Sconcertante e sacrilego furto all'interno della chiesa di San Francesco a Cannara, dove nelle scorse settimane ignoti hanno trafugato un quadro e uno stendardo: in particolare, il quadro - un dipinto ad olio di 53 cm per 72 - raffigura San Giuseppe con Bambino, mentre lo stendardo in tela raffigura la Madonna con Bambino.
Secondo i carabinieri, che indagano sul furto, questo non sarebbe stato compiuto da ladri d'arte, dato che le due opere trafugate, di grande valore affettivo per i fedeli, non sarebbero riconducibili ad una 'mano notà che potrebbe 'ingolosire' ladri professionisti.
Ad accorgersi del furto è stato un collaboratore della parrocchia, che ha immediatamente avvertito i carabinieri, le cui indagini sono difficoltose: la chiesa di San Francesco non è dotata di sistema d'allarme ed è quasi sempre aperta al pubblico.
Il 'ratto' è dunque sicuramente avvenuto durante l'orario di 'aperturà, visto che i militari non hanno trovato nessun segno di scasso.
Il furto ai danni della chiesa di San Francesco a Cannara è simile a quello avvenuto un anno fa, quando dalla sacrestia della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli venne rubato un altro dipinto a olio di piccole dimensioni (31 cm x 39) ma di un certo valore economico, risalente alla fine del Seicento e raffigurante la fuga in Egitto della Sacra Famiglia.
Più in generale, i furti nelle chiese umbre non sono una novità: i primi di febbraio, nella chiesa parrocchiale di Santa Cecilia ad Acquasparta è stato rubato il busto ligneo della Santa, di scarso valore economico ma molto caro ai fedeli.
I vari colpi, secondo le prime informazioni, non sarebbero collegati: la speranza è che, dato lo scarso valore economico degli oggetti trafugati, i ladri si pentano e le restituiscano alla comunità cannarese o che, prima o poi, i carabinieri trovino i responsabili.
Un precedente, in tal senso, fa ben sperare: nel dicembre 2007, i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze in collaborazione con gli uomini dell'Arma di Assisi avevano rinvenuto, proprio nella città serafica, due candelabri antichi rubati anni prima nella Chiesa di Santa Margherita a Pietrapiana, nel comune di Reggello, in provincia di Firenze.
martedì 24 febbraio 2009
giovedì 19 febbraio 2009
Il progetto Attiva la tua vita
"Attiva la tua vita". É questo il progetto promosso dall'Associazione cardiopatici di Foligno onlus, intitolato alla memoria del fondatore, il professor Ezio Barbetti, e che ha portato dopo anni di impegno e di intenso lavoro alla creazione di un centro dotato di palestra.
L'inaugurazione, a cui parteciperà anche il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, è in programma per il prossimo 21 febbraio alle 15,30, negli spazi un tempo riservati alla palestra delle scuole in via del Seminario Vecchio.
Il nuovo centro si occuperà di promuovere l'attività fisica tra i soggetti cardiopatici e diabetici.
"L'obiettivo - ha spiegato l'attuale presidente dell'associazione Giuliano Piccioni, durante l'incontro che si è tenuto ieri mattina nella Sala Petrucci del Comune di Spello alla presenza del direttore generale della Asl 3 Gigliola Rosignoli, del sindaco di Spello Sandro Vitali, dell'assessore alle politiche sociali Enzo Fastellini e del dottor Dario Berti - è quello di lavorare seguendo specifici programmi di correzione dei fattori di rischio cardiovascolare e, dunque, attraverso lo svolgimento di attività fisica controllata e di interventi educazionali che saranno seguiti direttamente dal personale sanitario.
L'attività fisica costante infatti - ha sottolineato Piccioni - associata a uno stile di vita corretto è un fattore in grado di ridurre drasticamente il rischio di infarto".
Il progetto è stato condiviso dalla Asl 3 e ha avuto anche il sostegno di diversi soggetti privati che, attraverso donazioni, hanno reso possibile l'acquisto di attrezzature per la palestra e di strumentazioni, come un defibrillatore, assolutamente necessarie perché il centro possa materialmente svolgere la propria attività.
