorità contemporanee. Da Elvis Presley a Bjork, dai Beach Boys a Michael Jackson, da Jerry Lee Lewis a Coolio, dai Rolling Stones ai Prodigy, un eclettico mondo musicale riproposto in modo assolutamente originale grazie alla direzione musicale di Roberto Tucciarelli. Si replica sabato alla stessa ora

mercoledì 14 aprile 2010

Museo del Tesoro e Collezione F.M.Perkins - Piazza S.Francesco 1 Assisi

Dalla terrazza dietro l'abside della Basilica di San Francesco si accede al Museo del Tesoro, che comprende dipinti, manufatti ed oggetti di oreficeria.Di pregevole fattura sono l'arazzo fiammingo con l' 'Albero francescano', donato da papa Sisto Iv, del 1479, il 'paliotto di Sisto Iv', su disegno di Francesco Botticini ed Antonio Pollaiolo, una 'Madonna col Bambino' in avorio, di arte parigina della fine del Duecento, il 'calice di Niccolò Iv' del 1290 in argento sbalzato con smalti figurati ed una 'Croce' in cristallo di rocca ed argento, di manifattura veneziana del XIV secolo.La collezione dello storico d'arte americano Frederick Mason Perkins costa soprattutto di opere di maestri fiorentini e senesi del XIV e XVI secolo.Del Trecento, 'S.Benedetto' di Taddeo di Bartolo e quattro opere di Pietro Lorenzetti: 'Madonna col Bambino', 'Madonna in trono col Bambino', 'Funerali di un santo vescovo', 'S.Cecilià.
Del Quattrocento, un cospicuo gruppo di dipinti, fra cui un 'San Rocco' dell'Alunno, 'Madonna dell'Umiltà' di Lorenzo Monaco, due 'Madonne col Bambino e Santi' di Bicci di Lorenzo, 'S.Francesco' di Beato Angelico, 'S.Girolamo penitente' di Bartolomeo della Gatta, 'S.Cristoforo' del Sassetta, 'S.Bernardino da Sienà di Sano di Pietra, 'Madonna del latte' di Andrea di Bartolo.
Fra le opere del Cinquecento si segnalano 'Imago pietatis' di Domenico Morone e 'Madonna col Bambino' del Garofalo.

lunedì 12 aprile 2010

La Madonna di Petrignano divide la tv

Un fenomeno soprannaturale, forse un'apparizione della Vergine, sarebbe avvenuto nella frazione di Petrignano di Assisi. L'episodio è stato protagonista della trasmissione Domenica In nell'ambito dell'"Arena" condotta da Massimo Giletti. Durante il programma il conduttore ha mostrato un filmato girato tramite telefono cellulare da una donna. La turista, di nome Fiorella, ha partecipato, lo scorso 6 febbraio, a un incontro in un capannone di Petrignano dove era presente Marija, una delle veggenti di Medjugorje. Marija sarebbe una delle sei persone che, nel giugno 1981, avrebbero avuto un'apparizione della Madonna. Durante la trasmissione Fiorella ha raccontato di aver ripreso il momento di preghiera con il telefonino. Dopo qualche tempo avrebbe rivisto il filmato, accorgendosi di una sagoma luminosa molto particolare proprio accanto alla veggente. Una sagoma dal profilo molto simile a quello di una suora, che però Fiorella e gli altri membri del suo gruppo non ricordano assolutamente che fosse presente durante la giornata. Tramite un'amica la proprietaria del cellulare è stata messa in contatto prima col giornalista Paolo Brosio, poi con la Rai, a cui il telefono è stato consegnato. Giletti ha ribadito più volte che sul telefono sono stati fatti accertamenti da tecnici che escludono mistificazioni e manomissioni. La Rai ha poi mostrato un filmato girato da una televisione locale durante lo stesso incontro, ma da un'angolazione diversa; in questo caso non era ravvisabile alcuna sagoma. L'immagine era invece chiaramente visibile anche nella seconda parte del filmato girato col telefonino. Quelle che sembrerebbero una torsione del busto e un movimento della testa hanno acceso un dibattito tra i presenti al programma, divisi tra gli "scettici", che hanno parlato di semplice fenomeno luminoso, e i "credenti", che invece non hanno escluso una vera apparizione della Madonna. Il conduttore ha chiesto ai telespettatori che fossero stati eventualmente presenti a Petrignano di inviare alla Rai, se ne sono in possesso, immagini della giornata, fotografie e filmati, così da raccogliere più elementi sulla presunta apparizione

