"Il Processo forse è la sensazione strisciante d'essere colpevoli, il terrore d'avere comunque una 'macchia’, qualunque, nascosta, segreta: la paura di non essere innocenti. Il Tribunale allora è senza pietà, perché è inconoscibile, si nasconde in un luogo sotterraneo, tra la coscienza e l'inconscio."Lo legge così "Il processo" di Franz Kafka il regista Ciro Masella che lo porta in scena domani sera alle 21 al teatro Excelsior di Passaggio di Bettona. La proposta della compagnia Uthopia per il festival "Tra cielo e terra" - nella sua prima edizione "winter" - nasce con adattamento e drammaturgia firmate da Francesco Niccolini, l'autore di "Itc Galilei", "Vajont" e di altri fortunati spettacoli di Marco Paolini; sul palcoscenico c'è un gruppo di giovani attori (Gabriele Giaffreda, Eugenio Nocciolini, Simone Martini, lo stesso Masella, Elena Miranda, Giacomo Rosa, Tazio Torrini); scena e costumi sono firmate da Eva Sgro'e le musiche ipnotiche sono di Angelo Benedetti.
"É uno spettacolo - dice Masella - serrato, sarcastico, in bilico fra sogno e realtà che rende Kafka più contemporaneo che mai."Masella, direttore artistico del Festival, è già da tempo che gira intorno alla figura dell'autore praghese e nel suo precedente lavoro teatrale, "La fine di Shavuoth", ha messo in scena un incontro notturno fra Franz Kafka e Itzhak Lowy, destinati a diventare il primo uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi l'altro uno dei più importanti attori del teatro yiddish. L'incontro, realmente avvenuto in un caffè-teatro di Praga, diventava lo spunto per raccontare sotto una singolare angolazione due storie destinate a intrecciarsi. Adesso però Masella entra dentro l'opera di Kafka attraverso uno dei suoi capolavori per continuare il percorso attorno
"a una delle figure più enigmatiche e rivelatrici della letteratura - conclude il regista - che ha saputo immaginare a prevedere scenari contemporanei e raccontare come pochi l'enigmaticità del nostro vivere quotidiano."
Con la lente del nostro tempo "Il Processo" può essere anche solo il sogno di un uomo ridicolo. Quindi un sogno da ridere secondo Niccolini e Masella.
Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria Lunedì 19 Dicembre 2011



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