Una sensibilità particolare quella che è stata dimostrata dal sindaco e dalla giunta spellana che, sin dai primi momenti, hanno accolto con entusiasmo e interesse il progetto: "La qualità della vita e la salute dei cittadini è una priorità.
Per questo - ha illustrato nel suo intervento l'assessore alle Politiche sociali Fastellini - abbiamo immediatamente espresso la nostra piena disponibilità e lavorato per individuare il luogo giusto in cui far sorgere la palestra per cardiopatici".
"Il progetto è stato condiviso con l'associazione - ha dichiarato Gigliola Rosignoli, direttore generale della Asl 3 - al fine di coniugare l'aspetto sanitario (nel centro saranno infatti presenti diversi professionisti) con quello sociale e psicologico, favorendo anche una forma di aggregazione decisamente importante".
"Spello - ha affermato infine il sindaco Sandro Vitali - è disponibile ad accogliere e sostenere questo genere di iniziative.
La speranza è che si tratti di un punto di partenza e che centri come questo possano in futuro crescere ed essere pensati anche relativamente ad altre patologie".
Soddisfazione è stata espressa anche dalla vedova del professor Ezio Barbetti, il primo ad aver creduto in questo progetto e dal dottor Dari Berti che spiegato: "Nel nuovo centro sarà possibile dare spazio a trattamenti a lungo termine che saranno utili per ridurre il rischio di recidive e ricadute dei soggetti cardiopatici e diabetici"
L'inaugurazione, a cui parteciperà anche il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, è in programma per il prossimo 21 febbraio alle 15,30, negli spazi un tempo riservati alla palestra delle scuole in via del Seminario Vecchio.
Il nuovo centro si occuperà di promuovere l'attività fisica tra i soggetti cardiopatici e diabetici.
"L'obiettivo - ha spiegato l'attuale presidente dell'associazione Giuliano Piccioni, durante l'incontro che si è tenuto ieri mattina nella Sala Petrucci del Comune di Spello alla presenza del direttore generale della Asl 3 Gigliola Rosignoli, del sindaco di Spello Sandro Vitali, dell'assessore alle politiche sociali Enzo Fastellini e del dottor Dario Berti - è quello di lavorare seguendo specifici programmi di correzione dei fattori di rischio cardiovascolare e, dunque, attraverso lo svolgimento di attività fisica controllata e di interventi educazionali che saranno seguiti direttamente dal personale sanitario.
L'attività fisica costante infatti - ha sottolineato Piccioni - associata a uno stile di vita corretto è un fattore in grado di ridurre drasticamente il rischio di infarto".
Il progetto è stato condiviso dalla Asl 3 e ha avuto anche il sostegno di diversi soggetti privati che, attraverso donazioni, hanno reso possibile l'acquisto di attrezzature per la palestra e di strumentazioni, come un defibrillatore, assolutamente necessarie perché il centro possa materialmente svolgere la propria attività.
Una sensibilità particolare quella che è stata dimostrata dal sindaco e dalla giunta spellana che, sin dai primi momenti, hanno accolto con entusiasmo e interesse il progetto: "La qualità della vita e la salute dei cittadini è una priorità.
Per questo - ha illustrato nel suo intervento l'assessore alle Politiche sociali Fastellini - abbiamo immediatamente espresso la nostra piena disponibilità e lavorato per individuare il luogo giusto in cui far sorgere la palestra per cardiopatici".
"Il progetto è stato condiviso con l'associazione - ha dichiarato Gigliola Rosignoli, direttore generale della Asl 3 - al fine di coniugare l'aspetto sanitario (nel centro saranno infatti presenti diversi professionisti) con quello sociale e psicologico, favorendo anche una forma di aggregazione decisamente importante".
"Spello - ha affermato infine il sindaco Sandro Vitali - è disponibile ad accogliere e sostenere questo genere di iniziative.
La speranza è che si tratti di un punto di partenza e che centri come questo possano in futuro crescere ed essere pensati anche relativamente ad altre patologie".
