domenica 25 ottobre 2009

Idee anticrisi: Mangia quanto vuoi tanto il conto lo decidi tu

Non più 'cameriere mi porti il conto' ma, molto più opportunamente, 'Ok, il prezzo è giusto'. É ad Assisi il ristorante dove ti siedi, mangi e poi decidi quanto pagare. All'enoteca San Pietro, in quella che un tempo era una caffetteria nel centro ed ora è un'accogliente osteria con due sale e 45 coperti, è il cliente a determinare il prezzo, in base alla propria soddisfazione. Così, a fine serata, dopo un breve conciliabolo al tavolo, i commensali si alzano, vanno alla cassa e mettono mano al portafoglio.
Tanto è vero che potrebbero decidere, dopo aver mangiato interi plateau di vivande, dai tortellini casarecci con vellutata tartufata al maialino arrosto con bacche di ginepro, fino al tortino caldo con cuore di cioccolato fondente e gelato alla vaniglia e menta, di lasciare all'intrepido ristoratore anche solo una moneta da un euro. Se, poniamo, la qualità del cibo e del servizio, nonostante le pantagrueliche portate, non fosse stata all'altezza delle aspettative. Un rischio ben calcolato, quello che ogni mercoledì, durante la serata anti-crisi, rigorosamente su prenotazione, corrono, a sentir loro volentieri, i due giovani titolari della trattoria di Assisi, niente affatto spaventati all'idea che qualcuno possa diventare un molesto habitué del pasto a prezzo libero, un lontano discendente dell'avaro per antonomasia, il protagonista della celebre commedia di Molière. Ma, garantiscono, si contano sulle dita di una mano i taccagni che approfittano dell'occasione per mangiare a sbafo, rimpinzandosi fino a scoppiare. Il menu, il mercoledì, non viene, dunque, portato ai tavoli, cosicché i prezzi di antipasti, primi, secondi e dolci possono essere solo intuiti. I gestori, Simone e Barbara, consegnano solo la carta dei vini, quelli sì, a prezzo pieno. Loro, da 8 anni ai fornelli e tra i primi a eliminare dal conto il coperto e servizio, assicurano che non si tratta di un azzardo. Anzi. Sembra che per molti indovinare il prezzo giusto sia una specie di gioco. Per una volta, quindi, sono i clienti a presentare il conto, nella maggioranza dei casi niente affatto indigesto, ai giovani titolari del locale.
Ci crede, e non solo perché è un'ottimista di natura, Barbara, ex direttrice d'albergo, consigliere della Confcommercio di Assisi e ora alla guida, insieme al marito chef, della trattoria San Pietro:
"é una trovata per rivitalizzare il tessuto economico della città che, esauritasi la grande spinta turistica estiva, tende a ripiegarsi su se stessa."
Quanto al pericolo di divoratori a uffo, è tranquilla.
"Ché, alla cassa, i clienti ci mettono la faccia."
E, si sa, a meno di non averla di bronzo, non si può far la figura degli avari, men che meno in compagnia