venerdì 2 aprile 2010

I colori di Giotto e la mostra Giotto comera

Quali erano i colori originali del ciclo di affreschi della basilica Superiore di Assisi? Ce lo svelerà l'imminente mostra "Giotto com'era" che verrà inaugurata l'11 aprile ad Assisi, presso il Monte frumentario, nell'ambito dell'iniziativa "i colori di Giotto", promossa per celebrare la nascita dell'arte pittorica intorno al cantiere della basilica di San Francesco e alla figura di Giotto, nell'VIII centenario della fondazione dell'Ordine francescano. Tale iniziativa, divisa in tre tappe, prevede anche la realizzazione del restauro, affidato a Sergio Fusetti, della Tecnireco, dei dipinti della cappella di San Nicola, nella basilica Inferiore, oltre ad un percorso didattico presso la Pinacoteca civica di palazzo Vallemani, dove sono conservati alcuni affreschi staccati di Giotto e degli artisti assisiati che hanno lavorato nella basilica. Per l'occasione il palazzo ospiterà un percorso didattico dedicato al cantiere medievale e alla tecnica dell'affresco.
La mostra "Giotto com'era" è curata da Giuseppe Basile, per anni direttore dell'Istituto centrale per il restauro di Roma, una vita passata dietro Giotto (prima a Padova, poi dal 1997 al 2005 ad Assisi per i restauri post terremoto). Basile ha coordinato, a restauro ormai concluso, un progetto in collaborazione con l'Istituto centrale per il restauro, che gli ha permesso di ritrovare, esaminando le tenui tracce rimaste negli affreschi, le densità e i colori originari delle Storie. Grazie ai risultati raggiunti le Storie, fotografate in dimensioni ridotte, sono state poi ridipinte a mano da Fabio Fernetti, così che il visitatore potrà vedere come erano in origine. E così in mostra riprenderanno vita l'azzurrite dello sfondo, le dorature delle vesti, i pigmenti rari, le preziose lacche.
"Ma soprattutto – spiega Giuseppe Basile – le bellissime colonnine tortili che delimitano le scene, oggi pressoché illeggibili, torneranno ad assumere quel ruolo prospettico di primo piano originario. L'intervento – prosegue - eseguito con le tecniche tradizionali, non sarebbe stato possibile con il solo uso del computer. Ora, recuperata appieno la fondamentale scoperta del Maestro, quella della prospettiva, sarà possibile avanzare nuovi giudizi critici sul ciclo e forse attribuire alla mano di Giotto molto più di quello fino ad oggi considerato."
In mostra tali immagini verranno messe a confronto con il loro aspetto attuale, disponibile in una serie di schermi dotati di touch screen disposti in corrispondenza di ogni gruppo di scene. Una sezione a parte ripercorrerà le tecniche pittoriche del Maestro consentendo inoltre di entrare virtualmente nell'affresco dedicato alla Benedizione della Regola di san Francesco.
Altra tappa fondamentale il restauro della cappella di San Nicola.
"L'operazione – spiega Sergio Fusetti - avverrà davanti agli occhi dei visitatori che, in piccoli gruppi, e dietro prenotazione, potranno salire sul ponteggio. Verrà ripulita l'intera superficie pittorica di circa 240 mq e saranno consolidati gli strati preparatori. L'intervento durerà almeno per tutto il periodo della mostra, fino al 5 settembre, ma è probabile che sarà necessario un tempo più lungo. Il recupero consentirà di effettuare anche uno studio critico della cappella, fino ad oggi mai realizzato."
La cappella, nella quale sono rappresentati i miracoli di san Nicola fu commissionata a Giotto dal cardinale Napoleone Orsini per dedicarla al fratello Gian Gaetano Orsini, morto prematuramente e il cui corpo riposa all'interno. L'intera iniziativa, che sarà percorribile al costo di un unico biglietto, è promossa dal Comune di Assisi con la collaborazione del Sacro Convento, del ministero per i Beni culturali, le Soprintendenze competenti dell'Umbria, l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, la Regione Umbria e il Consiglio nazionale delle Ricerche con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e il coordinamento organizzativo di Civita.
Per info, vedi sito www. icoloridigiotto.it (presto operativo). Manuela Acito