venerdì 28 maggio 2010

Il bosco di San Francesco: iniziano i lavori del FAI

"Sono 35 anni che restauriamo beni, ma sappiamo che il bosco di San Francesco sarà un unicum nel nostro percorso."
Con queste parole la presidente del Fai, Ilaria Borletti Buitoni, ha introdotto ieri il restauro paesaggistico del bosco di Assisi, progetto principale aiutato dai finanziamenti del Fondo ambiente italiano. Oltre tre ettari di terreno costituiscono la zona del Terzo Paradiso, a poche centinaia di metri dal Convento, proprietario della prima parte. Il Fai ha predisposto un progetto ambizioso e importante, che vuole recuperare con "buon senso", ha detto il vicepresidente Marco Magnifico, una bellissima area naturale, valorizzandone anche il suo significato di luogo-simbolo. Sentieri recuperati, muretti rimessi a posto, gli ulivi potati:
"Non vedrete altro - ha continuato Magnifico - che un bel paesaggio italiano amato, curato."
A sottolineare l'eccezionalità del luogo ci penserà l'opera di land art dell'artista Michelangelo Pistoletto. Durante la presentazione del progetto, Pistoletto ha realizzato la prima parte, solcando il terreno di Terzo Paradiso con l'aratro condotto da buoi. A terra il simbolo che da anni contraddistingue l'opera del maestro: tre cerchi intersecati tra di loro.
"é un progetto di congiunzione - ha illustrato Pistoletto - dei due tondi, il primo rappresenta il mondo ancestrale, la natura. Il secondo 'paradiso' è invece quello che segue all'intervento dell'uomo, un mondo artificiale. Il terzo cerchio sta a significare la necessità di unirli."
In contemporanea viene portata avanti un'altra iniziativa, intitolata "Adotta un ulivo", devolvendo 1000 euro per ogni pianta. Gli ulivi, 160 in tutto, saranno piantati nel triplo anello. Nell'area verrà recuperata anche una torretta. Dopo la fine dei lavori, il Terzo Paradiso sarà aperto al pubblico gratuitamente

Nel nome del cuore 2010 ad Assisi il 4 giugno

La grande piazza della solidarietà che si illumina di stelle dello spettacolo e un senso di piacevole unione per uno scopo buono, per un'emergenza che riguarda bambini, uomini, donne che sono lontani da te ma che invece, quella sera, e almeno per una sera, senti vicine. É questa la formula che ha fatto di "Nel nome del cuore" un evento irrinuciabile della comunità francescana. Una comunità che per vocazione non ama il proscenio ma che in questo caso ha imparato ad affrontarlo con qualche comprensibile pudore e impaccio, ma con la determinazione di chi sa di compiere una missione per e in nome dell'altro. E che chiama tutti a dare un segno, un contributo alla causa comune.
Da parte nostra, come ormai impegno consolidato negli anni, il Corriere dell'Umbria sarà anche quest'anno al fianco degli organizzatori della manifestazione che se da un lato muove l'intera comunità francescana e conventuale di Assisi, dall'altra raccoglie la convinta adesione di tutte le componenti laiche dell'Umbria. L'appuntamento importante, da non mancare, è per venerdì 4 giugno, giorno in cui è prevista la diretta su Rai Uno. Del resto anche per questo è diventato un avvenimento sentito ben oltre i confini regionali e che coinvolge milioni di persone. Nel caso specifico della diretta tv, lo scorso anno, la produzione televisiva di Alessando Casali condotta da Carlo Conti fu la trasmissione più seguita della serata con il 21,27% di share, ovvero 4 milioni e mezzo di persone. Soprattutto, in poco più di un'ora di diretta, furono raccolti 600mila euro per i progetti in Kenya e Zimbabwe promossi dal Sacro convento. Questa volta la notte della solidarietà è rivolta a due realtà quali quelle di Haiti e della Colombia a cui verranno devolute le offerte che potranno arrivare fino al 7 giugno. E a questo proposito vi diciamo subito che dal 1 giugno si potrà cominciare a donare inviando un sms al numero 45505. Da qui alla data della diretta tv il Corriere ospiterà ogni giorno un intervento, una riflesisone, destinati a coinvogere tutti noi in questo gesto di solidarietà. Oggi è la volta del Custode del Sacro Convento, padre Giuseppe Piemotese. Nei prossimi giorni toccherà agli altri protagonisti dell'evento. Che sono tanti: Malika Ayane, Irene Fornaciari, Matteo Macchioni, i Nomadi, Massimo Ranieri, Francesco Renga e Renato Zero. Saranno loro, come amano dire i frati francescani, a
" prestare la loro voce a chi non ce l'ha."
I bambini di Haiti e delle Colombia, in questo caso. E il fatto che "Nel nome del cuore" torni anche quest'anno, è il segno che si tratta di voci che per fortuna vengono ascoltate

