Inizio e fine di ogni itinerario francescano, luogo fra tutti più amato dal Santo di Assisi, S.Maria degli Angeli leva la maestosa cupola verso i cieli dell'Umbria, nel cuore della pianura assisiate.
Il grande edificio barocco, ampiamente ricostruito dopo il sisma del 1832, sorge là dove un tempo voci angeliche venivano udite nel silenzio di un piccolo bosco.
Una rustica cappellina, la Porziuncola, fu eretta dai Benedettini nel folto della selva e proprio qui, nel 1209, Frate Francesco scelse di vivere e di morire.
Il vetusto oratorio, dalle pareti in pietra annerite dal fumo delle lampade, divenne rifugio caro al Santo e ai suoi compagni, che, raccolti in preghiera all'ombra delle querce, più limpido sentivano il richiamo degli spiriti celesti.

Fu Papa Pio V a decidere la costruzione della Basilica, che dal 1569 cominciò a prendere forma racchiudendo la Porziuncola e la Cappella del Transito, nella quale S.Francesco chiuse gli occhi per l'ultima volta.
L'imponente complesso si estese aincludere la grotta abitata dal Frate e il Roseto dove, si narra, egli si distese affinché le spine lo distogliessero dalle tentazioni.
Da allora, nel giardino le rose crebbero senza spine.

Il nostro percorso prosegue alla volta di S.Damiano, antico convento di impronta duecentesca, in roseo filaretto, con le basse arcate del portico sotto le tettoie spioventi, il piccolo chiostro fiorito e il giardinetto pensile di S.Chiara, proteso sulla verdeggiante pianura.
Qui S.Chiara iniziò il suo cammino di fede (1212) e, affacciandosi da un'apertura ancora visibile sulla facciata, scacciò i Saraceni mostrando loro l'ostensorio.
Ella accolse più volte S.Francesco e lo assistette quando il dolore delle stimmate lo costrinse all'immobilità.
Fu allora che egli compose, nella quiete di questo convento, il Cantico delle Creature.

Concludiamo la giornata nel paese di Cannara, il cui nome deriva dalle canne che fitte crescevano in passato nei suoli acquitrinosi presso le rive del Topino.
Un torrione cilindrico, unico avanzo delle mura medievali, fa ombra alle chiese del borgo.
Tra queste spiccano la romanica Chiesa di S.Biagio e la Chiesa della Buona Morte, che vide la nascita dell'Ordine Minorita.
Trecce di cipolle rosse abbondano nei negozi di generi alimentari.
La cipolla di Cannara è, infatti, prodotto tipico di queste terre, usato a crudo nelle insalate, ma ottimo anche per zuppe e antipasti caserecci.
Tradizionale è la cipollata, un saporito piatto a base di uova, cipolle e pomodoro, servito all'inizio dei pasti.
Per chi ama l'archeologia, il Municipio espone una raccolta di reperti romani del vicino sito di Urvinum Hortense.



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