"Una città triste, che ha bisogno di un sorriso."Se a dirlo sono i cittadini, l'espressione è legittima, perché viene dal popolo; se a pronunciarla sono i componenti della nuova classe dirigente, ovvero quelli della svolta politico-amministrativa di centro-destra, gli è ampiamente concessa; ma se a crederla, come la crede, è un ex-sindaco di centro-sinistra, che risponde al nome di Lazzaro Bogliari, dobbiamo cominciare a prenderla sul serio e, di conseguenza, a preoccuparci.
La città, che oggi conta circa 21.400 abitanti (di cui quasi il 10% di immigrati di altre nazionalità), si è sempre distinta, in passato, per la dinamicità del suo tessuto economico e sociale.
Hanno iniziato i territori limitrofi, negli anni Settanta, a guardare alla realtà bastiola con grande interesse.
Questo ha prodotto una crescita della città, che ha inizialmente accolto chi aveva intuito buone prospettive di investimento e di conseguenza nuovi lavoratori a cui si sono aggiunte le famiglie.
Lo scenario degli ultimi dieci-quindici anni è nettamente cambiato e molti sono arrivati soltanto con la speranza di trovare un'occupazione.
Tutto ciò ha prodotto l'aumento esponenziale dell'edilizia abitativa, ma non quello delle infrastrutture.
Così la viabilità, le scuole, i servizi sociali, si trovano oggi a fronteggiare una situazione al limite dell'emergenza, perché le strade, gli edifici scolastici e ciò che al cittadino si offre in termini di informazioni, tutela ed assistenza, sono rimasti, in linea di massima, quelli di quando Bastia era abitata da quindicimila residenti.
Questo non restare al passo con i tempi non è stato intuito dalle forze di centro-sinistra, che hanno lasciato il governo della città dopo 45 anni.
"I risultati delle ultime elezioni – dice il neo-sindaco Stefano Ansideri – hanno dimostrato che i cittadini non hanno creduto più alle promesse di chi ha amministrato la città per tanti anni e che, soprattutto nelle ultime legislature, non ha neanche provato a porre rimedio a questa situazione.
Oggi il centro-destra ha la possibilità di invertire la tendenza e di ridare fiducia agli imprenditori che dovranno tornare ad investire in città, per ricreare le condizioni per riportare Bastia ai livelli che gli competono.
Noi dovremo garantire a tutti le stesse opportunità, cancellando l'idea che solo alcuni possono investire qui.
Dovremo favorire non le persone ma i progetti, dovremo utilizzare in via prioritaria il poco territorio industriale rimasto libero, per insediamenti produttivi in grado di creare occupazione.
Non possiamo basare l'economia cittadina solo sul commercio, che pure è una parte fondamentale di essa, ma che da solo non può garantire la produzione di "ricchezza" in grado di sostenere i consumi."
"La nostra zona industriale è logisticamente la migliore del comprensorio – aggiunge Francesco Fratellini, oggi assessore Pdl alla viabilità e allo sviluppo economico – Il suo utilizzo, però, non è ancora ideale.Adesso che i buoi sono usciti dalla stalla, tra sinistra e destra c'è una strana convergenza, almeno nelle prospettive.
Troppi sono i lotti assegnati non edificati o dove ancora non si svolge alcuna attività. Questo ha prodotto un grave danno alla comunità immobilizzando spazi che potevano essere utilizzati da aziende che nel frattempo si erano trasferite altrove.
Compito importante della nostra amministrazione sarà quello di realizzare un progetto complessivo della città in cui ogni intervento dovrà essere funzionale al disegno generale.
Con questa filosofia dovremo cercare di completare l'anello viario esterno, in grado di separare il traffico cittadino da quello di transito; dovremo dare la priorità ai sottopassi di via Irlanda e via Firenze senza tralasciare il completamento della rivierasca.
Sicuramente non permetteremo la realizzazione di altre edificazioni se prima non saranno realizzate le infrastrutture necessarie."