mercoledì 26 maggio 2010

Perugia-Assisi candidatura comune a Capitale della cultura 2019

Alle 12,14 l'effetto speciale inatteso e benaugurante. I reattori di un aereo Ryanair si accendono a pieni giri. Battezzano l'inizio della conferenza stampa che sancisce il patto di santa alleanza tra Perugia e Assisi che si fanno avanti come un'unica capitale della cultura da proporre all'Europa per il 2019. E detto con misurata soddisfazione e senza falsa modestia, è stato un bel momento anche per il Corriere dell'Umbria che questo progetto ha lanciato mesi fa dalle sue colonne innescando un dibattito che si è rivelato ampio, sentito e soprattutto, visti i risultati, concreto. Va detto che di strada ce n'è comunque da fare tanta. E sarà tutt'altro che in discesa.
La concorrenza è agguerrita: già si sono fatte avanti Venezia, Ravenna, Siena e Matera. Peraltro, come preannunciato dal sindaco di Assisi Claudio Ricci, da qui al 2013, che è presumibilmente la scadenza entro la quale ci si potrà candidare, le pretendenti sono destinate ad aumentare. E di molto. Inoltre alcune di queste hanno messo in campo agenzie di studi esterne agli enti pubblici che, a suon di bei soldoni, si sono messe a lavorare dalla mattina alla sera sul progetto. Diversa la strada scelta da Assisi, da Perugia e avallata dalla Provincia (era presente in conferenza stampa l'assessore Donatella Porzi) che farà la sua parte, come potete leggere nell'articolo a lato. In sostanza si andrà a costituire un comitato allargato, sperando che anche gli altri comuni del territorio si mettano "in rete". Questo dovrà confrontarsi sui contenuti del bando di ammissione Ue e trovare le idee giuste per far risultare vincente la proposta. Il tutto sarà poi discusso e votato, nello specifico, dai due consigli comunali di Assisi e Perugia congiuntamente. Facile a dirsi ma a farsi? e il diverso colore politico c'entra poco. O meno di quanto si possa pensare. É anche vero che, come ha spiegato il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, si deve competere per vincere, ma resterà, comunque vada, il percorso virtuoso che avrà portato a raffrontarsi su temi non più rinviabili che vanno oltre i confini del singolo municipio e degli interessi localistici. Internazionalizzazione e globalizzazione impongono scelte coraggiose e lungimiranti. Perlomeno nuove.
E l'alleanza tra Perugia e Assisi in atto sugli spazi dedicati alla cultura (vedi teatro Lyrick), ha del resto dimostrato che si può fare. Venendo ai termini della proposta che vede l'aeroporto di Sant'Edgidio anello di congiunzione ideale, oltre che logistico, tra le due città umbre, questa dovrà partire dal presupposto che non basta essere città d'arte, di festival o di tesori monumentali e di quant'altro può risultare di interesse culturale. Infatti il bando premia chi sa investire per la cultura.
In sostanza Genova ha sapientemente riadattato porto e spazi dismessi creando centri di aggregazione e di proposta culturale. Lo stesso hanno fatto Glasgow e chi è stato incoronato negli anni passati dalla commissione giudicante. Insomma: ti danno i soldi per fare; se già hai tutto e non hai idee giuste, i soldi passano di mano. Dunque, si tratta di individuare cosa va valorizzato, come e perché. Ai nostri lettori non sarà sfuggita la posizione del comitato nato a Terni (a proposito, che farà ora?).
Questi sottolineava come i margini progettuali sul territorio ternano fossero molto più coerenti al bando comunitario rispetto a quelli di città come Perugia e Assisi. Tant'è. Il guanto della sfida è lanciato. Lo ha raccolto anche il presidente della Sase: Mario Fagotti ha rassicurato sullo stato dei lavori del cantiere aperto all'aeroporto e, anzi, ha invitato i due sindaci a investire a loro volta e in varie forme sullo scalo. Da subito, intanto, ci sarà da trovare il marchio con il quale sintentizzare la candidatura. Il concorso di idee, come ha spiegato l'assessore alla cultura di Perugia Andrea Cernicchi, è aperto a tutti: studi grafici, professionisti, studenti. In palio ci sono 10mila euro. Il bando di partecipazione potrà essere consultato sui siti web dei due Comuni che poi saranno chiamati a giudicare i lavori. L'asse Perugia-Assisi, un tempo "percorso" da cavalieri fieramente in battaglia gli uni contro gli altri armati, si pacifica sulla base di peculiarità che vedono il capoluogo di regione vantare una tradizione universitaria centenaria, uno spiccato cosmopolitismo grazie alla Stranieri e un enorme patrimonio storico-artistico. Dall'altra la città di Francesco, nota nel mondo ben più di Perugia, è simbolo di spiritualismo, di pace, di dialogo interculturale e religioso. Sull'alchimia di questi elementi e sulla "auspicata", ma a nostro avviso complicata, convergenza nel progetto anche dell'intero territorio regionale, si gioca la partita che vale risorse ingenti e un rilevante indotto economico e turistico. I due sindaci sono fiduciosi. Parlano di contatti a livello nazionale e internazionale già avviati. Il loro progetto finirà prima al ministero dei Beni culturali e poi a quello degli Affari esteri. Infine, una commissione composta da sei membri italiani e sette indicati dalla commissione Ue, individuerà la capitale europea 2019 entro il 2013. Ci sono due anni a disposizione per creare un progetto convincente. La conferenza stampa è quindi terminata con un brindisi a suggellare una candidatura comune senza dubbio originale e coraggiosa. Tra un sorso e l'altro tutti, però, sapevano e sanno che questo di per sé non basterà