Soddisfazione è stata espressa anche dalla vedova del professor Ezio Barbetti, il primo ad aver creduto in questo progetto e dal dottor Dari Berti che spiegato: "Nel nuovo centro sarà possibile dare spazio a trattamenti a lungo termine che saranno utili per ridurre il rischio di recidive e ricadute dei soggetti cardiopatici e diabetici"
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martedì 10 febbraio 2009
Sherazade circus all'Esperia di Bastia Umbra
Il circense e le danzatrici Valter Corelli e "Le follie d'Oriente" Favole d'oriente si uniscono alla tradizione del circo sul palcoscenico dell'Esperia di Bastia Umbra.
Domani sera alle 21 va in scena "Sherazade circus". Lo spettacolo nasce dall'incontro del gruppo di danzatrici "Le follie d'Oriente" dirette da Elisabetta Ricci, in arte Jalila, con le risorse attoriali della Compagnia Atmo e con la sapienza di Valter Corelli.
La fusione delle diverse espressioni artistiche ha così generato una proposta che trae ispirazione proprio dalle ammalianti atmosfere di un racconto da Mille e una notte.
La vicenda portata sul palco ruota intorno ad alcune donne berbere vendute al mercato degli schiavi e acquistate da un carovaniere per farne delle attrazioni da circo.
L'idea dell'acquirente è di far fortuna proponendole nelle piazze e mostrando le virtù della loro suadente danza del ventre.
Ma l'amore, tra un giovane e una delle danzatrici, arriva a scompigliare i piani del tiranno carovaniere e rimetterà tutto in discussione.
Sulla traccia della favola scritta da Jalila, insegnante di danza del ventre, è stato costruito lo spettacolo, supervisionato drammaturgicamente e registicamente da Valter Corelli, dove le coreografie dominano la scena accompagnate da brani musicali composti su ritmi arabeggianti, su sonorità originali di forte contaminazione che arrivano a toccare note di flamenco e si spingono fino alle cadenze del tango argentino.
Atmosfere da mille e una notte e profusioni gitane si intersecano sullo sfondo di una scenografia che la sapienza dell'arte della Compagnia Atmo sa riproporre con pochi elementi, ma grazie a giochi di luci e ombre, fra un mercato arabo, il circo del carovaniere e un bosco ricco di magici accadimenti.
Domani sera alle 21 va in scena "Sherazade circus". Lo spettacolo nasce dall'incontro del gruppo di danzatrici "Le follie d'Oriente" dirette da Elisabetta Ricci, in arte Jalila, con le risorse attoriali della Compagnia Atmo e con la sapienza di Valter Corelli.
La fusione delle diverse espressioni artistiche ha così generato una proposta che trae ispirazione proprio dalle ammalianti atmosfere di un racconto da Mille e una notte.
La vicenda portata sul palco ruota intorno ad alcune donne berbere vendute al mercato degli schiavi e acquistate da un carovaniere per farne delle attrazioni da circo.
L'idea dell'acquirente è di far fortuna proponendole nelle piazze e mostrando le virtù della loro suadente danza del ventre.
Ma l'amore, tra un giovane e una delle danzatrici, arriva a scompigliare i piani del tiranno carovaniere e rimetterà tutto in discussione.
Sulla traccia della favola scritta da Jalila, insegnante di danza del ventre, è stato costruito lo spettacolo, supervisionato drammaturgicamente e registicamente da Valter Corelli, dove le coreografie dominano la scena accompagnate da brani musicali composti su ritmi arabeggianti, su sonorità originali di forte contaminazione che arrivano a toccare note di flamenco e si spingono fino alle cadenze del tango argentino.
Atmosfere da mille e una notte e profusioni gitane si intersecano sullo sfondo di una scenografia che la sapienza dell'arte della Compagnia Atmo sa riproporre con pochi elementi, ma grazie a giochi di luci e ombre, fra un mercato arabo, il circo del carovaniere e un bosco ricco di magici accadimenti.
Domani sera alle 21 va in scena "Sherazade circus". Lo spettacolo nasce dall'incontro del gruppo di danzatrici "Le follie d'Oriente" dirette da Elisabetta Ricci, in arte Jalila, con le risorse attoriali della Compagnia Atmo e con la sapienza di Valter Corelli.
La fusione delle diverse espressioni artistiche ha così generato una proposta che trae ispirazione proprio dalle ammalianti atmosfere di un racconto da Mille e una notte.