Tanto che l'ex-sindaco, Lazzaro Bogliari, in apertura richiamato, afferma:
"Manca un po' di quello slancio che c'era un tempo.La nuova amministrazione, sui grandi temi, sta riflettendo. Diamogli il tempo per stilare un programma operativo che sia in grado di capovolgere la tendenza.
Quelle energie che avevano fatto diventare Bastia una vera e propria eccellenza dell'Umbria. Questa continua perdita di posizioni non è rapportabile soltanto alla politica, che pure ha il suo peso, ma ad una serie di fattori riallacciabili al costume e alla cultura di una città.
Parlando di priorità, individuo tre punti fermi: ultimare il progetto dei sottopassi ferroviari, dare il via al palazzo della salute, realizzare la scuola del popoloso quartiere di XXV Aprile.
Poi, è chiaro, occorre rivedere il Prg e al suo interno i vari recuperi urbanistici che devono far parte di una discussione più ampia, calma e serena.
Gli altri sono dettagli."
"La città – dice Luca Livieri, assessore all'urbanistica – deve andare nella direzione della vivibilità, lavorando sulla qualità delle scelte urbanistiche ed architettoniche.Da più parti si parla di rinascita.
Lo spazio deve essere misurato sull'uomo e sulle sue aspirazioni, in stretta sinergia con le risorse ambientali, mantenendo un forte pragmatismo verso la fattibilità tecnico-economica dei progetti.
Il lavoro architettonico cresce in comunione con l'aspetto paesaggistico e ne diventa pilastro strutturale.
Il nodo strategico sono le aree di recupero attorno al centro storico. Abbiamo bisogno di ragionare sul ruolo del fiume e delle decine di ettari di verde che lo circondano, questi spazi possono diventare volano per nuove attività economiche, legate allo sport e al tempo libero.
Il parco urbano diventa punto di ricucitura con i quartieri residenziali limitrofi. L'elemento naturale, che può sembrare un ostacolo da superare, deve diventare un punto di collegamento fra centro e prima periferia."
Tra queste voci vi è quella di Adriano Brozzetti, delle liste civiche, per cinque anni all'opposizione e oggi consigliere di maggioranza.
"é stato – dice Brozzetti - un lungo percorso iniziato cinque anni fa dai gruppi di opposizione che con tenacia e determinazione hanno battagliato in consiglio comunale sui temi che riguardavano Bastia, impedendo spesso all'amministrazione Lombardi di fare più danni di quelli che ha prodotto.Sulle priorità da osservare, interviene anche Antonio Criscuolo (Pd), capogruppo di minoranza:
La città ha creduto non in una aggregazione politica, ma in un chiaro progetto. La nuova amministrazione avrà l'arduo compito di ristabilire l'ordine e la chiarezza, dialogare con i cittadini e confrontarsi sui progetti che determineranno il futuro di Bastia, con trasparenza e partecipazione.
Le scelte che dovranno essere fatte saranno determinanti per il futuro e serviranno a ridare una identità ad una città che merita quel ruolo importante nel panorama regionale che aveva una volta."
"Ci sono attualmente una serie di progetti da consolidare, mi riferisco al Pip di Ospedalicchio, alle aree ex-Deltafina, ex- Mattatoio, Franchi, Pic e Petrini, oltre alla zona produttiva.A Criscuolo, che è stato nelle ultime elezioni l'antagonista di Ansideri, non si può non chiedere qual è l'eredità che il centro-sinistra ha lasciato a Bastia:
Le relative soluzioni rappresentano il vero futuro di questa città."
"In campagna elettorale – afferma Criscuolo – ho manifestato un intendimento, poi diventato slogan: facciamo aria pulita, prendiamo il meglio dal passato per migliorare il futuro, intendimento che il mio partito non ha gradito.
É un rinnovamento che viene dal basso e al quale non rinuncio. É questa l'eredità che io voglio lasciare ed è questa l'idea per cui mi batterò nei prossimi cinque anni."
di Adriano Cioci
Il Messaggero Giovedì 10 Settembre 2009



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