venerdì 23 ottobre 2009

Mostra-spettacolo I Fioretti di San Francesco

Verrà inaugurato oggi pomeriggio alle 17 la Mostra Burattini, con relativa proiezione del filmato Rai "i Fioretti di Santo Francesco": l'appuntamento è all'Auditorium San Gregorio nella via omonima, alla presenza dell'assessore regionale alla cultura, Silvano Rometti, del sindaco di Assisi Claudio Ricci e dell'assessore comunale alla pubblica istruzione, Maria Aristei Belardoni. Dopo l'inaugurazione odierna, la mostra spettacolo dei Fioretti, realizzata con l'animazione delle figure e dei burattini, riprenderà da domani.
"Si tratta di un'opera di grande rilevanza non solo artigiana - spiegano gli organizzatori - ma anche artistica, realizzata da un famoso burattinaio polacco, Roman Ukleja (rifugiato a Perugia dalla Polonia), già insegnante all'Università dei burattini di Varsavia, dove i burattini non sono - contrariamente all'Italia - delle pregevoli produzioni artigianali, ma delle pregevoli produzioni artistiche con tanto di Facoltà per la scenografia, i costumi e la luministica."
Particolarità dei Fioretti - con un copione ricavato dal testo dei Fioretti del nostro '300 letterario da uno specialista di temi sacri come Don Raffaello Lavagna, che riuscì a fare una rappresentazione dei Fioretti con i burattini addirittura per i Vescovi radunati per una riunione Cei ad Assisi - avere le scenografie ed i costumi esemplati sulle pitture di Giotto della Basilica di San Francesco di Assisi, costituendo un ensemble di valore popolare che arriva ai bambini ma si fa ammirare anche dal pubblico più grande, appunto per la sua creatività e l'alto livello artistico. i "Fioretti" sono stati messi in scena anche per la Giornata della Pace voluta ad Assisi dall'allora Papa Giovanni Paolo II ed hanno riscosso anche il gradimento di Buddisti e Scintoisti, che fecero, alla domanda se avessero capito qualcosa, visto che il testo era in italiano, risposero Certo che abbiamo capito, perché pur avendo ammirato le pitture di Giotto, a dir la verità, abbiamo capito di più San Francesco dalla semplicità della animazione delle figure e dei burattini". La mostra-spettacolo, patrocinata dagli assessorati al turismo regionale e comunale, interessa non solo i pellegrini ed i turisti di Assisi - che hanno così l'occasione di rivivere i luoghi francescani visitati durante la giornata - ma è anche particolarmente appropriata per le gite scolastiche. Informazioni e richieste di spettacoli: Centro Genius, telefono e fax: 075.8044283, email sannyboy@libero.it

lunedì 19 ottobre 2009

Fratello Lupo è tornato sul Subasio?

Cani randagi, o addirittura lupi, si aggirano sul Monte Subasio? La certezza sulla "qualità" del quattro zampe ancora non c'è, ma i cittadini delle zone di montagna sono alle prese con poco amichevoli canidi che nei giorni scorsi avrebbero sbranato un paio di pecore ed un cervo di una struttura ricettiva della zona. Inoltre, un paio di cittadini che andavano a funghi hanno riferito - anche alle autorità competenti - di aver avvistato un paio di cuccioli "sospetti": al momento non è stato possibile chiarire con certezza la "razza" esatta dei cuccioli avvistati, che potrebbero essere o di lupo o di cani abbandonati sul monte (una triste pratica che non passa mai di moda) e che hanno poi figliato.
"Il loro pelame - spiega infatti chi li ha visti - non si è ancora completamente sviluppato, quindi non si ha la certezza che siano lupi, senza contare che da tempo non risulta più la presenza di tali animali sul Subasio."
Finora non si è registrato nessun incontro ravvicinato con i genitori dei cuccioli, ma di certo - cane o lupo che sia - qualunque bestia si aggiri sul Subasio non è molto conforme allo spirito pacifista di Assisi, ed ha anzi sbranato un paio di pecore di un pastore del posto ed un cervo che era all'interno della tenuta di un'attività ricettiva nella zona. Già in passato la fauna selvatica che popola il Monte Subasio aveva fatto parlare di sé, non ultimo quando quest'estate, nella zona di espansione ad est di Assisi, la così detta zona nuova, erano stati segnalati vari casi di cinghiali che erano scesi dal monte in cerca di cibo.
Non si è trattato neanche in quel caso di un incontro faccia a faccia uomo-animale, ma tra cani che fiutavano ed abbaiavano e di impronte lasciate sul terreno: non fu certamente difficile capire chi fossero i protagonisti dei raid notturni.
Molto meno simpatici i raid che i cinghiali compiono ai danni delle coltivazioni: negli anni disagi sono stati segnalati da Armenzano a Colle del Paradiso, da Costa di Trex a S.Maria di Lignano, con danni ingenti ai campi di mais, granoturco, girasole (in qualche caso, persino i 'piantoni' degli ulivi): la maggior parte del raccolto veniva mangiato o distrutto, a prescindere da quanto fosse protetta (o grande) la piantagione.

martedì 6 ottobre 2009

Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi Stagione Teatrale 2009 / 2010

