Teatralità e spiritualità, amore per il prossimo e religiosità, arte e solidarietà: sono questi gli elementi che fanno di Carlo Tedeschi un regista sui generis, in realtà ieratica figura di "guru" a cui si ispirano molti giovani: trecento sono quelli che lavorano per il progetto artistico ma sono oltre duemila i volontari che si muovono attorno alla Fondazione Leo Amici che ha sede nel Piccolo Paese del Lago di Montecolombo di Rimini.
Un po' di chiarezza. Carlo Tedeschi è il regista di "Chiara di Dio", il musical che fino alla scorsa settimana era in programma al teatro Metastasio di Assisi, stesso luogo dove il regista sta ora lavorando attorno a un novo spettacolo, anch'esso un musical: "L'uomo dal turbante rosso", storia di due pastori, Amalia e Ari, che udirono i primi vagiti di Cristo dinanzi alla capanna.
La Fondazione Leo Amici è invece una sorta di holding della solidarietà che ha intrapreso azioni in vari luoghi, tra cui l'Africa e che risiede al Lago di Monte Colombo, un paesino del Riminese che vive attorno alla fervida attività dei volontari.
Lo spettacolo "L'uomo dal turbante rosso" è già ampiamente rodato (è stato rappresentato circa 300 volte in varie città italiane), ma adattarlo alle ridotte dimensioni del proscenio del Metastasio non è stata impresa facile.
Ma di necessità è stata fatta virtù grazie anche agli accorgimenti di scenografi e coreografi. É così che Anna Maria Bianchini - aiuto regista e attrice - si dichiara soddisfatta del risultato ottenuto.
Ed è la stessa Anna Maria, che nel teatro di Montecolombo interpreta il ruolo di Chiara nel musical Chiara di Dio, a presentare una anteprima ridotta con Giacomo Zatti, stesso attore che interpreta Francesco in Chiara di Dio, nel ruolo di Ari (l'uomo dal turbante rosso) e Michela Sclano nel ruolo di Amalia.
É invece il regista Carlo Tedeschi che svela di essere profondamente soddisfatto di quanto sta accadendo ad Assisi dove il teatro Metastasio è stato sottratto allo stato "comatoso" in cui versava e rivitalizzato con i musical e con tutte le attività collaterali che lo caratterizzano: mostra d'arte con gli stessi dipinti di Tedeschi e punto vendita di libri, oltre a sala per incontri vari.
"Mi fa piacere - dichiara - che le persone entrino e trovino accoglienza e vengano accolte dai nostri artisti.
Mi fa piacere che qui i turisti trovino nuovi spunti di riflessione."
E alla domanda se i suoi musical (ne ha creati in tutto una quindicina) ricalchino uno schema prestabilito, Tedeschi risponde deciso:
"Tutt'altro, i miei musical sono tutti figli unici.
Sono creati di volta in volta secono l'abbandono all'estro del momento e all'ispirazione del luogo."
La figura complessa del regista Tedeschi esula da qualsiasi facile definizione, sfugge alla catalogazioni per porsi in un limbo tra l'ispirato e il creativo: non a caso dice di non individuare distinzioni tra arte e spiritualità, entrambi aspetti che spingono verso qualcosa di misterioso, ma soprattutto afferma di aver tratto ispirazione dalla necessità di dare e di donarsi e soprattutto di ispirare il sorriso tra la gente:
"Iniziai su consiglio di Leo Amici (suo perenne punto di riferimento, n.d.r.) che avvertiva un alone di tristezza generale.
Fu allora che mi venne l'idea di una compagnia teatrale che iniziò con pochissimi mezzi e con l'impegno dei pochissimi coraggiosi coinvolti: un cantante, un ballerino e un attore.
Era quanto bastava per iniziare. Del resto - continua Tedeschi - sin da bambino ero stato colpito dal musical "
Alleluja Brava gente
" con Renato Rascel, Mariangela Melato e Gigi Proietti al posto di Domenico Modugno che era in crisi nel rapporto e nell'intesa con Rascel.
Trent'anni dopo le coincidenze hanno voluto che io fossi il regista dello stesso spettacolo con Sabrina Ferilli, Massimo Ghini e Rodolfo Laganà."
Tedeschi non crede al destino ma crede alle opportunità che la vita presenta e che bisogna saper prendere:
"Nella mia ricerca spirituale - afferma - ho trovato spesso dei varchi, delle porte aperte che ho oltrepassato per cogliere nuove occasioni"
e tra queste se ne stanno presentando altre di nuove.
Intanto è già certo che il musical "Chiara di Dio" approderà presto a San Francisco nella stessa versione italiana, ma altre porte si stanno aprendo con i futuri spettacoli ideati dal regista, tra cui uno "Lo Svarietà è donna" sul tema del femminile.
Una donna che riesce a trovare infine, dopo un excursus dall'era primitiva ad oggi, un equilibrio che equivale anche ad un'idea specifica di bellezza.
L'altro varco che si aprirà sarà rappresentato da
"La magnifica leggenda - lo Sciamano, la pastorella e il fatto"
in cui si narra di un'antichissima tribù che vede scoccare la scintilla per la formazione di una coscienza sui diritti umani".
Il musical "L'uomo dal turbante rosso" sarà in scena al Metastasio sino al 13 aprile, ogni sabato alle 21,30 e ogni domenica alle 16,30 e tutti i giorni della settimana di Pasqua a partire da domani sera. Tra le innumerevoli attività di Carlo Tedeschi c'è anche una singolare e unica iniziativa editoriale: è infatti firmato da Tedeschi il romanzo biografico "Angela degli Abissi", dedicato alla campionessa mondiale di immersione in apnea Angela Bandini



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