Generazioni di studenti liceali e universitari hanno incontrato, alle porte della filosofia, il nome di Giovanni Reale legato ai classici greci, e ancora oggi rimane il primo suggello introduttivo nel mondo del pensiero.
Il grande filosofo, già ospite di Oicos, torna in Umbria per svolgere una lectio Magistralis su "Arte: bellezza e sofferenza".
L'evento, nasce dalla collaborazione tra il comune di Cannara e l'associazione Oicos riflessioni e si svolgerà al Teatro comunale Thesorieri di Cannara sabato 23 maggio alle ore 21.
La domanda è: può l'arte essere testimone fedele del dolore? Non è menzogna quella che pretende, nella trasfigurazione artistica, di mostrare la verità e persino la bellezza del dolore? Davvero la mimesi artistica coglie l'essenziale? Giovanni Reale ricorda come, secondo una linea interpretativa, dolore sarebbe il non rappresentabile per eccellenza: nella scultura il grido sarebbe solo un incavo, nella pittura una macchia, nella musica e nella poesia una dissonanza.
Qualsiasi armonia - ogni bellezza - non sarebbe che artificio, un modo per sottrarsi al non senso del dolore.
La bellezza dal dolore, i fiori dal male, rischierebbero insomma di essere sostanzialmente una forma di elusione.
La tesi di Giovanni Reale è invece che il dolore possa essere rappresentato, e che la bellezza dell'opera sia, come le idee per Platone, una delle figure dell'eterno nel tempo.

Il filosofo Giovanni Reale dirige le collane "il pensiero occidentale" e "Testi a fronte" pubblicate da Bompiani. Ha collaborato con il supplemento domenicale di "Il Sole 24 Ore"



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