venerdì 21 maggio 2010

Abbazia di San Pietro ad Assisi

Usciti dalla Basilica Inferiore ci si trova nella bellissima piazza di San Francesco (da poco restaurata e risistemata), in fondo alla quale si trova via Frate Elia. Percorrendo questa strada arriveremo davanti alla bellissima Abbazia di San Pietro. La costruzione primitiva risale con ogni probabilità al sec.XI o XII e si deve ad un insediamento benedettino. La caratteristica peculiare dell'abbazia è proprio quella di non appartenere all'Ordine Francescano, in quanto, per un editto della fine del 1200, ad Assisi non si possono più costruire o lasciare terreni ad Ordini diversi da quello dei Francescani.
L'attuale conformazione della chiesa risale al 1253 come testimonia l'iscrizione che corre lunga la facciata. L'abbazia si presenta con una splendida facciata rettangolare (ultimata nel 1268) vivacizzata da tre ariosi rosoni e da due filari di archetti pensili che adornano anche la zona absidale. In basso si notano tre portali, di cui quello centrale è particolarmente sobrio ed elegante.
L'interno, restaurato più volte, ha tre navate e il presbiterio sopraelevato, ai lati del quale si trovano alcune tombe medievali. Di notevole interesse è anche la cupola di stile arabo-normanno costruita con giri di pietra, a forma d'imbuto. Resti di affreschi trecenteschi, di scuola senese, si trovano nella Cappella del Sacramento. In fondo all'ampio piazzale antistante alla chiesa, si può ammirare la Porta di San Pietro, una delle più belle porte di Assisi, sicuramente la meglio conservata fatta costruire dal Cardinale Albornoz.

