La Storia della città di Assisi

La Storia della città di Assisi

Le origini di Assisi
Le origini di Assisi sono incerte: fu probabilmente centro umbro, abitato dalla popolazione italica di lingua indoeuropea, insediata nella regione a sinistra del Tevere.
Durante la guerra sociale, fu trasformata in municipio romano ascritto alla tribù Sergia.
La trasformazione da città umbra autonoma a federata di Roma dovette precedere lentamente se, ancora dopo il 90-98 a.C.la lingua ufficiale era l'umbro e veniva mantenuta la magistratura locale dei marones.
La città, divenuta presidio gotico nell'età di Teodorico, passò poi sotto il dominio bizantino, a seguito della conquista dell'area umbra da parte di Belisario nel 538 d.C.Dopo una lunga guerra venne riconquistata dai goti di Totila, e al tempo dei Longobardi passò sotto l'egida del Ducato di Spoleto, del quale seguirà le sorti.

Assisi nel medioevo
Intorno al XII Assisi si costituì in libero comune ghibellino e iniziò la lunga lotta con Perugia che voleva sottometterla al proprio potere.
Intorno al 1180 nacque Francesco, il più illustre dei suoi cittadini. Nel 1177 Federico Barbarossa affidò la città a Corrado di Lutzen, nominandolo Duca di Assisi. Quasi vent'anni dopo la popolazione insorse contro il Duca e rase al suolo la Rocca, simbolo del potere imperiale.
Nel 1228, a soli due anni dalla morte, Francesco fu nominato Santo da papa Gregorio IX e furono iniziati i lavori per l'edificazione della specialis ecclesia. Nello stesso periodo fu iniziata la costruzione della chiesa dedicata a Santa Chiara, fondatrice dell'ordine femminile delle clarisse, che fu consacrata già nel 1265.

L'affermazione dell'ideologia francescana si traducono in Assisi, non soltanto nella creazione di complessi monumentali dedicati ai due maggiori santi, ma anche nell'insediamento di numerosi ordini religiosi ed assistenziali. Nel 1326 dopo una lunga battaglia Assisi venne sconfitta da Perugia e cadde sotto la sua orbita. Nel 1357 il cardinale Albornoz fu mandato dal papa a recuperare tutte quelle terre che ormai soltanto nominalmente facevano parte dello Stato della Chiesa e nel 1367 prende possesso della città. Il legato adotta vari provvedimenti nei confronti della città: la totale ristrutturazione della Rocca Maggiore, la costruzione ex novo della Minore e l'edificazione dell'ala del convento di San Francesco.

Assisi e le Signorie
Dopo la breve età albornoziana, la città visse tranquilla all'ombra dello Stato della Chiesa solo per pochi anni. Cacciato il legato pontificio, Assisi fu infatti in balia dello scontro tra le fazioni interne che si fece da quel momento sempre più duro. Perugia, la nemica di sempre, facendo leva proprio sulle discordie interne riuscì ad affermare il suo dominio sulla politica assisiate, attraverso l'affermazione della signoria di Guglielmo di Carlo. Dopo un breve periodo in cui Assisi fu di nuovo inglobata nella sfera papale, il condottiero Biordo Michelotti riuscì ad imporre la sua Signoria su Assisi e Perugia.
Dopo l'assassinio di Biordo, la città ritornò ancora in mano del papa che l'affidò alla reggenza del Capitano Broglio di Trino (1394). Ma la pace era ancora lontana per Assisi, che nel 1400 si sottomise a Gian Galeazzo Visconti.
La morte del Visconti, avvenuta nel 1402, impose ancora una repentina svolta nello scenario politico: Assisi cadde ancora nelle mani delle milizie papali. Dopo le lotte fratricide che insanguinarono le strade della città, le truppe guelfe perugine occuparono di nuovo Assisi e gli misero a capo il condottiero Braccio Fortebraccio da Montone.
Dopo alterne vicende che videro Assisi prima ancora cadere nelle mani del papato e poi degli Sforza, la città fu completamente messa al sacco dalle truppe di Nicola Piccinino, mandate da Perugia per combattere gli Sforza. Correva l'anno 1422.

Assisi dal sec.XVI all'Unità d'Italia
a partire dal 1500 la città di Assisi entra definitivamente nell'orbita papale e le fazioni interne pur continuando a combattersi tra di loro, non mirano più all'egemonia della città.
Rivotorto - Santuario
L'inserimento definitivo nell'ambito dello Stato della Chiesa se da un lato quindi restituisce ad Assisi la tanto agognata tranquillità, dall'altra parte evidenzia la crisi della struttura economica esclusivamente legata all'agricoltura e l'impoverimento della vita culturale: caratteristiche, queste che perdureranno fino all'Unità d'Italia. Anche l'andamento demografico mostra un chiaro calo delle nascite soprattutto nel territorio che comprende la città. Secondo alcune testimonianze sembra che gli abitanti fossero appena quattromila già nel XVII sec.Nel 1630 Assisi venne colpita da una gravissima peste che contagiò la popolazione decimandola.
Si emanarono leggi specifiche nelle quali si cercò in tutti i modi di fermare il contagio: fu proibito ai forestieri di raggiungere la città e le porte urbiche rimasero chiuse.
Particolarmente gravi furono anche i terremoti che causarono grandi guasti alla città Serafica.
Si ricorda soprattutto quello del 1832-33 che fu talmente potente che la popolazione fugge dalla città e si disperde nelle campagne o cerca riparo nelle campagne o cerca riparo nella chiesa inferiore di San Francesco. Il 20 settembre 1860 le milizie piemontesi entrano in Assisi, senza trovare resistenza. Assisi entra a far parte del Regno d'Italia.



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