La vicenda portata sul palco ruota intorno ad alcune donne berbere vendute al mercato degli schiavi e acquistate da un carovaniere per farne delle attrazioni da circo.
L'idea dell'acquirente è di far fortuna proponendole nelle piazze e mostrando le virtù della loro suadente danza del ventre.
Ma l'amore, tra un giovane e una delle danzatrici, arriva a scompigliare i piani del tiranno carovaniere e rimetterà tutto in discussione.
Sulla traccia della favola scritta da Jalila, insegnante di danza del ventre, è stato costruito lo spettacolo, supervisionato drammaturgicamente e registicamente da Valter Corelli, dove le coreografie dominano la scena accompagnate da brani musicali composti su ritmi arabeggianti, su sonorità originali di forte contaminazione che arrivano a toccare note di flamenco e si spingono fino alle cadenze del tango argentino.
Atmosfere da mille e una notte e profusioni gitane si intersecano sullo sfondo di una scenografia che la sapienza dell'arte della Compagnia Atmo sa riproporre con pochi elementi, ma grazie a giochi di luci e ombre, fra un mercato arabo, il circo del carovaniere e un bosco ricco di magici accadimenti.
"Il nostro è un esperimento ispirato alla capacità attrattiva della danza del ventre ma che si spinge oltre arrivando al circo e ad altro ancora"sostiene Valter Corelli che domani sera vestirà i panni del carovaniere.
"La proposta all'Esperia è un'anteprima - continua Corelli - . Lo spettacolo è destinato a prendere corpo. Piano piano, infatti, potrà evolversi in una proposta da piazza: dove la pista sta al centro come al circo, la musica viene eseguita dal vivo da gruppi gitani, si amplificano i giochi di luci e l'utilizzo di maschere con effetti di forte suggestione."In questa prima fase "Sherazade circus" toccherà alcune città in Umbria e poi approderà in Emilia Romagna.
"Tra i progetti - ipotizza Corelli - c'è quello di inserirlo nella programmazione del nuovo teatro di San Sisto e del Festival del Mediterraneo che si tiene a Perugia in estate."L'ingresso al Teatro Esperia è gratuito Sabrina Busiri Vici [emptytag]perugia - Favole d'oriente si uniscono alla tradizione del circo sul palcoscenico dell'Esperia di Bastia Umbra.
Domani sera alle 21 va in scena "Sherazade circus". Lo spettacolo nasce dall'incontro del gruppo di danzatrici "Le follie d'Oriente" dirette da Elisabetta Ricci, in arte Jalila, con le risorse attoriali della Compagnia Atmo e con la sapienza di Valter Corelli.
La fusione delle diverse espressioni artistiche ha così generato una proposta che trae ispirazione proprio dalle ammalianti atmosfere di un racconto da Mille e una notte.
La vicenda portata sul palco ruota intorno ad alcune donne berbere vendute al mercato degli schiavi e acquistate da un carovaniere per farne delle attrazioni da circo.
L'idea dell'acquirente è di far fortuna proponendole nelle piazze e mostrando le virtù della loro suadente danza del ventre.
Ma l'amore, tra un giovane e una delle danzatrici, arriva a scompigliare i piani del tiranno carovaniere e rimetterà tutto in discussione.
Sulla traccia della favola scritta da Jalila, insegnante di danza del ventre, è stato costruito lo spettacolo, supervisionato drammaturgicamente e registicamente da Valter Corelli, dove le coreografie dominano la scena accompagnate da brani musicali composti su ritmi arabeggianti, su sonorità originali di forte contaminazione che arrivano a toccare note di flamenco e si spingono fino alle cadenze del tango argentino.
Atmosfere da mille e una notte e profusioni gitane si intersecano sullo sfondo di una scenografia che la sapienza dell'arte della Compagnia Atmo sa riproporre con pochi elementi, ma grazie a giochi di luci e ombre, fra un mercato arabo, il circo del carovaniere e un bosco ricco di magici accadimenti.
"Il nostro è un esperimento ispirato alla capacità attrattiva della danza del ventre ma che si spinge oltre arrivando al circo e ad altro ancora"sostiene Valter Corelli che domani sera vestirà i panni del carovaniere.
