Uno dei gialli più fitti del Novecento italiano potrebbe essere vicino alla soluzione se già non è stato risolto. E allo scioglimento del mistero ha contributo (o sta contribuendo, ad essere prudenti) anche un umbro, l'assisano avvocato Papi. Ettore Majorana, fisico di altissimo livello e membro di quello che fu chiamato il gruppo dei ragazzi di via Panisperna, scomparve il 26 marzo 1938. L'ultimo luogo in cui venne notato fu il traghetto che da Palermo (dove era andato a trovare i familiari) portava a Napoli. Si pensò al suicidio, ma il cadavere non fu rinvenuto. Nacquero così una ridda di voci e di piste: chi disse (come Sciascia) che Majorana avesse cercato una dimensione religiosa ritirandosi in un monastero; chi affermò che si era dato ad una vita da barbone; chi sostenne che fosse andato in Argentina per crearsi una nuova vita; chi ipotizzò fosse fuggito in Germania per lavorare per il Reich (grazie al periodo trascorso a Lipsia e all'amicizia e all'apprezzamento di Werner Heisenberg, uno dei padri della fisica quantistica). Ora due appassionati legano due delle piste già note e sostengono che Majorana, che era stato a Lipsia nell'anteguerra, avesse allacciato rapporti che lo avrebbero portato in Germania durante la guerra e poi, alla fine del conflitto, in Argentina. A formulare questa ipotesi (fortemente contestata dai familiari del fisico) il professor Giorgio Dragoni, ordinario di fisica all'università di Bologna e l'avvocato Arcangelo Papi di Assisi. Uno degli elementi alla base della teoria è la lettera che il professor Gilberto Bernardini, inviò a Giovanni Gentile, filosofo e ministro del regime fascista:
"Caro Giovanni, come puoi immagine, la notizia di Majorana mi ha dato una vera gioia... Non è cosa così tragica come si pensava."
Dunque Bernardini aveva saputo che Majorana non era morto. Dragoni sostiene che nel 1974 intervistò Bernardini, all'epoca direttore della Normale di Pisa. E l'eminente studioso gli riferì:
"Ettore si trasferì in Germania per collaborare alle armi del terzo Reich."

Dragoni si tenne - racconta - gelosamente custodite nella memoria quelle parole, ma coinvolse l'avvocato Papi, che sapeva essere grande appassionato del "giallo Majorana".
Fu Papi - ha raccontato al giornalista Luca Fraioli di Repubblica - che mi fece notare la straordinaria somiglianza tra il fisico siciliano e un uomo che compariva su una foto, scattata nel 1950, dagli uomini di Simon Wiesenthal a caccia di Adolf Hiechmann (criminale nazista poi catturato, trasferito in Israele e condannato a morte, ndr). Nella foto, scattata sul ponte della nave Giovanni C. , nel porto di Buones Aires, compare Heichmann con un uomo con occhiali scuri. Per Dragoni e Papi quell'uomo è Majorana. Per dimostrare questa tesi hanno consegnato la foto a quella che definiscono "la più prestigiosa istituzione italiana in fatto di indagini forensi" e quest'ultima ha dichiarato, dopo aver messo a confronto le foto note dello scomparso e l'immagine degli 007 israeliani, che l'uomo che appare a fianco del criminale nazista "è altamente probabile” sia Ettore Majorana. L'altezza dello sconosciuto, la distanza tra occhi, naso, bocca sono le stesse tra l'uomo della nave e il fisico

Elio Clero Bertoldi

Corriere dell'Umbria Domenica 27 Febbraio 2011




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