Santuario di Santa Maria di Rivotorto


Il santuario di Santa Maria di Rivotorto fu eretto nel 1854 ad imitazione gotica, la tradizione vuole che in questo luogo San Francesco abbia redatto la prima stesura della Regola. É situato presso l'omonimo abitato, pochi chilometri a sud del paese di S. Maria degli Angeli.
Vi si custodisce il "Tugurio" di S. Francesco, in ricordo della prima comunità francescana, formato da tre piccoli vani, di cui il centrale è adibito a cappella.
La permanenza in questo luogo (1209-1211) di Francesco e dei suoi primi compagni di fede (tra i quali Bernardo da Quintavalle e Pietro di Cattaneo), segna una tappa fondamentale nella vita del Santo. Infatti, Francesco detta qui la Prima Regola, approvata oralmente da Innocenzo Iii, e chiama Minori i suoi discepoli. Formata così la prima comunità francescana, Francesco inizia i suoi frati alla pratica della mortificazione interiore ed esteriore, esortandoli a seguire una vita dedita alla preghiera, al raccoglimento e al lavoro manuale.
All'interno possiamo vedere dodici tele del Seicento, dipinte dall'orvietano Cesare Sermei, detto anche Cesare d'Assisi, che raffigurano alcuni episodi della vita di San Francesco durante il periodo trascorso a Rivotorto.

mercoledì 19 maggio 2010

Il Calendimaggio diventa un caso politico

Il j'accuse della Nobilissima Parte de Sopra nei confronti dell'assessore al Calendimaggio Leonardo Paoletti - che avrebbe dichiarato che, dopo gli eventi dell'edizione 2010,
"avrebbe fatto gli interessi della sua parte"
, ossia la Magnifica Parte de Sotto - diventa un caso politico e anche elettorale, visto che il malcontento dei 'mammoni' potrebbe pesare sulle comunali dell'anno prossimo. Di fatto, nella massima assise di lunedì sera Luigi Marini del Pd e Stefano Pastorelli della Lega Nord hanno provato a parlare della lettera spedita a sindaco, assessori e consiglieri nella quale i De Sopra si dicono non rappresentati da Paoletti, chiedendo la revoca della sua delega al Calendimaggio, ma non essendo la missiva all'ordine del giorno il presidente Lucio Cannelli ha chiesto di rispettare la scaletta, con Pastorelli che ha abbandonato l'aula per protesta. È stato proprio nel corso della seduta che un'ampia e trasversale maggioranza dei consiglieri (oltre a Marini e Pastorelli anche Claudio Passeri, Franco Matarangolo, Lanfranco Lollini, Edo Romoli, Patrizia Buini, Francesco Mignani, Claudia Maria Travicelli, Antonio Lunghi e Gabriele Rio) ha presentato una mozione urgente (da discutere nel prossimo consiglio) per chiedere al sindaco, dopo aver fatto un'analisi degli eventi accaduti l'8 maggio, di
"prendere tutte le iniziative necessarie a ridare serenità alle Parti, provvedendo ad individuare un assessore o un consigliere comunale delegato al Calendimaggio meno coinvolto in passato in ruoli di responsabilità in una delle parti."
Sempre lunedì, i "mammoni" hanno incontrato il sindaco Claudio Ricci all'interno della sala della conciliazione, ribadendo le richieste fatte nella missiva e la sospensione delle squalifiche di Priore e Gran Cancellario (che hanno di fatto cancellato le rappresentanze della Nobilissima all'interno dell'Ente Calendimaggio): domande cui il sindaco non ha dato risposte immediate, rimandando il tutto agli stati generali del Calendimaggio previsti per l'8 giugno, quando si discuterà di tutte le problematiche della festa, anche se non è chiaro se Sopra potrà o no partecipare