L'ottava stagione teatrale del Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi, al via il prossimo martedì 13 ottobre con "Il sogno di un uomo ridicolo" di Fedor Dostoevskij per la regia e l'interpretazione di Gabriele Lavia, si intitola "Perle in formato gigante", a significare preziosità teatrali nella possibilità di fruirne in incontri ravvicinati con gli artisti, peculiarità del teatrino che date le sue dimensioni ristrette offre angolazioni prospettiche come inquadrate da una lente di ingrandimento.
Gli sforzi di Fulvia, Carlo e Antonietta Angeletti, curatori della stagione, sono quindi diretti verso la coniugazione della parola qualità in tutte la sua più specifica essenza, sia nella possibilità di un contatto quasi diretto con i protagonisti della scena, che per il livello degli spettacoli proposti. Il numero di appuntamenti previsti per il 2009-2010 si amplia e raggiunge la cifra di dodici, suddivisi in otto di prosa e quatto più specificamente musicali. Per questo motivo la campagna abbonamenti che parte per la prima volta quest'anno prevede due formule: un abbonamento per intero ai dodici appuntamenti con la possibilità di risparmiare l'ingresso a due spettacoli, e l'abbonamento ai solo otto spettacoli di prosa, tralasciando quindi i quattro concerti. Sono anche previste riduzioni del 40 percento ai ragazzi al di sotto dei 26 anni. Per quanto riguarda la musica i concerti in programma si aprono il 26 novembre con l'opera Elisir d'amore di Gaetano Donizetti in un rinnovato e moderno allestimento a cura di Tito Schipa Jr, figlio del grande tenore Tito Schipa Senior.
Il 19 dicembre sarà invece la volta dell'assisiate Ramberto Ciammarughi, che insieme a Roberto Zechini e Pino Menzolini darà vita a "Prima della verità", poema dedicato alla produzione poetica di Eugenio De Signoribus (Premio Viareggio 2008) tra i nomi più importanti della ricerca poetica italiana. Il poema è al suo debutto. Il 20 gennaio sarà il tripudio della fantasia creativa con due musicisti di rango quali Antonello Salis e Fabrizio Bosso, entrambi impegnati a rivisitare i brani di "Stunt", album che hanno composto insieme. Il 19 febbraio sarà invece Danilo Rea in piano solo a tributare il più illustre dei cantautori italiani con "Omaggio a Fabrizio De André".
Questo è tutto quello che concerne la musica. Per la prosa, oltre al già citato Gabriele Lavia, il programma riserve alcune piacevoli sorprese, come quella di Lella Costa in scena il 20 ottobre con "Femminile singolare: vedi alla voce poetessa", un excursus condito di ironia sulle poetesse del Novecento. Torna invece sul palco degli Instabili il 30 ottobre, Paolo Trestino con "La vita a rate", viaggio nel futuro accompagnato da tre musicisti e attori per raccontare le contraddizioni del presente. "Appuntamento a Londra" scritto da Mario Vargas Lllosa e già presentato quest'anno al Festival dei Due mondi, con Pamela Villoresi e David Sebasti sarà il quarto appuntamento della stagione (15 novembre), mentre seguirà l'8 dicembre il capolavoro del surreale genio di Raymond Queneau "Esercizi di stile" con Ludovica Modugno, Francesco Pannofino e Marco Guadagno. Il 2010 (4 gennaio) si apre con "Chiòve", spettacolo vincitore del Premio Eti "Gli Olimpici del Teatro" come migliore messinscena di innovazione del 2009 e del Premio della Critica 2008, con Chiara Baffi (Premio Ubu 2008), Enrico Ianniello e Giovanni Ludeno.
"Chiòve" è un testo del giovane autore rivelazione catalano Pau Mirò che la traduzione di Enrico Ianniello ha trasferito dalle Ramblas di Barcellona ai Quartieri Spagnoli di Napoli adottando il napoletano come lingua di vita. Il 4 febbraio è in programma "Un mondo perfetto" (Premio Riccione 2007) di e con Sergio Pierattini insieme a Milvia Mirigliano e Davide Lorino, che affronta un tema complesso e attuale quale quello dell'adozione. Concluderà la stagione del Piccolo Teatro "Roma ore 11" nato dalla volontà di un gruppo di attrici, Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolati e Mariangeles Torres, di mettere in scena una cruda indagine di cronaca tra le pieghe della condizione femminile

