"siamo abituati a rispondere alla sfida e ci rifiutiamo di replicare a questi insulti", Berretti ha scelto di far continuare "La Tenzone", non rinunciando però a presentare ricorso, segnalando le frasi controverse del bando di sfida e chiedendo la squalifica per i de Sopra. Il "caminetto" dei saggi è durato ore (di qui il verdetto arrivato più tardi del solito), ed a salvare i blu sarebbero stati due fattori, il primo che non tutti i partaioli sapevano del bando cambiato (in diversi, tra il pubblico e non solo, se ne sono andati non appena viste le "brutte"), ma anche e soprattutto il fatto che un paio dei punti ritenuti controversi sarebbero stati approvati dal presidente magistrato dell'Ente Calendimaggio, che da anni legge in "anteprima" i bandi proprio per evitare querelle del genere.
"La Nobilissima - dice però Salvatore Ascani - non ha rispettato le censure che io avevo apposto, e nel corso della lettura del bando ho anche sentito delle aggiunte che non avevo mai letto."Evitata la squalifica, i saggi hanno però comminato il massimo della pena possibile, e la Nobilissima, oltre ad una multa di 5.000 euro e la "deplorazione" di chi ha materialmente letto il bando, ossia Stefano Venarucci e Alessandro Rufinelli, dovrà adesso fare i conti con le squalifiche del Priore Aleardo Pelacchi e del Gran Cancellario Andrea Pennaforti, che per due anni sono "banditi" dalla vita dell'Ente e delle singole Parti.
"Sono molto amareggiato per quello che è successo - è il commento di Pelacchi - soprattutto perché non si può cambiare. Non ho intenzione di aggiungere altro sulla vicenda, fa fede la decisione dei saggi"
Flavia Pagliochini
Corriere dell'Umbria Lunedì 10 Maggio 2010



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