La mostra è visitabile in villa Fidelia di Spello fino al 10 aprile 2011

La mostra rende omaggio a Domenico Bruschi (1840 – 1910) nel primo centenario della scomparsa e rappresenta un momento centrale nei programmi di celebrazione della Provincia di Perugia del 150° anniversario dall'Unità d'Italia. Infatti l'artista perugino, proveniente da una famiglia di patrioti, con la sua attività artistica ha celebrato l'unità dell'Umbria all'Italia oltre ad essere un "pittore" dell'Italia unita tutta la vita. Infatti dipingendo in diverse città italiane - tra cui per citarne solo alcune Cagliari, Macerata, Roma- si è speso a favore della creazione di un linguaggio pittorico unitario, riuscendo a fissarne le caratteristiche e ad anticiparne le evoluzioni.
La mostra, curata da Corrado Balducci, propone cento opere tra tele, disegni, acquerelli spolveri e manoscritti. É articolata in varie sezioni: la formazione accademica e il periodo di studio (1853 -1861); 1861: Bruschi e l'Unità italiana; il periodo inglese e la seconda formazione (1862 – 1869); il primo periodo romano e i contatti con l'Umbria (1870 – 1885); il secondo periodo romano e i contatti con l'Umbria (1886 – 1910).
Conclude la mostra una sezione documentaria e una dedicata ai ritratti e alle miniature. (E.M.)

Domenico Bruschi
Domeico Bruschi (Perugia 1840- Roma 1910) frequenta l'Accademia di Belle Arti a Perugia, allievo di Silvestro Valeri, mostrando di eccellere nel disegno tanto che, nel 1857, a soli 17 anni, decora la cappella di San Giuseppe nella chiesa di San Pietro a Perugia.
Dopo aver partecipato ai moti del XX giugno si reca a Firenze ove frequenta gli studi di Bandinelli e Stefano Ussi. Dal 1862 al 1869 si trasferisce in Inghilterra chiamato dal londinese Sir Horfold per decorare il suo appartamento.
Dal 1870 è a Roma come professore dell'Accademia di Belle Arti. Qui stringe rapporti con Tommaso Minardi e Nino Costa. Tornato a Perugia realizza nella sala del Consiglio e nel Salone dei Ricevimenti del palazzo della Prefettura una delle sue opere più riuscite: le Glorie delle città umbre e dei perugini illustri (1873-74). Alla fine degli anni Novanta, ormai celebre affreschista, si muove in tutto il territorio nazionale: a Cagliari tra 1894-95 dipinge il palazzo del Viceregio, a Macerata il palazzo Proviciale, a Palestrina la cattedrale.
Non meno importante il suo impegno per importanti palazzi romani: palazzo di Montecitorio e palazzo Corsini ove dipinge la sala di ricevimento e la sala Reale, palazzo Madama ove è al lavoro nella sala del Senato al Quirinale ove mette in opera 5 quadri allegorici. L'artista si cimentò anche nella decorazioni di importanti sipari di teatri umbri da quello del Caio Melisso di Spoleto a quello del teatro Torti di Bevagna. Numerose opere dell'artista, parte della collezione dell'Accademia di Belle Arti di Perugia, sono esposte nel Museo di Palazzo della Penna di Perugia. (e.m.)
Regione Umbria Martedì 4 Gennaio 2011




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