lunedì 10 maggio 2010

Calendimaggio 2010: la Parte de Sotto esulta tra le polemiche

Per il terzo anno consecutivo la torre ed il gonfalone della Magnifica Parte de Sotto invadono Piazza del Comune, che poco dopo le 4 di mattina si colora di rosso, lo stesso colore del fazzoletto estratto dal Maestro de Campo Franco Federico Caldari che segna la fine del Calendimaggio 2010 e l'inizio della festa per la Parte vincente. Quella dei de Sotto (2-1, frutto dei punti ottenuti per cori e cortei del sabato, lasciando alla Nobilissima Parte de Sopra solo le scene di parte) è una vittoria perfetta, con Madonna Primavera (Monna Valentina Migneco) ottenuta dopo 10 anni di strapotere dei blu, cui si unisce la soddisfazione di aver portato a casa il Palio per tre anni consecutivi, evento mai successo prima in oltre 50 anni di storia della più importante festa laica assisana. Una vittoria rovinata però dalle polemiche che hanno monopolizzato il pomeriggio del sabato, colpa del bando di sfida de Sopra (di cui pare che non tutti i "mammoni" fossero a conoscenza), particolarmente pesante nei contenuti e nelle insinuazioni e con nomi e cognomi che, seppur occultati, erano facilmente comprensibili agli assisani presenti in piazza: tra questi, quelli di Delfo Berretti e Massimiliano Della Vedova, priore e gran cancellario de Sotto che hanno abbandonato la tribuna in segno di protesta all'ennesimo attacco rivolto ai loro partaioli. Attacchi e polemiche che potrebbero avere strascichi giudiziari se - come da molti dichiarato a caldo - gli offesi dovessero sporgere querela. Sabato, previa comunicazione che
"siamo abituati a rispondere alla sfida e ci rifiutiamo di replicare a questi insulti"
, Berretti ha scelto di far continuare "La Tenzone", non rinunciando però a presentare ricorso, segnalando le frasi controverse del bando di sfida e chiedendo la squalifica per i de Sopra. Il "caminetto" dei saggi è durato ore (di qui il verdetto arrivato più tardi del solito), ed a salvare i blu sarebbero stati due fattori, il primo che non tutti i partaioli sapevano del bando cambiato (in diversi, tra il pubblico e non solo, se ne sono andati non appena viste le "brutte"), ma anche e soprattutto il fatto che un paio dei punti ritenuti controversi sarebbero stati approvati dal presidente magistrato dell'Ente Calendimaggio, che da anni legge in "anteprima" i bandi proprio per evitare querelle del genere.
"La Nobilissima - dice però Salvatore Ascani - non ha rispettato le censure che io avevo apposto, e nel corso della lettura del bando ho anche sentito delle aggiunte che non avevo mai letto."
Evitata la squalifica, i saggi hanno però comminato il massimo della pena possibile, e la Nobilissima, oltre ad una multa di 5.000 euro e la "deplorazione" di chi ha materialmente letto il bando, ossia Stefano Venarucci e Alessandro Rufinelli, dovrà adesso fare i conti con le squalifiche del Priore Aleardo Pelacchi e del Gran Cancellario Andrea Pennaforti, che per due anni sono "banditi" dalla vita dell'Ente e delle singole Parti.
"Sono molto amareggiato per quello che è successo - è il commento di Pelacchi - soprattutto perché non si può cambiare. Non ho intenzione di aggiungere altro sulla vicenda, fa fede la decisione dei saggi"

venerdì 7 maggio 2010

Calendimaggio 2010: oggi l'elezione di Madonna Primavera e la rievocazione di Parte de Sotto

Dopo una mattinata con cielo plumbeo e pioggia a catinelle, un timido raggio di sole ha fatto capolino, intorno alle 4 del pomeriggio, per salutare la prima giornata del Calendimaggio, un inno di gioia al ritorno della primavera (quest'anno latitante) ancora prima che sfida tra due opposte fazioni.
Dopo che ieri le due Parti hanno dato al pubblico ed ai giurati (Massimo Oldoni per il settore storico, Luigi Perelli per quello dello spettacolo e Michele Lo Russo per quello musicale) un assaggio delle loro capacità scenografiche (splendidi i costumi), oggi è il giorno dell'elezione di Madonna Primavera, la fanciulla regina della festa. Per Parte de Sopra ci sono Monna Adele Bartolucci, Monna Martina Sannipola, Monna Martina Bucataio, Monna Roxana Brunori e Monna Anna Laura Matarangolo, mentre Parte de Sotto schiera Monna Sara Falcinelli, Monna Sara Leila, Monna Beatrice Bambinelli, Monna Federica Zucchi e Monna Valentina Migneco. Dopo i cortei (a loro volta preceduti dagli Sbandieratori di Assisi, esibitisi con i loro numeri migliori) e prima della lettura dei "bandini" (quello de Sotto è stato preceduto da un saluto del priore Delfo Berretti a Graziangelo Cova e Alberto Passeri, recentemente mancati) si è svolta la cerimonia della consegna delle chiavi (materialmente detenute dall'assessore al Calendimaggio Leonardo Paoletti) da parte del sindaco Claudio Ricci, presidente onorario dell'Ente Calendimaggio, abbigliato in abiti medievali, al Maestro di Campo Federico Caldari. Ieri sera Parte de Sopra ("capitanata" dal Priore Aleardo Pelacchi) ha messo in scena la rievocazione di scene di vita medievali, parte delle quali quest'anno aperte anche al pubblico, mentre questa sera sarà Parte de Sotto a rievocare i tempi che furono.
Mercoledì mattina, invece, sono stati consegnati i premi Carlo Lampone, premio artistico-letterario dedicato dall'Ente Calendimaggio, alle scuole del territorio e intitolato ad un insegnante ed artista assisano che pur colpito da una grave malattia lavorò fino all'ultimo per la festa. Questi i vincitori: Duccio Balani, Agnese Paparelli, Alessio Anderlini, Cecilia Fronza, la sezione d della Rinascita, V a e V b della scuola Sant'Antonio, Maria Chiara Anselmo, Elena Ercolanetti, Martina Bucataio, Letizia Finauro, Gaia Fiordispini, Martina Landrini; menzione d'onore per Sofia Sorbelli, Davide Piampiano, Augusta Carnevali, Alessia Gubbiotti, Emmanuele Giannini, Shani De Pieri, Jasmine Regis, Anna Scatolini

