Il programma, con cadenza triennale di eventi e mostre, è promosso dal comune di Assisi per celebrare la nascita dell'arte pittorica intorno al cantiere della Basilica di san Francesco e alla figura di Giotto, nell'VIII centenario della fondazione dell'Ordine francescano. E - come sottolineano gli amministratori - ha come obiettivo la candidatura di Assisi come Capitale europea della cultura nel 2019. L'11 aprile aprirà, per proseguirà fino al 5 settembre, l'evento nella Basilica di Assisi e a Palazzo del Monte Frumentario. Il progetto comprende innanzitutto la realizzazione del restauro aperto ai visitatori dei dipinti murali di Giotto nella Cappella di San Nicola. Qui si potrà salire sui ponteggi, seppure in gruppi contingentati, per ammirare l'attività dei restauratori.
Una segnaletica accompagnerà, poi, i visitatori nella Basilica Superiore, dove potranno ammirare le 28 scene che compongono le Storie Francescane, uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell'arte occidentale. Gli stessi visitatori saranno quindi invitati ad approfondire la conoscenza di quegli affreschi visitando le sale del trecentesco Palazzo del Monte Frumentario, da poco restaurato, a pochi passi dalla Basilica. In quegli ambienti sarà, infatti, allestita una mostra "virtuale" su Giotto com'era, che offrirà ai visitatori la possibilità di conoscere l'aspetto originale delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore, ricostruite grazie agli studi di un'équipe dell'Istituto Centrale del Restauro diretta da Giuseppe Basile ed alla maestria di Fabio Fernetti. In un unico spazio che ricorda, seppure in dimensioni ridotte, la Basilica Superiore, gli affreschi saranno presentati nel loro aspetto originario prima delle alterazioni che il tempo e le vicende storiche hanno fatalmente favorito. Se l'intervento sui dipinti di San Nicola (pensato come un "cantiere aperto") è un esempio di "recupero fisico" di un'opera d'arte, gli allestimenti che saranno realizzati al Monte Frumentario costituiscono il primo esempio in assoluto di un "recupero virtuale" di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche dell'opera. e per rendere ancora più interessante la restituzione delle Storie francescane, grazie alle tecnologie digitali di haltadefinizione gli affreschi virtuali saranno messi a confronto con il loro aspetto attuale, disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza di ogni gruppo di scene. In particolare, l'affresco dedicato alla conferma della Regola di san Francesco da parte di papa Innocenzo Iii, scelta come immagine guida dell'evento per la ricorrenza del suo VIII centenario, sarà riproposta in scala reale. In una specifica sezione dell'allestimento sarà inoltre possibile entrare virtualmente all'interno dell'affresco, la cui scena, tradotta in tre dimensioni, viene drammatizzata: i personaggi si animano e dialogano, con Innocenzo III che accoglie Francesco ed i suoi discepoli e ne approva la Regola. I visitatori potranno inoltre entrare e interagire all'interno dello spazio virtuale in modo semplice e naturale, con il solo movimento del corpo.
Una seconda installazione virtuale viene dedicata all'indagine spaziale e prospettica dell'immagine giottesca, in rapporto con quanto la sua resa tridimensionale mette in luce. Il Progetto è ideato e coordinato dal Cnr, a cura di Eva Pietroni e Francesco Antinucci.
La mostra sarà infine completata da una sezione dedicata alla tecnica dell'affresco e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della Basilica realizzato da Artmediastudio. Un unico biglietto consentirà l'ingresso nel cantiere di restauro della Cappella di San Nicola e negli spazi espositivi del Monte Frumentario. Con lo stesso biglietto sarà inoltre possibile visitare, lungo la stessa via S. Francesco, il Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca civica, dove si conservano alcuni straordinari affreschi staccati di Giotto e degli artisti assisiati che hanno lavorato nel cantiere della Basilica. i Colori di Giotto sarà tradotto in catalogo edito da Silvana Editoriale
Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria Martedì 30 Marzo 2010



0 commenti
Posta un commento