Non più 'cameriere mi porti il conto' ma, molto più opportunamente, 'Ok, il prezzo è giusto'. É ad Assisi il ristorante dove ti siedi, mangi e poi decidi quanto pagare. All'enoteca San Pietro, in quella che un tempo era una caffetteria nel centro ed ora è un'accogliente osteria con due sale e 45 coperti, è il cliente a determinare il prezzo, in base alla propria soddisfazione. Così, a fine serata, dopo un breve conciliabolo al tavolo, i commensali si alzano, vanno alla cassa e mettono mano al portafoglio.
Tanto è vero che potrebbero decidere, dopo aver mangiato interi plateau di vivande, dai tortellini casarecci con vellutata tartufata al maialino arrosto con bacche di ginepro, fino al tortino caldo con cuore di cioccolato fondente e gelato alla vaniglia e menta, di lasciare all'intrepido ristoratore anche solo una moneta da un euro. Se, poniamo, la qualità del cibo e del servizio, nonostante le pantagrueliche portate, non fosse stata all'altezza delle aspettative. Un rischio ben calcolato, quello che ogni mercoledì, durante la serata anti-crisi, rigorosamente su prenotazione, corrono, a sentir loro volentieri, i due giovani titolari della trattoria di Assisi, niente affatto spaventati all'idea che qualcuno possa diventare un molesto habitué del pasto a prezzo libero, un lontano discendente dell'avaro per antonomasia, il protagonista della celebre commedia di Molière. Ma, garantiscono, si contano sulle dita di una mano i taccagni che approfittano dell'occasione per mangiare a sbafo, rimpinzandosi fino a scoppiare. Il menu, il mercoledì, non viene, dunque, portato ai tavoli, cosicché i prezzi di antipasti, primi, secondi e dolci possono essere solo intuiti. I gestori, Simone e Barbara, consegnano solo la carta dei vini, quelli sì, a prezzo pieno. Loro, da 8 anni ai fornelli e tra i primi a eliminare dal conto il coperto e servizio, assicurano che non si tratta di un azzardo. Anzi. Sembra che per molti indovinare il prezzo giusto sia una specie di gioco. Per una volta, quindi, sono i clienti a presentare il conto, nella maggioranza dei casi niente affatto indigesto, ai giovani titolari del locale.
Ci crede, e non solo perché è un'ottimista di natura, Barbara, ex direttrice d'albergo, consigliere della Confcommercio di Assisi e ora alla guida, insieme al marito chef, della trattoria San Pietro:
"é una trovata per rivitalizzare il tessuto economico della città che, esauritasi la grande spinta turistica estiva, tende a ripiegarsi su se stessa."
Quanto al pericolo di divoratori a uffo, è tranquilla.
"Ché, alla cassa, i clienti ci mettono la faccia."
E, si sa, a meno di non averla di bronzo, non si può far la figura degli avari, men che meno in compagnia



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