"La proposta all'Esperia è un'anteprima - continua Corelli - . Lo spettacolo è destinato a prendere corpo. Piano piano, infatti, potrà evolversi in una proposta da piazza: dove la pista sta al centro come al circo, la musica viene eseguita dal vivo da gruppi gitani, si amplificano i giochi di luci e l'utilizzo di maschere con effetti di forte suggestione."In questa prima fase "Sherazade circus" toccherà alcune città in Umbria e poi approderà in Emilia Romagna.
"Tra i progetti - ipotizza Corelli - c'è quello di inserirlo nella programmazione del nuovo teatro di San Sisto e del Festival del Mediterraneo che si tiene a Perugia in estate."L'ingresso al Teatro Esperia è gratuito.
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sabato 7 febbraio 2009
Incendiato il centro federale di Boxe a Santa Maria degli Angeli
Un ring distrutto, altro materiale sportivo andato in fumo, ma soprattutto i locali della "Coverciano della boxe" dichiarati inagibili a causa del fumo che ha annerito le pareti e che è stato definito dai vigili del fuoco "altamente cancerogeno": è questo il bilancio dell'incendio, molto probabilmente di origine dolosa, che è divampato nella notte tra giovedì e venerdì presso i locali della ex Montedison a Santa Maria degli Angeli dove si allenano gli atleti della la Federazione italiana di pugilato.
A chiamare le forze dell'ordine e i vigili del fuoco è stata la donna delle pulizie.
Arrivata al centro prima delle 7 ha avvertito un forte odore di bruciato: immediato l'intervento dei carabinieri del radiomobile di Assisi e di due squadre dei vigili del fuoco, che hanno lavorato oltre quattro ore non solo per le indagini di rito, ma anche per mettere in sicurezza l'edificio e verificare i danni strutturali.
Tutta da ricostruire la dinamica dei fatti: di certo c'è che subito dopo lo spettacolo "La magia del circo", andato in scena giovedì sera al Lyrick, l'allarme del teatro è suonato per un paio di volte intorno alle due.
I due fatti non sarebbero correlati, ma secondo il racconto di alcune persone dello staff del teatro è probabile che gli "incendiari" abbiano provato a rompere le vetrate del teatro, infrangibili, per poi assaltare i locali dove si allenano i pugili.
In effetti, i primi uomini arrivati sul posto hanno trovato molti vetri infranti, alcuni dei quali, quelli superiori, rotti anche grazie all'uso di una scala.
Proprio grazie al varco, secondo una prima ricostruzione, i malviventi sarebbero poi entrati nell'edificio, dove hanno appiccato l'incendio, pare senza usare acceleranti come benzina o alcool, e proprio grazie a questo l'incendio non ha avuto conseguenze peggiori.
Una prima stima dei danni parla di un ring completamente distrutto e qualche attrezzo danneggiato.
L'unico motivo per cui i locali in cui i pugili si allenano (tra loro i medagliati olimpici Clemente Russo e Roberto Cammarelle) è stato dichiarato inagibile è appunto il fumo che ha annerito le pareti e che è stato giudicato potenzialmente cancerogeno.
Tra i primi ad arrivare l'assessore allo Sport Daniele Martellini: "Proprio in questi giorni gli atleti si stavano preparando per i Giochi del Mediterraneo e i Mondiali di setembre a settembre a Milano".
Parole di condanna arrivano anche dal sindaco di Assisi, Claudio Ricci, che ha espresso "profondo sdegno e biasimo per questo atto vandalico" dicendosi "fiducioso nei risultati del lavoro degli inquirenti".
Le indagini, al momento, vertono soprattutto sulla pista dell'atto vandalico o sullo sgarro; niente comunque di "professionale"; smentite le voci secondo cui a causare l'incendio sarebbero stati i due protagonisti della scazzottata di giovedì sera alla stazione, a poca distanza dall'ex Montedison: i due marocchini sono stati identificati e il loro litigio è stato classificato alla voce "questioni personali": a meno che i due non sporgano querela, non ci saranno ulteriori strascichi giudiziari
A chiamare le forze dell'ordine e i vigili del fuoco è stata la donna delle pulizie.
