Nel nome del cuore è un'oasi di pace e di riflessione su temi importanti . Non poteva che avere luogo ad Assisi, la piccola città che Francesco ha trasformato nella capitale della fraternità e della solidarietà. Questa sera, dalla piazza inferiore della Basilica (diretta su Raiuno alle 21) torna per la nona volta l'evento che sa mescolare in giuste dosi musica e spiritualità, solidarietà e spettacolo. Le voci di Renato Zero (che torna per la terza volta consecutiva), Roberto Vecchioni, Raf, Nek, Noemi, Naire, Il Volo. E un coro di ottanta bambini del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino. Tutto, presentato per la quinta volta da Carlo Conti, con il solo scopo di raccogliere fondi per tre progetti umanitari:

"La costruzione di un nuovo padiglione dell'ospedale di Mutoyi in Burundi- racconta padre Giuseppe Piemontese, custode del Sacro Convento di Assisi -, che ha un'utenza di oltre 200.000 persone. Poi due progetti in Sri Lanka, dilaniato da una guerra civile durata trent'anni e devastato dallo tsunami. Il primo riguardala costruzione di 40 case per le vittime del maremoto e il supporto economico e psicologico alle vedove di guerra. Il secondo progetto invece realizzerà la casa di accoglienza giovanile "San Francesco"".

Sarà ospite della serata il vescovo cingalese Valence Mendis, che porterà la testimonianza delle difficoltà vissute dalla sua terra. Per contribuire con due euro basta mandare un sms fino al 22 giugno allo 45501.

"Nel nome del cuore è una manifestazione nata in sordina - racconta padre Piemontese -, ma in questi anni è cresciuta in tutti i sensi: lo capiamo dalle parole della gente, dalle telefonate, dalle lettere che riceviamo. La risposta in termini di generosità è stata enorme. Il merito è certo degli artisti, che non hanno mai svolto la loro parte solo dal punto di vista professionale, ma si sono confrontati con San Francesco e lo spirito del luogo. E poi abbiamo voluto che la trasmissione fosse una cosa pulita, bella. Che portasse una riflessione fatta in maniera semplice ma capace di coinvolgere ognuno nella storia del mondo intero. Prima dell'aspetto economico, l'importante è che contribuisca a sensibilizzare e responsabilizzare."
Ma Carlo Conti si augura comunque di bissare la cifra di un milione di euro raccolta lo scorso anno:
"Un successo-dice - basato sulla credibilità dell'esperienza francescana. Per questo invito tutti a lasciarsi trasportare dallo spirito francescano che si respira in una città come Assisi e a compiere gesti di solidarietà."

fonte Avvenire
Mercoledì 15 Giugno 2011




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