giovedì 6 maggio 2010

La Festa della Regola 2010 al Santuario di Rivotorto

Si aprono oggi a Rivotorto d'Assisi le celebrazioni per la sessantacinquesima edizione della festa della Regola, festa patronale prevista fino al nove maggio: un momento di festa per tutto il paese, che vuole così ricordare gli inizi del "percorso spirituale" di Francesco, avvenuti proprio a Rivotorto con l'accoglienza del primo gruppo della comunità, il servizio ai lebbrosi, la stesura della Prima Regola o "forma di vita" che venne presentata al pontefice Innocenzo III.
Si parte questa sera alle 20.30 con l'inaugurazione della mostra di beneficenza promossa dalla Caritas parrocchiale, seguita dall'accoglienza della regola di San Francesco nel piazzale Cavallucci, con l'avvio della processione preceduta da padre Giuseppe Piemontese, che celebrerà anche la Parola, si chiude alle 22 con "rinfresco" nel chiostro del convento.
Domani, alle 18 preghiera del rosario seguito da una messa con omelia presieduta da padre Guglielmo Spirito, mentre alle 20.45 nei locali della Pro loco, intrattenimento con la banda musicale di Rivotorto e Nubiri.
Sabato 8 maggio alle 18, rosario e messa presieduta da padre Gianmarco Arrigoni, alle 20.45 alla Pro loco serata danzante con il gruppo musicale Marcello Santucci Band con maritozzi e bevande per tutti. Il giorno della festa vero e proprio è però domenica 9, con tre messe di mattina (tra cui quella solenne delle 11 presieduta da Padre Giovanni Raia) e la concelebrazione delle 17 presieduta dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino con i parroci del vicariato di Santa Maria degli Angeli.
Alle ore 18.15, processione - con scene francescane e animate dai ragazzi del catechismo - che si snoderà per via Sacro tugurio, farmacia, via Fontanella, via S.Maria della Spina, via Sacro tugurio e chiesa; prevista la partecipazione del sindaco di Assisi Claudio Ricci, della banda di Rivotorto, e delle confraternite di Viole, Capodacqua e Rivotorto. Alle 20, invece, animazione del gruppo folkloristico S.Giovanni profiamma ed intrattenimento gastronomico a sorpresa, con i dolci che - come da tradizione - saranno offerti dalle famiglie di Rivotorto. La cerimonia è coordinata dai priori Mario Aldofri, Francesco Azzarelli, Massimiliano Bazzoffia, Maria Rita Busti, Pietro Checconi, Graziella Cannelli, Mario Draoli, Maria Galli, Angelo Gubbiotti, Daniele Mazzoli, Antonio Morani, Angelo Stopponi, Luca Tanci, Piero Tinivelli, Graziano Tosti, Gaspare Venarucci, Gianni Venturi

