San Francesco e Aldo Capitini. La cultura della pace e della non violenza unisce il filo conduttore che lega i territori di Perugia e Assisi. Nel manifesto con cui le due città si presenteranno all'attenzione della Commissione Europea per la candidatura del 2019, c'è un fondamento storico ribadito a più riprese durante il Consiglio grande alla sala delle conferenze di Sant'Egidio.
"Cultura significava in latino ‘coltivare' . Ci sono - ha detto il consigliere di maggioranza del Comune di Perugia Francesco Mearini - valori e ideali di un popolo che uniscono indissolubilmente le due amministrazioni. Ci aspetta un percorso irto di difficoltà, perchè dovremo competere alla pari con altre agguerrite e rinomate città. Ma ci accomunano gli ideali e non solo con Assisi - ha aggiunto Mearini - ma anche con il resto dell'Umbria. Penso a Gubbio, Spoleto, Terni, Orvieto, la Valnerina."
Fare squadra. É questo l'obiettivo a cui vuole lavorare anche il sindaco di Perugia Vladimiro Boccali.
"Non vogliamo fare la promozione delle istituzioni e dei nostri ruoli - ha detto il primo cittadino di Perugia - Vogliamo guardare lontano e fuggire il male del presentismo, dell'obbligo del consenso a ogni costo e nel giorno dopo. Si parla spesso di fare rete, ora dobbiamo obbligarci a farlo. Quando l'Umbria ha saputo guardare avanti, ha saputo fare la storia e lasciare il segno. Noi è su questo esempio che dovremo muoverci."
E ci vorrà, per superare concorrenti e ostacoli, tanta "volontà amministrativa". Lo ha espresso a chiare lettere anche Claudio Ricci, fautore di una politica di
"pace, solidarietà e ricerca del bene comune"
che, secondo il primo cittadino assisiate, deve andare anche oltre il raggiungimento dell'obiettivo.

"Al di là se diventeremo davvero capitale europea per un anno - ha sottolineato Ricci - il lavorare in modo comune e coeso tra istituzioni deve diventare un valore aggiunto e costante del nostro agire amministrativo. Al di là di come si concluderà la candidatura, da qui possiamo dar vita a una politica di alti valori e ideali, raccogliendo e rilanciando il patrimonio culturale lasciato da San Francesco e Aldo Capitini"

Ja.Zuc.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 17 Novembre 2010





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