Accanto a Giotto, Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti ed altri maestri, considerati minori solo di fronte a cotanta grandezza dell'Arte, tra i quali gli assisiati Luccio Capanna e Dono Doni, figura oggi anche l'opera di Francesca Capitini, giovane artista assisiate, autrice di un affresco recentemente collocato nella Cappella delle Reliquie, Basilica Inferiore di San Francesco.
Dopo i lavori di restauro conseguenti al sisma - che nel 1997 causò non solo la morte di quattro persone (oggi ricordate con un'iscrizione nel pavimento della Basilica) ma anche ingenti danni alla Basilica di San Francesco, tra i quali il crollo della volta, del timpano e del transetto della Basilica Superiore e la frantumazione di 130 metri quadrati di affreschi medievali - la comunità dei Frati Minori conventuali ha voluto celebrare il particolare momento aggiungendo all'immenso patrimonio artistico un affresco da collocare nella Cappella delle Reliquie, un luogo risparmiato dal terremoto e denso di spiritualità.
L'opera, realizzata con la tecnica dell'affresco, è di grandi dimensioni, è di grandi dimensioni (3.5 metri di altezza per 7 metri di lunghezza) ed è stata collocata con l'ausilio di uno specifico supporto nelle lunette sovrastanti l'ingresso.
Nella composizione è rappresentata una circostanza poco conosciuta della vita del Santo, quella della sua nascita, avvenuta tra il dicembre 1181 ed il settembre 1182, oggetto di narrazioni diverse tra loro cui l'artista ha voluto dare la sua personale interpretazione iconografica collocandola in una ambientazione suggestiva e serena. Accanto alla raffigurazione principale due splendide allegorie tra le quali spicca San Giovanni Battista, a sottolineare la vocazione profetica che accomuna Giovanni, precursore del Cristo, a Francesco. Se già realizzare un affresco nella Basilica di San Francesco, dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità e dove sono custodite le reliquie del Santo, è per un pittore contemporaneo un'affermazione di grande importanza, ancora più grande è il significato (qualcosa che va ben oltre le eloquenti capacità espressive e compositive dell'artista) se a farlo è una giovane pittrice assisana, appunto Francesca Capitini, artista che si schermisce se la chiamano Maestro.
"La sua capacità nel cogliere la memoria del passato e di trasporla in un arte che comunica trascendenza e universalità del sentimento cristiano la sua sensibilità neoromantica che si intreccia ad una interpretazione dinamica dell'anima dei suoi personaggi - dicono di lei - hanno conquistato l'attentissima commissione, facendola preferire a molti altri artisti. Francesca (forse un nome non scelto per caso) è nata ad Assisi ed ha proprio tratti francescani, sobri e gentili. É una bella ragazza che non ostenta niente, neppure l'orgoglio per la sua opera. Ma nel suo percorso artistico e di vita qualcosa è cambiato: Francesca Capitini, in punta di piedi, è forse entrata nella storia dell'arte"




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