sabato 1 maggio 2010

La nuova Villa Fidelia

La nuova Villa Fidelia torna all'antico, a quelle atmosfere romantiche del settecento e ottocento che videro tra l'altro come inquilino l'architetto folignate Giuseppe Piermarini che in parte l'ampliò. Torna all'antico a cominciare dalle carrozze a cavallo, elemento classico di un periodo più rilassato, così lontano dai tubi di scappamento e dai motorini da nevrosi. Ma torna anche ad un genere di tempo libero usato con eleganza ed educazione, rilassato, aggregante, conviviale quando la domenica ci si ritrovava nei parchi pubblici per ascoltare musica, passeggiare per i viali ombrosi e profumati, assistere ad uno spettacolino, incontrare gli amici e conversare. Questo il progetto che il presidente della Provincia Vinicio Guasticchi, supportato dall'assessore Donatella Porzi, ha in mente di fare per rilanciare la bellissima struttura di proprietà provinciale, a suo avviso, sino ad ora platealmente sottoutilizzata. Villa Fidelia (ora Villa Costanzi) risale al settecento quando la famiglia Urbani, proprietaria terriera, decise di realizzarvi dei terrazzamenti per coltivare vigneti e ulivi. E venne costruita sulle fondamenta di un santuario romano che comprendeva anche un teatro, un anfiteatro e le terme. La casa padronale, con giardino all'italiana, nei secoli è stata più volteriveduta e corretta. Il parco è ricco di alberi centenari, di esedra e di fontane. Possiede anche una chiesa, una limonaia, un galoppatoio, un piccolo teatro, un ninfeo, un lecceto, un uliveto ed un boschetto. Di proprietà della Provincia di Perugia è sede della collezione Straka Coppa, vi si allestiscono, ma a singhiozzo, mostre importanti come Terra di Maestri, grandi concerti, spettacoli, manifestazioni. Attualmente, con una convenzione decennale, è gestita dal Consorzio Abn.
"é una convenzione che abbiamo trovato e della quale non siamo del tutto soddisfatti"
spiega Guasticchi.
"L'abbiamo ripresa in mano ed abbiamo chiesto il rispetto delle regole e comunque di ridefinire il termini dell'accordo. Quando ci siamo insediati, in generale, abbiamo trovato le nostre strutture date in gestione a costi assurdi, non ho mai visto un proprietario di immobili pagare i suoi affittuari a cifre così iperboliche. Comunque il nostro intendimento è di far 'rivivere' la Villa per tutto l'anno, farla diventare, sul modello inglese e nordeuropeo, un parco frequentato dalla mattina alla sera. E per far questo siamo partiti proprio dalla strada di accesso. La vecchia Flaminia, nel tratto di circa un chilometro che va da Spello alla Villa, in accordo con il comune spellano diventerà strada pedonale da percorrere solo a piedi o in bicicletta ma anche con le carrozze a cavallo che verranno messe a disposizione dei cittadini. Strada e villa saranno controllate dalla polizia provinciale, ovviamente a cavallo."
Una volta arrivati alla villa, soprattutto nelle domeniche d'estate, l'atmosfera diventerà magica. Sistemate in un gazebo ci penseranno le bande umbre a rendere effervescente la permanenza di chi si vorrà godere con la famiglia un pomeriggio di relax: con il teatrino dei burattini, la giocoleria, piccoli spettacoli teatrali, mostre da visitare, bar e ristorante, bookshop. Un piccolo mondo antico immerso nel verde, un meraviglioso parco pubblico ben curato dai giardinieri della Provincia, dove passeggiare, giocare e meditare a piacimento.
"Abbiamo rimesso a posto il galoppatoio e lì andranno le carrozze. Al posto della casa del guardiano ci verrà un ristorante e un caffè. Nel frattempo, solo per questa stagione, allestiremo un punto di ristoro con tavolini all'aperto. Nell'ex portineria verrà sistemato un bookshop con in vendita i libri della Provincia. La chiesetta sarà riaperta, ma più che matrimoni pensiamo di organizzare a Villa Fidelia convegni e fiere. C'è già in programma un convegno di dentisti, la Fiera della Caccia con promozione gastronomica dei prodotti legati alla cacciagione, una mostra fotografica sulla storia della Provincia e sui grandi avvenimenti organizzati in Villa ed una mostra su Bruschi che anticiperà quella prevista nel Palazzo della Provincia per il centenario. L'ultimo piano dell'edificio diventerà sede del Centro Studi sulla Pubblica amministrazione. E ovviamente in giardino si proseguirà con i grandi concerti estivi organizzati dalla Musical Box di Sergio Piazzoli"