Un excursus sulla storia della musica classica legata al Sacro Convento di Assisi: è questo lo scopo del doppio appuntamento - dopo il primo del 18 marzo, ne è previsto un secondo per il primo aprile alle 17,45 alla Biblioteca del Sacro Convento - che ha come relatore Padre Giuseppe Magrino, direttore della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco.
L'appuntamento con Padre Magrino si inserisce all'interno della rassegna de "i Mecenati", curata da Franco Damiani, ed il prestigioso relatore ha mostrato (e mostrerà) i rarissimi ed unici testi di musica conservati nell'archivio del Sacro Convento di Assisi, alcuni dei quali scritti subito dopo la morte di San Francesco, quando ancora la musica veniva tramandata per via orale e non esistevano ancora le note musicali così come noi le conosciamo.
"Da tempo - spiega Padre Magrino - desideravo parlare della storia della musica attraverso i numerosi manoscritti in nostro possesso.
Forse gli assisani non lo sanno, ma tutti i giorni arrivano persone da tutto il mondo per vedere questi reperti, tra cui un Codice risalente al 1200 dove si trovano i primi esempi di polifonia a 2/3 voci che è stato oggetto di una tesi di laurea negli Stati Uniti."
i partecipanti all'appuntamento del 1 aprile ripercorreranno dunque il cammino che l'umanità ha fatto con la musica, con l'emozione di poter vedere scritti di vario genere, tra cui delle composizioni autografe di Vivaldi che scriveva la musica in modo velocissimo, quasi di getto.
Ma nelle 'segrete' del Sacro Convento c'è un tesoro musicale tutto da scoprire, tra cui - oltre al Codice - un'edizione di una messa di Gioacchino Rossini stampata nel 1866 con dedica autografa dello stesso maestro al direttore del liceo artistico di Parigi, manoscritti dei Maestri di Cappella (tra cui quelli di Padre Alessandro Borroni da cui venne Franz Listz - il compositore, pianista e direttore d'orchestra ungherese che nel 1862 compose Cantico del sol di san Francesco d'Assisi - che in una lettera oggi conservata nell'archivio comunale ringrazia l'allora podestà Arnaldo Fortini per l'accoglienza ricevuta) e le bacchette di numerosi direttori d'orchestra, tra cui Toscani, Verdi, Pizzetti e Muti.
L'intenzione di Padre Giuseppe Magrino,
"molto contento di un'iniziativa come 'i Mecenati'", è quella"di far vedere alcuni di questi tesori spesso sconosciuti che noi custodiamo.
Nel corso del primo incontro ho fatto sentire un cd, ma per il secondo penso che potrei eseguire dal vivo l'Ave Maria di Padre Borroni ed un paio di preludi."
Per il futuro - ma non collegate all'iniziativa de "i Mecenati" - Padre Magrino anticipa una rassegna musicale di canto corale che, oltre alle opere già in 'archivio', sia spunto per nuove composizioni pensate per San Francesco, oltre ad una serie di lezioni concerto ed alcuni appuntamenti con i giovani diplomati del Conservatorio di Perugia, che suoneranno in una delle due Piazze della Basilica di San Francesco



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