Trovare soluzioni, proposte concrete per il cessate il fuoco e la costruzione della pace nella martoriata striscia di Gaza.
In tantissimi hanno raccolto l'appello lanciato ad Assisi con la manifestazione per la pace alla Cittadella promossa dalla Tavola della Pace, a cui fra gli altri hanno aderito il Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace alle Acli, Agesci, Articolo 21, Cgil, Cisl, Libera e Pax Christi.
Oltre 40 i sindaci provenienti dall'Umbria e da altre parti d'Italia con i loro gonfaloni; con loro, secondo le stime, almeno cinquemila persone, raccolte ad ascoltare il dibattito, al quale hanno preso parte l'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema, l'ex segretario del Prc Fausto Bertinotti e il suo successore, Paolo Ferrero, l'eurodeputato di sinistra Claudio Fava, il portavoce di Articolo 21 Beppe Giulietti e Flavio Lotti della Tavola per la Pace, Andrea Olivero dell'Acli, rappresentanti di Pax Christi, Cgil e Cisl, ma anche il presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti, il presidente della Provincia Giulio Cozzari e il sindaco di Terni e presidente dell'Anci Paolo Raffaelli.
Obiettivo comune, cercare proposte condivise per esercitare un'azione reale sui governanti dell'Italia, sull'Unione Europea e sull'Onu.
"L'insegnamento di Capitini e di Francesco dice a ognuno di fare qualcosa: noi ci sentiamo responsabili, vogliamo esserci e fare la nostra parte"
, ha detto la Lorenzetti; per questo l'Umbria ha chiesto al ministro Frattini di far parte di un'unica forza tra governo, enti locali, regioni per gli aiuti umanitari.
Il presidente dell'Anci si è invece detto dispiaciuto per la mancanza di partecipazione di alcuni Comuni umbri, tra le quali anche Assisi.
Tre proposte sono state al centro dell'intervento di Flavio Lotti, che poco prima aveva auspicato il trasferimento della sede Onu da New York a Gerusalemme:
"Quando torniamo a casa, costruiamo in ogni città un comitato per la pace in Medio Oriente, lanciamo una campagna per dare un futuro ai cittadini di Gaza e decidiamo tutti insieme quest'anno di andare a Gerusalemme, in Israele e in Palestina, a far sentire la nostra voce."
Dall'ex ministro degli Esteri D'Alema la critica sulla discussione politica in questi giorni,
"falsata anche con la criminalizzazione di chi dice che bisogna parlare con Hamas.
C'è in questo un'enorme ipocrisia; è evidente che si sta parlando con Hamas attraverso l'Egitto."
La principale mancanza di lungimiranza diplomatica, secondo D'Alema, è quella di non aver individuato in Abu Mazen il vero possibile interlocutore per un negoziato.
A levarsi in favore degli israeliani la voce di un rappresentante dell'associazione Italia-Israele, accolto in modo assai critico dai partecipanti.
Oltre ai momenti di riflessione politica, importanti testimonianze sono state raccolte durante i collegamenti telefonici con Gaza, Israele e Gerusalemme, ai quali hanno preso parte anche Moni Ovadia e Vittorio Arrigoni, che hanno offerto dolorosi spaccati dal luogo del conflitto, illustrati da drammatiche immagini girate in questi giorni a Gaza.
Dopo il dibattito, un lungo corteo con striscioni, bandiere e gonfaloni ha sfilato fino alla piazza inferiore di San Francesco, dove il vescovo di Assisi monsignor Domenico Sorrentino e il padre custode del Sacro Convento Vincenzo Coli si sono rivolti ai manifestanti con parole di fede, contro la fine della violenza in Terra Santa
Valentina Antonelli
Corriere dell'Umbria Domenica 18 Gennaio 2009




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