Arrivata al centro prima delle 7 ha avvertito un forte odore di bruciato: immediato l'intervento dei carabinieri del radiomobile di Assisi e di due squadre dei vigili del fuoco, che hanno lavorato oltre quattro ore non solo per le indagini di rito, ma anche per mettere in sicurezza l'edificio e verificare i danni strutturali.
Tutta da ricostruire la dinamica dei fatti: di certo c'è che subito dopo lo spettacolo "La magia del circo", andato in scena giovedì sera al Lyrick, l'allarme del teatro è suonato per un paio di volte intorno alle due.
I due fatti non sarebbero correlati, ma secondo il racconto di alcune persone dello staff del teatro è probabile che gli "incendiari" abbiano provato a rompere le vetrate del teatro, infrangibili, per poi assaltare i locali dove si allenano i pugili.
In effetti, i primi uomini arrivati sul posto hanno trovato molti vetri infranti, alcuni dei quali, quelli superiori, rotti anche grazie all'uso di una scala.
Proprio grazie al varco, secondo una prima ricostruzione, i malviventi sarebbero poi entrati nell'edificio, dove hanno appiccato l'incendio, pare senza usare acceleranti come benzina o alcool, e proprio grazie a questo l'incendio non ha avuto conseguenze peggiori.
Una prima stima dei danni parla di un ring completamente distrutto e qualche attrezzo danneggiato.
L'unico motivo per cui i locali in cui i pugili si allenano (tra loro i medagliati olimpici Clemente Russo e Roberto Cammarelle) è stato dichiarato inagibile è appunto il fumo che ha annerito le pareti e che è stato giudicato potenzialmente cancerogeno.
Tra i primi ad arrivare l'assessore allo Sport Daniele Martellini: "Proprio in questi giorni gli atleti si stavano preparando per i Giochi del Mediterraneo e i Mondiali di setembre a settembre a Milano".
Parole di condanna arrivano anche dal sindaco di Assisi, Claudio Ricci, che ha espresso "profondo sdegno e biasimo per questo atto vandalico" dicendosi "fiducioso nei risultati del lavoro degli inquirenti".
Le indagini, al momento, vertono soprattutto sulla pista dell'atto vandalico o sullo sgarro; niente comunque di "professionale"; smentite le voci secondo cui a causare l'incendio sarebbero stati i due protagonisti della scazzottata di giovedì sera alla stazione, a poca distanza dall'ex Montedison: i due marocchini sono stati identificati e il loro litigio è stato classificato alla voce "questioni personali": a meno che i due non sporgano querela, non ci saranno ulteriori strascichi giudiziari
Flavia Pagliochini
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venerdì 6 febbraio 2009
Una palestra per cardiopatici a Spello
Una palestra su misura per cardiopatici e diabetici. Arriva in porto un interessante progetto promosso dall'Associazione cardiopatici Foligno Onlus, sodalizio molto attivo presieduto da Giuliano Piccioni.
La struttura, nata da un'idea del fondatore dell'associazione, il professor Ezio Barbetti prematuramente scomparso nel 2007, sorgerà a Spello in via Seminario Vecchio (vicino piazza della Repubblica.
Verrà gestita direttamente dalla Onlus con istruttori e fisioterapisti laureati che seguiranno nell'attività ogni utente.
Non solo, la palestra sarà a stretto contatto con la Asl 3: ciascun fruitore infatti prima di iniziare il lavoro in palestra passerà sotto il controllo dello staff medico dell'azienda sanitaria che successivamente monitorerà lo stato di salute dei soggetti.
L'iniziativa, dal rilevante valore sociale, si inquadra in un'ottica di supporto verso soggetti colpiti da patologie cardiache, ma anche di prevenzione verso i soggetti a rischio (in questo senso sarà avviata una collaborazione con i medici di base).
In particolare il lavoro in palestra sarà incentrato su percorsi specifici e di riabilitazione (di terza fase con carichi di lavoro e prove di sforzo individuali) e ginnastica di mantenimento.
Questi sono giorni intensi per i componenti dell'Associazione cardiopatici Foligno alle prese con gli ultimi dettagli prima dell'apertura.
L'inaugurazione della struttura infatti è in programma per il prossimo 21 febbraio, anche se l'inizio dei corsi e delle attività slitterà un po' più avanti per questioni logistiche.
