Festa del Perdono

"Una forte esperienza di vita, doppiamente impegnativa sia sul lato 'fisico' che su quello spirituale"; "Una 'faticaccia', ma valeva la pena esserci"; "Un momento di incontro e di condivisione dei valori cristiani": è l'opinione unanime dei partecipanti alla 28esima marcia Francescana, migliaia di giovani, provenienti da tutta Italia e, in qualche caso, anche dall'Europa, che nel tardo pomeriggio di ieri sono arrivati nel piazzale antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli per chiedere l'indulgenza plenaria.
Dopo le celebrazioni religiose della mattinata, presiedute da Monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, in sostituzione di Attilio Nicora, e prima di quelle del pomeriggio, il Perdono è diventato una giornata di festa, con musica (stasera, alle 21, ci sarà anche il "Concerto del Perdono" con l'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia), canti e balli: i 'marciatori', previa confessione, eucarestia e preghiera secondo le indicazioni del Papa, hanno ottenuto, assieme agli altri pellegrini, l'indulgenza.
La Festa del Perdono, secondo la tradizione, ha origini antichissime: San Francesco, in una notte del luglio 1216, mentre pregava nella Porziuncola, vide, circondati da angeli, Gesù e Maria: il Poverello chiese "pietà" per tutti coloro che, pentiti, avessero varcato le soglie della chiesa. Naturalmente Francesco ottenne questo grande dono e da allora Santa Maria degli Angeli divenne un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono un vero incontro con la Misericordia di Dio. Il Perdono è stata anche l'occasione per riportare l'attenzione su Fabrizio Catalano, con la mamma del giovane che ha chiesto al vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, di ricordare suo figlio, scomparso da Assisi tre anni fa:
"Nel corso dell'incontro della scorsa settimana, spiega la Migliazza, ho chiesto a sua eccellenza se poteva ricordare mio figlio, perché proprio pochi giorni dopo la scomparsa ho partecipato alla festa per cercare il volto di Fabrizio tra i tanti partecipanti alla Marcia. Spero che le preghiere di monsignor Sorrentino sensibilizzino le persone che sanno, ma non parlano, e voglio anche far sapere a Fabrizio che noi familiari, qualunque scelta abbia intrapreso, lo perdoneremo sempre"

Flavia Pagliochini dal Corriere dell'Umbria




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