venerdì 2 ottobre 2009

Da Cannara: Cuochi senza frontiere su Retequattro con Michela Coppa e Mengacci

Michela CoppaLa seconda puntata di "Cuochi senza frontiere", programma di sfide culinarie condotto da Davide Mengacci, andrà in onda da Cannara domani, a cominciare dalle ore 11 su Retequattro. Mengacci è coadiuvato nell'impresa dall'inviata Michela Coppa. Cannara è la città che ospiterà la nuova sfida gastronomica. A contendersi lo scettro di miglior piatto a base della famosa cipolla di Cannara, la crostata con marmellata di cipolle, preparata dalla signora Stefania Sbicca, e le samosa (fagottini di cipolle) cucinati dal keniota Dominic Theori. Michela Coppa racconterà, come sempre, le bellezze, celebri e non, del territorio, visitando luoghi dall'indiscusso valore paesaggistico e culturale scoprendo i tesori dell'Umbria. Questa nuova esperienza su Retequattro come "arbitro" di una sfida culinaria. Ma lei che rapporto ha con il cibo?
"In effetti l'esperienza non è nuova - risponde Davide Mengacci - perché questo è il secondo anno che io faccio "
Cuochi senza frontiere
" e sono tredici anni che conduco trasmissioni che hanno a che fare con il cibo. Il mio rapporto con il cibo è da goloso-controllato. Nel senso che quando mi trovo in ristoranti, alberghi, mi affido la mio istinto e se mi rendo conto che mangerò bene, mi lascio andare a intemperanze. Quando invece ho dei dubbi ripiego su piatti molto semplici, come pasta condita con olio e formaggio, piuttosto che filetto ai ferri o un pesce bollito."
Ama anche la cipolla?
"No assolutamente. La evito con grande attenzione. Una delle domande che faccio è proprio questa: c'è cipolla nel cibo? Aglio e cipolla non posso mangiarli, mi danneggiano la digestione."
Quindi questa puntata nella patria umbra della cipolla sarà particolarmente difficile? "sì, ma io non mangio". Ma la cipolla ha anche un odore abbastanza forte…
"L'odore non mi disturba. É che non la posso mangiare per questioni di stomaco."
Sa che a Cannara si svolge addirittura la Sagra della cipolla?
"Lo so, che è arrivata anche alla ventinovesima edizione."
Quindi, in passato nei viaggi in Italia avrà accuratamente evitato Cannara?
"Non l'ho evitata. Ma Cannara non la conosco, non ci sono mai stato."
Conosce Vissani, uno degli umbri più celebri? "No, non lo conosco". Avrà sentito qualcosa delle sue idee in merito alla sua cucina?
"Ho sentito dire che è un tipo piuttosto convinto delle sue idee, che le difende con grande enfasi. Ma sono un pessimo telespettatore. In tivù seguo due o tre trasmissioni che sono Superquark, Ulisse, Voyager e qualche programma giornalistico. Guardo poi tutte le prime puntate dei nuovi programmi perché fa parte del mio lavoro. Per il resto sono un pessimo telespettatore."
Comunque le idee di Vissani sono sintetizzabili in concetti abbastanza semplici, come un auspicato ritorno alla genuinità dei prodotti…
"e questo è la base della buona cucina. La buona cucina è tale se parte da materie prime di grande qualità. Dopodiché tutto quello che ci si mette sopra e si fa per trasformare questa materia prima, è molto rischioso. Non per niente la cucina del Sud è stata per tanti anni una cucina pigra, per il fatto che i prodotti di base, il pesce, i pomodori, la verdura, la frutta, sono ricchi di sapore, talmente sapidi e talmente forti che non c'era bisogno di aggiungere delle invenzioni."
Il suo piatto preferito qual è?
"Il risotto. Io sono lombardo, mangio riso da quando sono bambino, me lo cucinava mia mamma, mia nonna. Il risotto cucinato in tutti i modi, nonostante io sia uno che non cucina volentieri, anzi non cucino praticamente mai, perché identifico la cucina con il lavoro. Quindi se posso non cucino, però il risotto, unica eccezione, lo cucino molto bene"