Onoterapia: guarire a dorso d’asino


Asinelli per l'onoterapia, la cura per mezzo dell'animale "francescano" per eccellenza, l'umile e paziente somarello che in passato accompagnava i frati questuanti nelle campagne, nella terra del Santo patrono dell'ecologia e amico degli animali: diffusa in Francia, Stati Uniti e Svizzera, l'onoterapia viene tentata oggi anche ad Assisi (nei giorni scorsi ne ha parlato l'esperta Eleanna Rossi) grazie ad un allevamento di asinelli sorto nei recinti del complesso turistico "La Stalla".
L'onoterapia - ha spiegato Rossi - sfrutta la taglia ridotta dell'asino (ma anche la sua pazienza, la morbidezza al tatto, il suo avere un'andatura lenta e monotona) per entrare in comunicazione con il paziente attraverso il sistema asino-utente-operatore (anche addestratore dell'animale). I trattamenti - rivolti a persone sole, cardiopatici, ipertesi, bambini e anziani, malati psichiatrici, tossicodipendenti, audiolesi, non vedenti, sofferenti a vario titolo anamnestico di ansia e di stress - prevedono la conoscenza dell'animale tramite il tatto, valorizzando la mano come strumento di comunicazione e affetto, esercizi in serie e giochi che favoriscono linguaggio, responsabilità e concentrazione. I pazienti mostrano evidenti miglioramenti, anche se l'onoterapia non è riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale e viene usata come attività co-terapica di supporto alla medicina e alla psicologia tradizionale che hanno il compito di potenziarne gli esiti positivi svolgendo un lavoro parallelo agli altri interventi.
La cura vera e propria - ha concluso la Rossi - potrà essere integrata da progetti ludico - cognitivi e didattici ed estendersi a forme di turismo eco sociale quale a esempio il trekking a passo d'asino



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