Per il terzo anno consecutivo la torre ed il gonfalone della Magnifica Parte de Sotto invadono Piazza del Comune, che poco dopo le 4 di mattina si colora di rosso, lo stesso colore del fazzoletto estratto dal Maestro de Campo Franco Federico Caldari che segna la fine del Calendimaggio 2010 e l'inizio della festa per la Parte vincente. Quella dei de Sotto (2-1, frutto dei punti ottenuti per cori e cortei del sabato, lasciando alla Nobilissima Parte de Sopra solo le scene di parte) è una vittoria perfetta, con Madonna Primavera (Monna Valentina Migneco) ottenuta dopo 10 anni di strapotere dei blu, cui si unisce la soddisfazione di aver portato a casa il Palio per tre anni consecutivi, evento mai successo prima in oltre 50 anni di storia della più importante festa laica assisana. Una vittoria rovinata però dalle polemiche che hanno monopolizzato il pomeriggio del sabato, colpa del bando di sfida de Sopra (di cui pare che non tutti i "mammoni" fossero a conoscenza), particolarmente pesante nei contenuti e nelle insinuazioni e con nomi e cognomi che, seppur occultati, erano facilmente comprensibili agli assisani presenti in piazza: tra questi, quelli di Delfo Berretti e Massimiliano Della Vedova, priore e gran cancellario de Sotto che hanno abbandonato la tribuna in segno di protesta all'ennesimo attacco rivolto ai loro partaioli. Attacchi e polemiche che potrebbero avere strascichi giudiziari se - come da molti dichiarato a caldo - gli offesi dovessero sporgere querela. Sabato, previa comunicazione che
"siamo abituati a rispondere alla sfida e ci rifiutiamo di replicare a questi insulti"
, Berretti ha scelto di far continuare "La Tenzone", non rinunciando però a presentare ricorso, segnalando le frasi controverse del bando di sfida e chiedendo la squalifica per i de Sopra. Il "caminetto" dei saggi è durato ore (di qui il verdetto arrivato più tardi del solito), ed a salvare i blu sarebbero stati due fattori, il primo che non tutti i partaioli sapevano del bando cambiato (in diversi, tra il pubblico e non solo, se ne sono andati non appena viste le "brutte"), ma anche e soprattutto il fatto che un paio dei punti ritenuti controversi sarebbero stati approvati dal presidente magistrato dell'Ente Calendimaggio, che da anni legge in "anteprima" i bandi proprio per evitare querelle del genere.
"La Nobilissima - dice però Salvatore Ascani - non ha rispettato le censure che io avevo apposto, e nel corso della lettura del bando ho anche sentito delle aggiunte che non avevo mai letto."
Evitata la squalifica, i saggi hanno però comminato il massimo della pena possibile, e la Nobilissima, oltre ad una multa di 5.000 euro e la "deplorazione" di chi ha materialmente letto il bando, ossia Stefano Venarucci e Alessandro Rufinelli, dovrà adesso fare i conti con le squalifiche del Priore Aleardo Pelacchi e del Gran Cancellario Andrea Pennaforti, che per due anni sono "banditi" dalla vita dell'Ente e delle singole Parti.
"Sono molto amareggiato per quello che è successo - è il commento di Pelacchi - soprattutto perché non si può cambiare. Non ho intenzione di aggiungere altro sulla vicenda, fa fede la decisione dei saggi"




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