Il sodalizio conta circa cinquecento soggetti disseminato per lo più a Foligno, ma anche a Trevi, Spello e alti comuni limitrofi.
É stata scelta la Splendidissima colonia julia come sede per questa nuova realtà in virtù della grande disponibilità e dell'attenzione che il Comune, col sindaco Sandro Vitali in testa, ha riservato a questa iniziativa trovando locali idonei in cui ospitarla.
Per la verità a lungo si sono portati avanti contatti anche col Comune di Foligno - che sarebbe stata una sede privilegiata visto che la maggior parte dei soci vivono nella città della Quintana - ma non si è riusciti a individuare spazi conformi alle necessità del caso.
Tuttavia non è escluso che in futuro, se il centro dovesse funzionare, si abbiano novità su questo fronte.
All'inaugurazione dovrebbero partecipare molte autorità sia regionali che locali e a breve il progetto verrà illustrato in un incontro pubblico.
Intanto domenica al centro sociale di Cà Rapillo si svolgerà la festa di tesseramento all'associazione.
Un momento conviviale e di scambio in cui sarà possibile raccogliere informazioni più dettagliate in proposito
La struttura, nata da un'idea del fondatore dell'associazione, il professor Ezio Barbetti prematuramente scomparso nel 2007, sorgerà a Spello in via Seminario Vecchio (vicino piazza della Repubblica.
Verrà gestita direttamente dalla Onlus con istruttori e fisioterapisti laureati che seguiranno nell'attività ogni utente.
Non solo, la palestra sarà a stretto contatto con la Asl 3: ciascun fruitore infatti prima di iniziare il lavoro in palestra passerà sotto il controllo dello staff medico dell'azienda sanitaria che successivamente monitorerà lo stato di salute dei soggetti.
L'iniziativa, dal rilevante valore sociale, si inquadra in un'ottica di supporto verso soggetti colpiti da patologie cardiache, ma anche di prevenzione verso i soggetti a rischio (in questo senso sarà avviata una collaborazione con i medici di base).
In particolare il lavoro in palestra sarà incentrato su percorsi specifici e di riabilitazione (di terza fase con carichi di lavoro e prove di sforzo individuali) e ginnastica di mantenimento.
Questi sono giorni intensi per i componenti dell'Associazione cardiopatici Foligno alle prese con gli ultimi dettagli prima dell'apertura.
L'inaugurazione della struttura infatti è in programma per il prossimo 21 febbraio, anche se l'inizio dei corsi e delle attività slitterà un po' più avanti per questioni logistiche.
"i locali infatti sono quasi pronti - dichiara il presidente Giuliano Piccioni - quella che sta per nascere è una struttura all'avanguardia.Le prime adesioni a quanto sembra già sarebbero in corso d'arrivo, visto anche che il bacino di utenza è piuttosto ampio.
Stando alle ricerche che abbiamo fatto dovrebbe essere la prima in Italia che si occuperà in maniera specifica di riabilitazione, mentre sul fronte della ginnastica di mantenimento esistono già strutture analoghe.
In queste ore stiamo inviando lettere ai nostri associati per informarli di questa opportunità."
Il sodalizio conta circa cinquecento soggetti disseminato per lo più a Foligno, ma anche a Trevi, Spello e alti comuni limitrofi.
É stata scelta la Splendidissima colonia julia come sede per questa nuova realtà in virtù della grande disponibilità e dell'attenzione che il Comune, col sindaco Sandro Vitali in testa, ha riservato a questa iniziativa trovando locali idonei in cui ospitarla.
Per la verità a lungo si sono portati avanti contatti anche col Comune di Foligno - che sarebbe stata una sede privilegiata visto che la maggior parte dei soci vivono nella città della Quintana - ma non si è riusciti a individuare spazi conformi alle necessità del caso.
Tuttavia non è escluso che in futuro, se il centro dovesse funzionare, si abbiano novità su questo fronte.
All'inaugurazione dovrebbero partecipare molte autorità sia regionali che locali e a breve il progetto verrà illustrato in un incontro pubblico.
Intanto domenica al centro sociale di Cà Rapillo si svolgerà la festa di tesseramento all'associazione.
Un momento conviviale e di scambio in cui sarà possibile raccogliere informazioni più dettagliate in proposito
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