Forse è un segno del destino, forse il Caso ha voluto che infine il circo, dopo tanto girovagare tornasse alle proprie origini, là da dove era partito e, consolidando una tendenza già avviata da alcuni nomi prestigiosi, come l'acclamato "Cirque du soleil", anche la storica famiglia circense degli Orfei, sta riscoprendo la dimensione teatrale.
Frequentato già dagli antichi avi, il teatro è luogo ben diverso dal tendone a circolo, quel cerchio magico che permette un contatto con il pubblico a trecentosessanta gradi.
In teatro l'approccio con il pubblico è frontale, ma di escamotages per ovviare al problema ne esistono a iosa.
Tanti quanti gli Orfei utilizzeranno per "La magìa del circo", spettacolo nato in collaborazione con Zona Franca di Paolo Cardinali e l'amministrazione comunale della città serafica per riportare ad Assisi l'arte affabulatoria del mondo fascinoso e trasognato del circo, tra i temi preferiti del grande maestro del cinema italiano, quel Federico Fellini che ne celebrò la forte valenza onirica in film quali "Amarcord" e "i Clowns".
La storica famiglia circense Orfei sarà quindi al Lyrick di Santa Maria degli Angeli nell'arco di tempo compreso tra il quattro e l'otto febbraio, per uno spettacolo di cui sono state fornite pochissime indicazioni nell'intento di stuzzicare la curiosità del pubblico e in particolar modo delle famiglie, in primis dei bambini.
Ma è con un fervido ringraziamento indirizzato a chi permette al circo di tornare all'antico, che Paride, in rappresentanza degli altri componenti (Nando, Ambra e Gioia), traccia un breve excursus storico delle origini del circo Orfei, quando soprattutto nei teatri politeama dalla classica struttura a semicerchio ospitavano gli spettacoli di clown e funamboli.
Da allora, primi anni del Novecento ad oggi, il circo è passato dalle corti dei manieri e delle ville padronali agli spettacoli di strada, passando negli anni Cinquanta alle tendostrutture ormai classiche.
Oggi quindi si torna in teatro, ma, almeno in questo caso con modalità del tutto casuali e causali. É il sindaco di Assisi Claudio Ricci a svelare che, nell'intenzione di riportare il circo ad Assisi, si stavano vagliando varie opzioni per uno spazio adeguato ad ospitarlo (opzioni che tutte poi si sono rilevate inadeguate) quando è balzata agli occhi di tutti evidente che la migliore soluzione era quella rappresentata dal palco del teatro Lyrick, profondo a sufficienza e moderno abbastanza per offrire al pubblico "La magia del circo".
Quei dodici metri di diametro tanto agognati erano a portata di mano, ma nessuno aveva pensato al teatro.
É così che il Lyrick, che tra l'altro è interessato dalla realizzazione di un secondo volume atto ad accogliere 2.500-3.000 persone che sarà chiamato Palaeventi, ospiterà la famiglia Orfei che di buon grado si presta anche a partecipare domenica prossima alla festa del Piatto di Sant'Antonio di Santa Maria degli Angeli, forte tradizione devozionale che verrà arricchita di una parte profana con la partecipazione alla processione di saltimbanchi, funamboli e giocolieri.
É stata inoltre Gioia Orfei a sottolineare come l'occasione dello spettacolo teatrale rappresenti anche un'opportunità per la famiglia Orfei di vedersi finalmente riunita in un unico progetto, indaffarata com'è, di solito, in varie iniziative che vede impegnati i singoli componenti separatamente.
Da sottolineare inoltre che dello spettacolo al Lyrick sarà parte integrante anche una mostra fotografica sui costumi, alcuni realizzati su disegni originali di Federico Fellini, utilizzati per i film storici del grande Maestro della cinematografia che trattano il tema del circo quali "Amarcord" e "i Clowns".
Esisterebbe anche un "pezzo raro" che potenzialmente potrebbe far parte della mostra, ma che per scaramanzia non è mai stato ancora esposto al pubblico.
Si tratta del costume indossato da Nando Orfei nel gennaio del 1978 a Napoli quando lo stesso Nando si rese protagonista di un atto eroico che gli valse una medaglia al valore civile: fu con un improvviso balzo che Nando salvò la vita ad alcuni bambini che si erano avvicinati imprudentemente ad un leone.
Quel costume ancora lacerato, è conservato come una "reliquia" da mamma Orfei che, però, per scaramanzia o per superstizione, non vuole mai esporlo in pubblico.
Da ricordare infine che de "La magia del circo" faranno parte anche animali adeguati all'ambiente del teatro quali cani, pony e pappagalli addestrati: animali che ben si prestano - come ha sottolineato Gioia Orfei - a questo tipo di esperimento.
Il sindaco Ricci, in chiusura, ha posto l'accento sul taglio estremamente popolare che si vuole dare all'evento del circo in teatro: il costo dei biglietti sarà estremamente accessibile per un maggior appeal nei confronti delle famiglie.
" é la dimostrazione - afferma Ricci - che nonostante il periodo di crisi, si possono realizzare cose originali semplicemente mettendo insieme risorse e buone idee."
L'iniziativa assume anche un altro aspetto importante sottolineato da Paolo Cardinali: il Lyrick in questo caso diventa soggetto attivo per una vera produzione teatrale.
Un fatto nuovo che sancisce un incontro fattivo tra realtà territoriale e realtà dello spettacolo nazionale e internazionale
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Sabato 17 Gennaio 2009




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